Fino al 12 aprile 2026 il Castello Maniace di Siracusa ospita Visioni d’arte in Sicilia tra l’Ottocento e il Novecento. Sciatuzzu miu, un percorso espositivo che attraversa due secoli di storia artistica dell’isola mettendo in dialogo tradizione, paesaggio e avanguardia.
Il titolo – in dialetto siciliano “respiro mio” – è una dichiarazione d’amore alla terra e alla sua memoria visiva. La mostra racconta una Sicilia che non è periferia culturale, ma laboratorio creativo capace di dialogare con le grandi correnti nazionali ed europee.
LEGGI ANCHE – Le mostre più fotografate su Instagram nel mondo
L’Ottocento: paesaggio, identità, introspezione
La prima parte del percorso è dedicata alla pittura ottocentesca, dove il paesaggio diventa specchio dell’identità. La luce mediterranea scolpisce volti e campagne, costruendo una narrazione che unisce realismo e tensione simbolica.
In questo contesto si inserisce la figura di Fausto Pirandello, che traghetta la tradizione verso il Novecento, mantenendo un legame profondo con la dimensione esistenziale e con una visione non edulcorata della realtà. L’arte siciliana non si limita a rappresentare il territorio: lo interroga.
Il Novecento: tra avanguardia e radici
Con il Novecento il racconto si amplia. La Sicilia dialoga con le avanguardie e con le grandi trasformazioni del secolo breve. La presenza di Carlo Carrà e Giorgio De Chirico evidenzia il legame con il clima metafisico e con la ricerca di nuove strutture formali, mentre l’opera di Renato Guttuso restituisce tutta la tensione civile e politica di un artista che ha saputo raccontare la propria terra senza retorica.
Guttuso, in particolare, rappresenta una delle voci più potenti della modernità italiana: la sua pittura, energica e narrativa, tiene insieme memoria, impegno e identità mediterranea.
Il percorso mette così in evidenza una Sicilia che non si chiude nel regionalismo, ma partecipa attivamente ai grandi movimenti del Novecento, confrontandosi con l’astrazione, la figurazione critica e la ricerca sulla forma.
Una mostra che racconta un respiro collettivo
“Sciatuzzu miu” non è solo un titolo evocativo: è la chiave di lettura dell’intero progetto. L’arte qui diventa respiro condiviso, stratificazione culturale, continuità tra generazioni.
Nel suggestivo spazio del Castello Maniace, affacciato sul mare, la mostra costruisce un dialogo tra epoche e linguaggi, mostrando come la storia dell’arte siciliana sia attraversata da una costante tensione tra radici e innovazione.
Un percorso che restituisce alla Sicilia il suo ruolo centrale nel panorama artistico italiano, tra luce, inquietudine e modernità.