La notizia in breve. È stata presentata a Bologna la mostra CODEX – l’eco del wireless diventa pensiero digitale, un progetto che rilegge l’eredità di Guglielmo Marconi alla luce dell’arte contemporanea e dell’intelligenza artificiale. Allestita negli spazi del MIC dell’ex chiesa di San Mattia, l’esposizione intreccia memoria scientifica e ricerca artistica attraverso le opere di Quayola, Mamà Dots e Donatella Nicolini, proponendo una riflessione sul rapporto tra creatività umana, tecnologia e futuro.
CODEX: il wireless di Marconi nell’era digitale
Rileggere l’eredità di Guglielmo Marconi attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea e dell’intelligenza artificiale. È questo l’obiettivo di CODEX – l’eco del wireless diventa pensiero digitale, la mostra a Bologna negli spazi espositivi del MIC dell’ex chiesa di San Mattia, organizzata dal Comitato Nazionale Marconi.150 e dalla Fondazione Guglielmo Marconi.
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Il progetto intreccia creatività, tecnologia e memoria scientifica, proponendo una rilettura attuale del pensiero marconiano e del suo impatto sulla modernità. CODEX nasce nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario della nascita di Marconi, avviate nel 2024 e attive per un triennio. Dopo i 130 anni del wireless ricordati nel 2025, il 2026 segna due ricorrenze fondamentali: i 130 anni dalla prima richiesta di brevetto del telegrafo senza fili e i 125 anni dal primo collegamento transatlantico wireless tra la Cornovaglia e San Giovanni di Terranova, in Canada.
Da Marconi all’AI: creatività, sicurezza e futuro
La presentazione della mostra si è svolta in occasione della conferenza inaugurale Da Marconi all’AI: opportunità e sfide tra sicurezza e creatività, alla presenza di Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura, del sindaco di Sasso Marconi Roberto Parmeggiani, di Giulia Fortunato, Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi e del Comitato Nazionale Marconi.150, di Francesca Tomba, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna, e di Denise Tamborrino, Direttrice dell’ex chiesa di San Mattia.
L’incontro ha ospitato il keynote speech di Neil Lawrence, DeepMind Professor all’Università di Cambridge, tra i principali esperti internazionali di intelligenza artificiale, che ha offerto una riflessione sulle trasformazioni in atto e sulle implicazioni future dei sistemi digitali.
Arte e algoritmo: nuove forme di espressione
A seguire, una tavola rotonda ha messo a confronto diversi ambiti di ricerca e applicazione dell’AI. Gerardo Volpone e Nicoletta Milillo di Microsoft hanno presentato il progetto del gemello digitale realizzato per la Basilica di San Pietro a Roma, esempio emblematico di come l’intelligenza artificiale possa contribuire alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Giovanni Corazza, Professore ordinario dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e fondatore del Marconi Institute for Creativity, ha proposto una lettura interdisciplinare sul tema della cyber-creatività e della collaborazione uomo-macchina nei processi creativi. Mario Caligiuri, Presidente della Società Italiana Intelligence, ha invece approfondito il rapporto tra arte e intelligence, sottolineando come la dimensione artistica rappresenti una radice essenziale della conoscenza e uno strumento per riaffermare la centralità dell’essere umano nell’era dell’AI.
«Raccontare, attraverso una chiave artistica contemporanea, quanto le invenzioni di Guglielmo Marconi abbiano contaminato la modernità e come la sua visione dell’innovazione continui a parlare al presente è fondamentale. – ha dichiarato Lucia Borgonzoni – La mostra rappresenta un’occasione preziosa, soprattutto per il pubblico più giovane, per riflettere sulle analogie tra la rivoluzione del wireless e quella che stiamo vivendo oggi con l’intelligenza artificiale: uno strumento potentissimo che interroga temi come controllo, affidabilità, etica, trasparenza e tutela dei diritti fondamentali».
Gli artisti in mostra: Quayola, Mamà Dots e Donatella Nicolini
Lo spazio espositivo ospita le opere di Quayola, Mamà Dots e Donatella Nicolini, tre artisti che, attraverso linguaggi differenti – videoarte, pittura e fotografia – esplorano il rapporto tra umano e artificiale, tra creatività e algoritmo. Il percorso affonda le proprie radici nell’intuizione marconiana e ne rinnova il significato, dimostrando come il wireless continui a vivere oggi in una dimensione sospesa tra innovazione, sicurezza e responsabilità.
Tra i lavori esposti spicca una grande videoinstallazione di Quayola realizzata per il centenario dell’Archivio Luce, esempio di come l’intelligenza artificiale possa diventare strumento di valorizzazione dei grandi archivi storici. Le opere pittoriche di Mamà Dots, ispirate a un pop puntinismo contemporaneo, introducono una riflessione critica sul rapporto tra elaborazione umana e dato digitale, mentre Donatella Nicolini unisce fotografia e intelligenza artificiale in lavori dedicati alla figura femminile e al tema della maternità.
La rassegna è a ingresso libero ed è visitabile dal 2 al 28 febbraio 2026 con i seguenti orari: giovedì e venerdì 16.00–20.00. Sabato 7 febbraio, in occasione dell’Art White Night, 16.00–22.00.
Info: www.marconi150.it, www.fondazioneguglielmomarconi.it.