Il Barocco oltre lo stile, come modo di guardare il mondo e come forma di inquietudine, movimento, teatralità ed eccesso. A questa stagione cruciale della cultura occidentale il Museo Civico San Domenico di Forlì dedica la grande mostra Barocco. Il Gran Teatro delle Idee, in programma dal 21 febbraio al 28 giugno.
Promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, l’esposizione riunisce oltre 200 capolavori in un racconto che si muove dal Seicento al Novecento, seguendone le tensioni formali ed esistenziali. Pittura, scultura, architettura e pensiero si intrecciano in un percorso che restituisce tutta la complessità di un’epoca che ha segnato in profondità il nostro modo di vedere e rappresentare la realtà.
Curata da Cristina Acidini, Daniele Benati, Enrico Colle e Fernando Mazzocca, la mostra nasce da un lungo lavoro di ricerca e si propone di offrire una visione complessiva della cultura barocca. Dal ruolo centrale di Roma alle grandi corti europee, con i protagonisti che ne hanno definito il linguaggio. Si parte, dunque, dalle radici del Barocco in relazione all’età ellenistica e il tardo manierismo, per poi soffermarsi sul realismo radicale di Caravaggio.
A testimoniare il fervore creativo della Capitale sono capolavori di Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Pietro da Cortona, Artemisia e Orazio Gentileschi. E ancora, Luca Giordano, Guercino, Guido Reni, Van Dyck, Andrea Pozzo, Nicolas Poussin, Peter Paul Rubens, Francisco de Zurbarán e molti altri. In un susseguirsi di opere che restituiscono la forza immaginativa e la tensione emotiva di un’epoca irripetibile.
LEGGI ANCHE: — Un Picasso a 100 euro? Al via la terza edizione della lotteria solidale
Un capitolo fondamentale della mostra è dedicato alla riscoperta novecentesca del Barocco, da Vienna all’Italia degli anni Trenta. Le opere di Lovis Corinth, Francis Bacon, Giovanni Boldini, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Umberto Boccioni e Giuseppe Ducrot mostrano come l’eredità barocca abbia continuato a esercitare un’influenza decisiva sulla rivoluzione artistica del Novecento. Sempre sotto il segno comune dell’inquietudine.
I 200 capolavori in mostra, provenienti da istituzioni di primo piano come il Museo del Prado di Madrid, i Musei Vaticani e le Gallerie degli Uffizi, danno vita a un percorso articolato in dieci sezioni. Un viaggio che attraversa secoli e linguaggi, conducendo il visitatore dal fascino dell’antico fino alle risonanze contemporanee, nel segno di un Barocco inteso come grande teatro delle idee.
Immagini da Ufficio stampa, crediti indicati