Il restauro di un capolavoro del primo Cinquecento, una nuova mostra dedicata alla memoria monumentale della città e una serie di incontri e attività che attraversano epoche e culture diverse: dal 20 al 26 febbraio 2026 la Fondazione Torino Musei propone un ricco calendario di appuntamenti tra Palazzo Madama, MAO – Museo d’Arte Orientale e GAM, confermando il ruolo centrale del sistema museale torinese nella valorizzazione del patrimonio e nella produzione culturale contemporanea.
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Restauro del Polittico di Ferrari
Tra i momenti più significativi, venerdì 20 febbraio Palazzo Madama presenta al pubblico il restauro del Polittico con san Gerolamo e santi, Annunciazione e scene della Passione di Defendente Ferrari, importante testimonianza della pittura piemontese del primo Cinquecento. L’intervento, reso possibile dal finanziamento dell’avvocato Marziano Marzano, ha riguardato non solo la superficie pittorica ma anche la complessa struttura lignea originale, elemento raro e di grande valore storico. L’opera, acquisita dal museo nel 1932, torna così visibile nella sua integrità, restituendo un tassello fondamentale delle collezioni civiche torinesi.
A Torino il MAO ospita mostre e iniziative sul Capodanno Cinese
Sempre il 20 febbraio, il MAO ospita The Sea That Remembers: Labour, Technology, and Afro-Asian Exchange, incontro con l’artista e ricercatore Musquiqui Chihying nell’ambito del Black History Month. La conferenza esplora le connessioni tra lavoro, tecnologia e geopolitica nell’area dell’Oceano Indiano, rileggendo le rotte commerciali e i sistemi di rappresentazione visiva che hanno contribuito a definire il rapporto tra Asia e Africa, dal periodo coloniale alle infrastrutture contemporanee.
Il MAO sarà protagonista anche nel fine settimana con le iniziative dedicate al Capodanno cinese 2026, anno del Cavallo. Sabato 21 febbraio la visita tematica Destrieri dell’eternità approfondirà il simbolismo del cavallo nella collezione cinese del museo, mentre domenica 22 febbraio un’attività laboratoriale per famiglie permetterà ai partecipanti di scoprire il proprio segno zodiacale e creare elaborati ispirati ai cavalli di terracotta conservati nelle collezioni.
Tra natura e storia
Il calendario prosegue mercoledì 25 febbraio con due appuntamenti che intrecciano natura e storia. A Palazzo Madama torna il ciclo di lezioni dedicate al giardinaggio sostenibile, con un incontro sui fiori invernali condotto da Edoardo Santoro nel giardino botanico medievale del museo. Nella stessa giornata, il MAO ospita la presentazione del volume Consigliere e diplomatico alla corte birmana, dedicato alla figura del missionario Paolo Abbona, protagonista di importanti relazioni diplomatiche tra Europa e Birmania nell’Ottocento.
Palazzo Madama, MonumenTO, Torino Capitale. La forma della memoria
Tra le novità più attese, giovedì 26 febbraio apre a Palazzo Madama la mostra MonumenTO, Torino Capitale. La forma della memoria, a cura di Giovanni Carlo Federico Villa e Cristina Maritano. Il progetto espositivo analizza oltre un secolo di statuaria pubblica torinese attraverso circa cento opere, tra modelli, fotografie e documenti, offrendo una rilettura storico-artistica dei monumenti che hanno contribuito a costruire l’identità simbolica della città, dal Monumento a Emanuele Filiberto fino alle celebrazioni civili e scientifiche del primo Novecento.
La GAM su Piero Manzoni
Sempre il 26 febbraio, la GAM ospita la presentazione del volume di Giuliano Sergio Blow-up. Piero Manzoni e l’esplosione dei nuovi media, che indaga il rapporto tra arte, comunicazione e mass media nella pratica di uno dei protagonisti più innovativi del Novecento. Il saggio mette in luce come Manzoni abbia anticipato una riflessione sull’autorialità e sulla costruzione dell’immagine dell’artista, utilizzando con consapevolezza i mezzi di comunicazione per ridefinire il rapporto tra opera, pubblico e sistema dell’arte.
Nel loro insieme, gli appuntamenti della settimana testimoniano l’ampiezza dell’offerta culturale della Fondazione Torino Musei, che affianca alla tutela del patrimonio storico nuove prospettive di ricerca e divulgazione, coinvolgendo pubblici diversi e contribuendo a rafforzare il ruolo di Torino come centro di produzione e riflessione artistica contemporanea.