Giovanni Ozzola, ‘Il cielo dentro’ a Galleria Continua di Roma

Alla Galleria Continua / Rome, negli spazi del The St. Regis Rome, dal 12.03.2026 al 09.05.2026 va in scena Il cielo dentro, nuova personale di Giovanni Ozzola. La mostra riunisce fotografie e sculture che mettono in dialogo ambienti chiusi, spesso bunker in cemento segnati dal tempo, con orizzonti di cielo e mare che irrompono attraverso feritoie e aperture.

Il titolo, Il cielo dentro, suggerisce una dimensione in cui l’infinito non è solo fuori di noi, ma si espande interiormente: il limite architettonico diventa soglia percettiva, luogo in cui l’orizzonte si fa esperienza intima. L’artista chiarisce che non si tratta di una ricerca sistematica né di un lavoro fotografico inteso come genere o documento, ma di un processo in cui ciò che emerge è, prima di tutto, un’esperienza.

Tra bunker, luce e orizzonti lontani

Il progetto, pensato per gli spazi romani della galleria, conduce il visitatore in un territorio di confine dove interno ed esterno si sfiorano senza mai risolversi in una narrazione lineare. Nei lavori della serie Bunkers, strutture nate per la protezione e l’isolamento vengono osservate con uno sguardo capace di rovesciarne il senso originario: le feritoie si trasformano in occhi, organi di orientamento attraverso cui lo sguardo cerca un’uscita e misura la distanza dall’orizzonte.

La luce che entra promette apertura ma comporta anche il rischio di perdersi, fino a dissolversi nel paesaggio. I segni sulle pareti diventano cicatrici e memorie, un alfabeto frammentario che si deposita come sedimento di tempo. In questo spazio liminale, timore e quiete, artificiale e naturale, identità e dissoluzione nel tutto convivono in un’armonia costruita sul contrasto.

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Un cielo stellato e appunti senza parole

Un cielo stellato introduce un ulteriore orizzonte, riprendendo un intervento realizzato dall’artista al Palazzo Esposizioni Roma per la Quadriennale d’Arte. Non è una semplice decorazione, ma un dispositivo che apre lo spazio a un ignoto condiviso: la materia delle pareti e quella delle stelle si rivelano parte della stessa sostanza, mentre microscopico e macroscopico, scienza e spiritualità iniziano a convergere.

Accanto alle grandi vedute di bunker e orizzonti, la scultura Appunti senza parole si presenta come un piccolo corpo fatto di immagini: prove di stampa e frammenti visivi accumulati e rilegati a mano fino a ottenere una presenza tridimensionale, dotata di peso e volume. L’immagine non resta superficie ma, sommandosi ad altre, diventa materia e scultura, confermando l’interesse di Ozzola per il momento in cui il visibile si arresta e nasce il desiderio di oltrepassarlo.

Lo spazio come esperienza condivisa

Le opere in mostra non descrivono semplicemente luoghi, ma li attivano. Ogni immagine traccia una rotta possibile, orienta lo sguardo, suggerisce una direzione. Per Ozzola, l’obiettivo non è raccontare il limite come tema, ma renderlo percepibile come soglia viva, trasformandolo in un campo attivo in cui qualcosa può accadere: uno slittamento percettivo, una presa di coscienza, un’apertura.

In questo processo, l’immagine smette di essere solo superficie e diventa presenza, mentre lo spazio esposto cessa di apparire distante per farsi esperienza condivisa. All’interno del programma Un’amicizia Continua, la mostra si inserisce nel dialogo tra Galleria Continua e The St. Regis Rome, consolidando una visione dell’arte come pratica capace di generare relazione attraverso incontri, residenze e attività dedicate a pubblici diversi.

Foto: Ufficio Stampa Galleria Continua