Dal 7 febbraio 2026 Triennale Milano presenta il nuovo allestimento del Museo del Design Italiano: oltre 400 opere, percorsi interattivi e grande attenzione all’accessibilità.

La notizia in breve. Il Museo del Design Italiano di Triennale Milano presenta un percorso rinnovato, che attraversa quasi un secolo di progettazione italiana con oltre 400 oggetti, progetti e documenti. Al centro, la valorizzazione dei grandi maestri del Novecento e protagonisti contemporanei.

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Dal 7 febbraio il Museo del Design Italiano di Triennale Milano si presenta al pubblico con un nuovo percorso espositivo che ripensa in chiave contemporanea il racconto del design nazionale. Un allestimento completamente rinnovato, curato da Marco Sammicheli insieme a Marilia Pederbelli e progettato da Roberto Giusti, che mette al centro la collezione permanente. Con focus sul contesto storico, industriale e sociale in cui gli oggetti sono nati.

Il nuovo itinerario di fatto attraversa quasi un secolo di progettazione italiana, dalla fine degli anni Venti agli inizi del Duemila, attraverso oltre 400 oggetti, progetti e documenti. Ad accogliere i visitatori è una grande timeline, suddivisa per decadi, che ripercorre eventi chiave della storia italiana.

Foto/Photo Andrea e Filippo Tagliabue – FTfoto © Triennale Milano

L’obiettivo dichiarato è rendere il Museo uno spazio accessibile, inclusivo e aperto a pubblici diversi. «Un percorso pensato tanto per gli addetti ai lavori quanto per chi si avvicina per la prima volta al design», sottolinea Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano, evidenziando anche la scelta di garantire l’ingresso gratuito a studenti di ogni età. Un’attenzione particolare è stata riservata alla dimensione educativa e alla possibilità di interagire direttamente con gli oggetti, trasformando la visita in un’esperienza attiva.

Il nuovo Museo del Design Italiano mette in luce il legame profondo tra progettazione e innovazione, raccontando come aziende e designer abbiano contribuito a costruire l’identità del Paese. «Il percorso dà voce a una storia fatta di relazioni tra impresa, tecnologia e società», spiega infatti Marco Sammicheli.

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Grande attenzione è stata dedicata anche all’accessibilità con numerosi strumenti, come i materiali Easy to Read e i testi in Braille. Ma anche video in LIS e International Sign, audiodescrizioni, mappe tattili e kit sensoriali per adulti e bambini.

Le nuove installazioni

Il percorso è arricchito da cinque installazioni tematiche trasversali, ideate con Mammafotogramma come vere esperienze interattive site-specific. Dalla decorazione, esplorata attraverso un grande arazzo tattile e un puzzle tridimensionale, al dispositivo ludico ispirato ai giochi degli anni Ottanta. Fino all’autoprogettazione, analizzata attraverso un algoritmo capace di generare arredi partendo da dati reali.

Chiude il percorso il tema della leggerezza, con un’installazione che invita a confrontare il peso degli oggetti con quello della celebre Superleggera di Gio Ponti, per sperimentare in modo diretto cosa significhi progettare sottraendo.

Il nuovo allestimento risponde all’ampliamento della collezione, che oggi comprende sia grandi maestri del Novecento sia protagonisti del design contemporaneo. E accanto ai settori tradizionali, si rafforza la presenza di ambiti come automotive, nautica, moda, grafica e illustrazione.

Foto Andrea e Filippo Tagliabue – FTfoto © Triennale Milano

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