Nuove note risuonano al MACRO di Roma. Dal 29 gennaio al 17 febbraio 2026, infatti, la sala audio del museo ospita Cosmic Pulses, una delle opere più radicali di Karlheinz Stockhausen il cui ascolto si inserisce nel percorso della mostra One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze. La fruizione diventa, così, non solo visiva, ma profondamente sensoriale.
Composta nel 2006 su commissione di Dissonanze e del festival AngelicA di Bologna, Cosmic Pulses è l’ultima grande opera elettronica realizzata da Stockhausen prima della sua scomparsa. Fa parte del ciclo incompiuto Klang (Suono), ambizioso progetto concepito come traduzione musicale delle ventiquattro ore del giorno e fu presentata in prima assoluta proprio a Roma nel 2007, accolta come uno dei vertici della ricerca stockhauseniana sulla spazializzazione e percezione fisica del suono.
Al MACRO, Cosmic Pulses trova una collocazione ideale nella sala audio del museo, circa 100 metri quadrati, completamente insonorizzato per garantire un ascolto immersivo grazie a un sistema multicanale ad alta fedeltà. Qui il suono avvolge il corpo dello spettatore, annullando la distanza tra composizione e ascolto per restituire tutta la complessità di un lavoro pensato per essere vissuto nello spazio.
Per la sua storia, la presenza di Stockhausen rafforza il dialogo con la mostra One Day You’ll Understand, che ripercorre la storia di Dissonanze, il festival ideato da Giorgio Mortari e attivo a Roma tra il 2000 e il 2010. Dissonanze ha, del resto, segnato profondamente il panorama italiano, portando la musica elettronica e sperimentale fuori dai circuiti specialistici. E in tal senso la partecipazione di Stockhausen fu uno dei momenti più emblematici.
Le iniziative del MACRO
Fino al 22 marzo 2026, la sala audio del MACRO continuerà a proporre programmi d’ascolto pensati come controcampo sonoro della mostra. A dimostrazione di quanto la storia di Dissonanze continui a parlare al presente.
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E accanto a questo percorso, prosegue anche la rassegna cinematografica Cine-città, dedicata alle rappresentazioni di Roma nel cinema, da Pasolini e Visconti fino alle visioni più contemporanee. Un ulteriore tassello di una programmazione con cui il MACRO dimostra di essere museo “attivo”, ovvero luogo di produzione culturale, ascolto e visione quotidiana.
Promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, e ideata dalla direttrice artistica Cristiana Perrella, la programmazione del MACRO ribadisce una visione di museo aperto e profondamente contemporaneo. Uno spazio in cui la memoria e la sperimentazione vivono insieme.
Immagini da Ufficio Stampa