‘Paolo Conte. Original’ prorogata fino al 6 aprile: Asti celebra il lato pittorico del Maestro

Grande successo per “Paolo Conte. Original”, la mostra-evento allestita a Palazzo Mazzetti di Asti e dedicata all’anima figurativa del celebre cantautore. L’esposizione, visitata da oltre 18 mila persone, è stata prorogata fino al 6 aprile, confermandosi tra gli appuntamenti culturali più seguiti della stagione.

La proroga consente a un pubblico ancora più ampio di scoprire un volto meno noto ma profondamente autentico di Paolo Conte: quello del pittore e disegnatore, artista “original” nel senso più pieno del termine.

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Il Conte prima della musica

“Il disegno è uno dei miei due vizi capitali, più antico di quello per la musica e le canzoni”, ha dichiarato lo stesso Paolo Conte. Ed è proprio da qui che parte il progetto espositivo: dalla pittura come radice profonda della sua poetica.

La mostra, la più ampia mai dedicata alla sua produzione figurativa, riunisce 143 opere su carta, realizzate nell’arco di quasi settant’anni. Disegni a grafite e inchiostro, tempere, tecniche miste e pastelli su cartoncino nero compongono un percorso che restituisce l’universo visivo dell’artista: elegante, malinconico, ironico e intriso di jazz.

Paolo Conte_Squirrel uomo circo

Curata da Manuela Furnari sotto la guida diretta del Maestro, l’esposizione propone un allestimento rigoroso ma sorprendente, lasciando al pubblico la massima libertà di interpretazione.

Razmataz e il jazz come immaginario visivo

Uno dei nuclei centrali è dedicato a Razmataz, l’opera totale scritta, musicata e disegnata da Conte, ambientata nella Parigi degli anni Venti e costruita come un racconto per immagini. Le tavole esposte non illustrano semplicemente la narrazione, ma la fissano in sequenze autonome, quasi “quadri d’esposizione”.

Tra i lavori più significativi figura Higginbotham (1957), omaggio a uno dei primi grandi trombonisti jazz, insieme a opere dedicate a musicisti, boxeur, pianisti e figure femminili sospese tra eleganza e malinconia.

Il jazz attraversa l’intero percorso non come citazione nostalgica, ma come ritmo e libertà del segno.

Colore, memoria e avanguardie

Il colore occupa un ruolo centrale nella poetica di Conte. Nelle opere degli anni Settanta e Ottanta emerge un dialogo con l’espressionismo tedesco e francese, ma anche con le avanguardie del primo Novecento. L’artista stesso ha più volte raccontato il suo rapporto sinestetico con la musica, in cui ogni suono si traduce in tonalità cromatica.

Negli ultimi anni si afferma la serie dei pastelli su cartoncino nero, composizioni astratte in cui linee e campiture vibrano sulla superficie scura, in un esercizio che dialoga con musica, teatro e letteratura.

Un omaggio della città al suo artista

La mostra rappresenta un tributo della città di Asti al suo artista più noto e rappresentativo, celebrando non solo il cantautore amato nei teatri di tutto il mondo, ma anche il pittore che ha sempre coltivato un rapporto intimo e costante con il disegno.

“Paolo Conte. Original” non è soltanto un’esposizione, ma un viaggio nel laboratorio creativo di un autore capace di fondere musica, parola e immagine in un’unica cifra stilistica.

Grazie alla proroga fino al 6 aprile, c’è ancora tempo per scoprirla.