‘Impressionismo e modernità’: i capolavori dei grandi maestri in mostra a Udine

A partire dal 30 gennaio – e fino al prossimo 30 agosto – Casa Cavazzini – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine ospita Impressionismo e modernità. Monet, Van Gogh, Picasso, Kandinsky, Magritte. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur, mostra di respiro internazionale che porta in Friuli Venezia Giulia 84 opere di alcuni tra i più grandi maestri dell’arte europea tra Otto e Novecento.

Il progetto espositivo è curato da David Schmidhauser, capo curatore del Kunst Museum di Winterthur, e da Vania Gransinigh, responsabile di Casa Cavazzini. E mette al centro uno dei nuclei più importanti della collezione del museo svizzero, con un percorso che racconta l’evoluzione dell’arte moderna. Dall’Impressionismo fino alla Seconda guerra mondiale.

Un’occasione che conferma il ruolo di Udine come polo culturale di primo piano, come sottolinea il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. «Il livello artistico altissimo delle opere del Kunst Museum di Winterthur colloca Udine nel circuito internazionale delle grandi esposizioni. È un percorso che dialoga idealmente con esperienze di successo già realizzate a Villa Manin e a Gorizia, nell’ambito delle iniziative per la Capitale europea della Cultura 2025. La città dimostra ancora una volta di saper essere un fulcro culturale vitale, un salotto artistico moderno e aperto al mondo».

Viaggio nell’arte che ha cambiato il mondo

Il percorso espositivo si sviluppa come un racconto ampio e articolato delle trasformazioni che hanno attraversato l’arte europea tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Dall’Impressionismo di Claude Monet, Camille Pissarro e Alfred Sisley, che rompe con l’accademismo per raccontare la vita moderna attraverso luce, colore e percezione immediata, si passa alla pittura intensa e visionaria di Vincent Van Gogh, anticipatrice di nuove urgenze espressive.

Il superamento dell’Impressionismo apre al Post-Impressionismo, con artisti come Pierre Bonnard, Édouard Vuillard e Maurice Denis, che concepiscono il dipinto come superficie autonoma, svincolata dalla mera rappresentazione del reale. Parallelamente, il Cubismo di Pablo Picasso, Georges Braque, Juan Gris e Fernand Léger destruttura la forma e mette in discussione la prospettiva tradizionale, aprendo la strada a una visione analitica dello spazio.

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Ampio spazio è riservato anche al Surrealismo, che indaga sogno, inconscio e immaginazione attraverso le opere di René Magritte, Max Ernst, Yves Tanguy e Giorgio de Chirico, in un mondo popolato da immagini enigmatiche e accostamenti inattesi.

L’ultima sezione conduce il visitatore verso l’Astrattismo, articolato tra rigore geometrico e libertà organica. Da un lato, la ricerca di ordine e armonia di Piet Mondrian e del gruppo De Stijl. Dall’altro, l’astrazione poetica e fluida di Paul Klee, Vasilij Kandinskij e Sophie Taeuber-Arp, ispirata ai processi naturali di crescita e trasformazione. La scultura accompagna questo percorso con opere di Auguste Rodin, Aristide Maillol, Constantin Brancusi e Hans Arp, che chiude la mostra con le sue forme astratte e organiche.

Un dialogo internazionale

Il valore della collaborazione con il Kunst Museum di Winterthur è sottolineato dal suo direttore Konrad Bitterli. «Siamo particolarmente orgogliosi di presentare a Casa Cavazzini, a Udine, opere del modernismo classico provenienti dalle ricche collezioni del Kunst Museum di Winterthur. Dal momento che stiamo provvedendo ad alcuni lavori di ristrutturazione, abbiamo preso tutti i nostri capolavori, li abbiamo portati qui in Italia. Quelli in mostra sono i momenti salienti della nostra collezione. Ed è veramente un tour attraverso la storia dell’arte, dall’Impressionismo al Surrealismo, passando per Picasso e il Cubismo. E tutto si conclude con le opere astratte di Kandinskij, quelle di Klimt e naturalmente Piet Mondrian».

Foto @Fabrice Gallina – 2026

Anche il curatoreDavid Schmidhauser evidenziala forza narrativa della mostra. «La collezione d’arte moderna del Kunst Museum Winterthur è straordinaria. E non solo per i grandi nomi come Van Gogh, Monet e Mondrian, ma anche per la qualità dei nuclei di opere. Questa mostra racconta una storia fatta di coraggio. Il coraggio degli artisti che hanno sfidato le convenzioni e quello dei collezionisti che hanno saputo riconoscerne la forza innovativa. Attraverso questi capolavori, ripercorriamo l’evoluzione dello sguardo moderno, tra rotture, visioni e nuove armonie».

Per Vania Gransinigh, la mostra è parte di una visione più ampia per la città. «È una mostra strategica che rientra in una programmazione culturale fatta per la città di Udine che potrà avvalersi della visione diretta di capolavori assoluti che contestualizzano anche le collezioni del museo. È un’occasione proprio per consolidare il posizionamento internazionale di Casa Cavazzini, portando nuove conoscenze e nuove competenze, alla comunità cittadina e al territorio. E questo dialogo mette in luce due diverse forme di modernità, nate in contesti differenti, e invita alla riflessione, confermando il museo come luogo di conoscenza e di sviluppo di nuove competenze».

A produrre l’esposizione è la Regione Friuli Venezia Giulia con PromoTurismoFVG, il Comune di Udine e MondoMostre.

Foto @Fabrice Gallina – 2026 da Ufficio Stampa