Fino al 2 giugno 2026 il museo spoletino inaugura una stagione espositiva che intreccia spiritualità, scultura internazionale e memoria del territorio.
Spoleto rilancia il proprio ruolo nel panorama dell’arte contemporanea con una stagione primaverile che mette in dialogo memoria storica e ricerca attuale. Dal 21 febbraio 2026 Palazzo Collicola presenta quattro nuovi progetti espositivi che occupano i diversi livelli dell’edificio, trasformandolo in un percorso articolato tra spiritualità, scultura, sperimentazione e tradizione culturale locale.
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Vita minore: San Francesco e la santità dell’arte contemporanea
Al piano terra prende forma “Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea”, mostra collettiva curata da Gianni e Giuseppe Garrera e visitabile fino al 2 giugno. Il progetto nasce in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e propone una rilettura del pensiero francescano attraverso opere contemporanee.

Non un’iconografia tradizionale del Santo, ma frammenti, “schegge” di un’eredità spirituale che emergono nelle pratiche artistiche attuali. La “minorità” diventa chiave di lettura: rifiuto della ricchezza, scelta radicale di povertà, rapporto con la natura, fraternità con tutte le creature. In mostra artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini e Salvo, accanto a figure di generazioni successive come Luca Bertolo, Flavio Favelli, Tomas Saraceno e Luca Vitone. Il percorso trasforma ogni sala in uno spazio di meditazione contemporanea, dove il sacro si intreccia con la sensibilità del presente.
Agraria
Al Piano Nobile si apre “Agraria”, personale di Franco Troiani curata da Saverio Verini, in programma fino al 24 maggio. L’esposizione coincide con gli ottant’anni dell’artista e con i quarant’anni dello STUDIO A’87, spazio fondato da Troiani e punto di riferimento per la scena umbra. Il titolo richiama un’idea di arte come lavoro legato alla terra e ai suoi cicli, lontano dalla spettacolarizzazione.

Le opere – realizzate prevalentemente in legno e materiali trovati – dialogano con la fastosità degli ambienti storici, creando una tensione tra essenzialità e ornamento. Più che un’antologica cronologica, la mostra propone una selezione mirata che attraversa oltre quarant’anni di ricerca, includendo anche un lavoro inedito concepito per l’occasione.
Sculpture speaks louder than words
Al secondo piano è protagonista la scena internazionale con “Sculpture speaks louder than words”, personale di Barry Flanagan a cura di Jo Melvin, visitabile fino al 24 maggio. La mostra ripercorre la ricerca dell’artista britannico, dai primi esperimenti con materiali non convenzionali – sabbia, corde, tessuti, gesso – fino alle celebri sculture figurative in bronzo, come le iconiche lepri antropomorfe. Flanagan, figura chiave della scultura europea tra Minimalismo e Arte Povera, concepiva l’opera come esperienza multisensoriale, capace di “parlare” allo spazio e al visitatore attraverso leggerezza, movimento e ironia.
Lirico Sperimentale. Manifesti d’autore
Completa il percorso “Lirico Sperimentale. Manifesti d’autore”, allestita nella stanza adiacente alla biblioteca e visitabile fino al 2 giugno. La mostra celebra gli ottant’anni del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” attraverso una selezione di bozzetti originali dei manifesti che ne hanno accompagnato la storia. In esposizione lavori di Emanuele Luzzati, Arnaldo Pomodoro, Toti Scialoja, Pietro Consagra, Ester Grossi e Gilberto Cappelli, testimonianza di un dialogo fertile tra arti visive e musica. Il manifesto diventa così documento storico e opera autonoma, capace di raccontare l’identità culturale di Spoleto.
Quattro mostre diverse per linguaggio e generazione, ma unite da un filo comune: il rapporto tra arte e territorio. Palazzo Collicola si conferma spazio in cui il contemporaneo non è mai isolato, ma radicato nella storia e nella memoria collettiva.