Alla Galleria Borghese 2026 il Barocco è globale

Nel ‘600 il Barocco è stato una meravigliosa onda lunga che ha investito tutto il mondo, trasformando un movimento artistico in un manifesto culturale: da Roma alla Germania, dall’America Latina all’Asia, è stato  la manifestazione di una civiltà che ha notevolmente ampliato l’orizzonte del reale. Per uscire dalla trappola dell’eurocentrismo e mostrarci un nuovo volto del Barocco, la Galleria Borghese inaugura il 2026 con Zanazabar alla Galleria Borghese. Dalla Mongolia al Barocco globale, visitabile fino al 22 febbraio.

Nata dalla collaborazione con il Museo d’Arte Orientale di Torino, la mostra porta per la prima volta in Europa due capolavori assoluti della scultura mongola del XVII secolo: un progetto piccolo nelle dimensioni ma denso nelle implicazioni, che si inserisce con coerenza nel più ampio percorso di ripensamento del Barocco come fenomeno globale.

Zanazabar, il Barocco mongolo

Zanazabar – il cui nome significa “colui che impugna lo scettro fulminante della saggezza” – fu una figura cardine della storia mongola: primo capo spirituale e politico del Paese, monaco buddhista riconosciuto dal quinto Dalai Lama come reincarnazione di un grande autore tibetano, ma anche artista raffinatissimo, capace di fondere rigore spirituale e straordinaria sensibilità formale. Vissuto negli stessi decenni di Gian Lorenzo Bernini, Zanazabar si muove in un contesto geografico e culturale distante, eppure sorprendentemente affine per tensione creativa e capacità di innovazione.

Nel Salone Mariano Rossi della Galleria Borghese sono esposte due sculture in bronzo dorato provenienti dal Chinggis Khaan National Museum di Ulan Bator: una Tara Verde, divinità femminile della compassione e della protezione, e un Autoritratto dell’artista in trono. Opere di rara raffinatezza, in cui l’equilibrio delle proporzioni, la resa dei volumi e la delicatezza dei dettagli rivelano una piena padronanza tecnica e una profonda consapevolezza simbolica.

In dialogo con Gian Lorenzo Bernini

Il cuore della mostra sta proprio nel dialogo che queste opere instaurano con la collezione Borghese e, in particolare, con Bernini. Una messa in relazione sottile, che invita a riflettere su come linguaggi apparentemente lontani condividano una stessa urgenza: dare forma all’invisibile. Se Bernini traduce il pathos e il movimento in una teatralità corporea che sembra sfidare la materia, Zanazabar lavora sulla concentrazione, sulla frontalità, sulla sospensione del gesto. Due modalità diverse, ma entrambe capaci di trasformare la scultura in esperienza.

Il progetto prosegue idealmente il discorso avviato con la mostra Barocco Globale. Il mondo a Roma all’epoca di Bernini, allestita alle Scuderie del Quirinale nel 2025, approfondendo il tema delle connessioni transculturali e della circolazione delle forme nel Seicento. Roma, centro simbolico di potere, collezionismo e scambio, diventa il luogo in cui queste traiettorie si incontrano, rivelando un Barocco meno eurocentrico e più complesso, attraversato da influenze, viaggi, relazioni diplomatiche e spirituali.

Galleria Borghese 2026: Metamorfosi. Ovidio e le arti

Zanazabar alla Galleria Borghese apre con forza il programma del museo per il 2026, che proseguirà in primavera con due mostre dossier dedicate alla storia della collezione Borghese – su Giovan Francesco Penni e su Marcello Provenzale – e culminerà in estate con Metamorfosi. Ovidio e le arti, grande progetto internazionale attorno al mito come chiave di lettura dell’immaginario occidentale.

“Metamorfosi. Ovidio e le arti”, curata da Francesca Cappelletti e Frits Scholten, si terrà alla Galleria Borghese a Roma dal 23 giugno al 20 settembre 2026 ed esplorerà il tema della metamorfosi ispirandosi all’opera di Ovidio, mettendo in dialogo capolavori rinascimentali e barocchi (Correggio, Michelangelo, Bernini) con artisti moderni (Gerôme, Rodin, Brancusi), per mostrare come il mito influenzi l’arte e l’immaginario occidentale attraverso storie di trasformazione, passione e redenzione, con un focus sui capolavori di Bernini come Apollo e Dafne.