La sede dei Frari, che dal 1815 custodisce la memoria storica della Repubblica Serenissima e del territorio veneto, ospita una mostra che parla di archiviazione nel senso più artistico mai osservato
L’Archivio di Stato di Venezia, per la prima volta nella sua storia, apre al pubblico come sede espositiva: l’occasione è ARCHIVIO, la mostra tributo dell’artista Dayanita Singh, che aprirà il 16 aprile 2026 e resterà visitabile, gratuitamente, fino al 31 luglio.
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ARCHIVIO è il tributo di Singh sia agli archivi italiani che ha fotografato negli ultimi 10 anni, che al proprio archivio di immagini realizzate in Italia negli ultimi 25, in un intreccio fra i due nuclei principali del suo lavoro: il lungo impegno con gli archivi istituzionali e il suo dialogo visivo pluridecennale con l’architettura, gli spazi interni, le opere d’arte, gli amici, gli archivisti, i fiori e altro ancora.
La mostra è curata da Andrea Anastasio e, dopo l’Archivio di Stato di Venezia, si sposterà al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, al MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino e all’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi.
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ARCHIVIO, la fotografia sospesa fra arte e catalogazione
In ARCHIVIO, l’atto di fotografare diventa una forma di catalogazione, un tentativo continuo di comprendere come la memoria viene plasmata, strutturata e conservata. Singh rivisita le immagini che ha realizzato nelle città italiane dalla fine degli anni ’90, mettendole in dialogo con i suoi approfonditi studi sugli archivi realizzati in India e altrove. Attraverso questo incontro, l’esposizione mostra l’archivio non come un magazzino statico, ma come un organismo vivente, continuamente riorganizzato attraverso il processo editoriale dell’artista, le strutture espositive e la variazione di sequenza delle immagini.

Per Singh, il museo è un libro e il libro è un museo: architetture portatili e ricomponibili per la conoscenza. La mostra evidenzia la convinzione dell’artista che l’archivio non sia soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio generativo capace di plasmare le storie che raccontiamo, e quelle che restano ancora da scoprire.
Il curatore Andrea Anastasio colloca la pratica di Singh all’interno di una riflessione più ampia su come si costruisce la memoria culturale. L’allestimento riflette il suo interesse per la risonanza poetica e filosofica del lavoro di archiviazione – ordinare, contenere, proteggere –, e al contempo consente alle fotografie di Singh di rimanere aperte e porose, mutevoli in ogni nuovo contesto.
Attività collaterali
La mostra, che sarà aperta durante la 19^ edizione di Incroci di civiltà, sarà accompagnata da un Public Program di incontri, conferenze e presentazioni di libri, ideato dall’artista e da Chiara Spangaro, in collaborazione con Università Ca’ Foscari Venezia – Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali, Dipartimento di Studi Umanistici -, Università Iuav di Venezia e altre istituzioni, che si svolgeranno dal 18 aprile al termine della mostra.
Inoltre, l’artista sarà impegnata in un programma di mentoring per studentesse e studenti universitari, ideato e diretto con la collaborazione di Università Iuav di Venezia in occasione del centenario dell’istituzione, e con i dipartimenti di Filosofia e Beni Culturali e di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari Venezia.
Dayanita Singh. ARCHIVIO
17 aprile – 31 luglio 2026
Archivio di Stato, Venezia, Italia
Orari: lunedì-venerdì, 12-18
Ingresso mostra:
Rio Terà San Tomà, 30125 Venezia
La mostra è a ingresso libero.