Notargiacomo in velocità: al Mattatoio l’energia radicale di un artista fuori asse

Dal 27 gennaio al 15 marzo 2026 il Padiglione 9a del Mattatoio di Roma ospita Notargiacomo in velocità, la prima vera antologica in uno spazio pubblico romano dedicata a Gianfranco Notargiacomo (Roma, 1945), a cura di Marco Tonelli. La mostra ripercorre più di cinquant’anni di produzione dell’artista, dal 1971 a oggi, restituendo la coerenza e al tempo stesso l’irrequietezza di un percorso che ha attraversato linguaggi, materiali e stagioni dell’arte contemporanea senza mai addomesticarsi.

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Promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, dall’Azienda Speciale Palaexpo e dalla Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti, l’esposizione nasce da un’idea di Ivana Della Portella ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione Palatina. Un progetto che colma una lacuna significativa nel panorama espositivo romano, considerando che, a eccezione della storica installazione Le nostre divergenze riallestita alla Galleria Nazionale nel 2009, Notargiacomo non aveva mai avuto una mostra antologica pubblica nella sua città.

Notargiacomo in velocità, la mostra

Il percorso si apre con Roma assoluta (2003), una visione aerea della Capitale attraversata da fulmini e saette: segni iconici dell’artista, vero e proprio idioletto visivo che ritorna come una firma energetica. Da qui la mostra procede seguendo un andamento volutamente dinamico, perché la “velocità” non è solo un tema ma una modalità espressiva, tecnica e poetica che attraversa tutta l’opera di Notargiacomo.

Pittura Estrema, 1998, smalto su tela, lamiera (Courtesy Galleria Marchetti, Roma). Foto di Daniele Ragazzi

In mostra compaiono alcuni dei cicli più significativi della sua produzione: dai grandi lavori pittorici degli anni Ottanta come Tempesta e Assalto, fino a Il Caos e Giganti (1995), passando per Pittura estrema (1999). Accanto a questi, tornano opere che hanno segnato momenti chiave del suo percorso, come gli iconici omini in pongo colorato di Le nostre divergenze (1971), i Takéte del 1995 – ibridi tra pittura e scultura dal sapore futurista – e lavori come 1945 (1983), dove la lamiera diventa superficie pittorica e materia narrativa.

Il racconto arriva fino alle opere più recenti, come le pitture fluorescenti della serie Quarantaminuti, realizzate a partire dal 2023, che confermano una ricerca ancora tesa, fisica, attraversata da un’urgenza espressiva mai risolta. Non a caso Notargiacomo, laureato in filosofia, è stato inserito da Flavio Caroli nel gruppo del Magico primario e considerato tra i protagonisti della stagione neoinformale italiana, in dialogo ideale con figure come Emilio Vedova, suo estimatore e amico.

Una sezione documentaria arricchisce il percorso con fotografie e materiali d’archivio che testimoniano momenti cruciali della carriera dell’artista: dalle partecipazioni alla Biennale di Venezia (1982, 1986, 2011) agli allestimenti nelle storiche gallerie romane degli anni Settanta e Ottanta, fino agli incontri che hanno segnato il suo cammino umano e artistico.

Ad accompagnare la mostra, un catalogo edito da Silvana Editoriale raccoglie contributi critici di studiosi e intellettuali che hanno seguito e interpretato nel tempo il lavoro di Notargiacomo, restituendone la complessità e l’attualità. Notargiacomo in velocità si configura così come un attraversamento vivo e necessario di un’opera che continua a interrogare il presente con forza, materia e gesto.