Parco Archeologico di Scolacium: quando l’archeologia incontra l’arte contemporanea
Ci sono luoghi in cui il passato non resta confinato nelle rovine. Il Parco Archeologico di Scolacium, a Roccelletta di Borgia, in provincia di Catanzaro, è uno di questi.
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Qui l’archeologia convive con il paesaggio, con gli ulivi e con una lunga storia di interventi dedicati all’arte contemporanea. Il risultato è un luogo in cui il tempo non procede in linea retta: le tracce della città antica, l’architettura normanna e la ricerca artistica contemporanea si incontrano nello stesso spazio.
È proprio questo rapporto tra antico e contemporaneo ad aver reso Scolacium un caso particolarmente interessante nel panorama culturale calabrese.
Parco Archeologico di Scolacium: una città stratificata nel paesaggio
Il Parco Archeologico di Scolacium conserva le tracce dell’antica Skylletion, insediamento di origine greca successivamente trasformato nella colonia romana di Minervia Scolacium.
Nel parco sono ancora riconoscibili alcuni dei principali elementi della città romana, tra cui il foro, il teatro e l’anfiteatro. A questi si aggiunge la Basilica di Santa Maria della Roccella, importante edificio normanno costruito tra la fine dell’XI e la metà del XII secolo.
Il paesaggio diventa quindi parte integrante della visita. Non si attraversa semplicemente un’area archeologica, ma un territorio nel quale differenti epoche storiche continuano a convivere.
Ed è proprio questa stratificazione ad aver reso Scolacium un terreno particolarmente fertile per il contemporaneo.
Scolacium e l’arte contemporanea
La relazione tra Parco Archeologico di Scolacium e arte contemporanea trova uno dei suoi momenti più significativi nel progetto Intersezioni, nato nel 2005 come rassegna dedicata alla scultura contemporanea all’interno del sito archeologico.
L’idea era semplice solo in apparenza: mettere in relazione opere contemporanee e monumenti antichi, lasciando che fossero il luogo, la materia e la storia a generare nuovi significati.
La prima edizione coinvolse Tony Cragg, Jan Fabre e Mimmo Paladino. Negli anni successivi il progetto ha coinvolto, tra gli altri, Antony Gormley, Stephan Balkenhol, Wim Delvoye, Marc Quinn, Dennis Oppenheim e Mauro Staccioli. Il Ministero della Cultura ha indicato Intersezioni come uno dei progetti che hanno contribuito a consolidare il rapporto tra Scolacium e la ricerca scultorea contemporanea.
Intersezioni: il passato non fa da semplice sfondo
Il punto interessante di Intersezioni non è soltanto la presenza di grandi artisti in un sito archeologico.
È il modo in cui le opere vengono messe in relazione con il luogo.
A Scolacium una scultura non viene collocata semplicemente davanti a una rovina per creare uno scenario suggestivo. L’architettura antica, la vegetazione, la luce e la conformazione del terreno diventano elementi del progetto.
Il foro romano, il teatro e la Basilica della Roccelletta possono così trasformarsi in interlocutori dell’opera contemporanea. Il passato non viene utilizzato come scenografia, ma come materia con cui confrontarsi.
È una modalità di fruizione che modifica anche lo sguardo del visitatore: l’opera contemporanea può far osservare l’archeologia da una prospettiva diversa, mentre le rovine possono cambiare la percezione della scultura.
La scultura contemporanea dentro un sito archeologico
Il rapporto tra antico e contemporaneo è particolarmente evidente nella scultura.
Il corpo, la materia, la scala e lo spazio diventano elementi comuni a epoche molto lontane. Una statua romana e una scultura contemporanea appartengono a sistemi culturali differenti, ma possono condividere la stessa necessità di misurarsi con il corpo umano, con l’architettura e con il paesaggio.
Per questo Scolacium ha rappresentato negli anni un laboratorio particolare per l’arte contemporanea in Calabria.
La documentazione del Ministero della Cultura dedicata ai luoghi del contemporaneo ricorda proprio il ruolo di Intersezioni nel portare la scultura contemporanea internazionale all’interno del parco, con artisti come Tony Cragg, Jan Fabre, Mimmo Paladino, Antony Gormley, Wim Delvoye e Marc Quinn.
Scolacium, tra archeologia, natura e contemporaneo
Uno degli aspetti più interessanti del Parco Archeologico di Scolacium è che nessuno di questi elementi prevale completamente sugli altri.
L’archeologia racconta la lunga storia del territorio. Gli ulivi e il paesaggio costruiscono la dimensione naturale. L’arte contemporanea introduce una prospettiva sul presente.
Il risultato è un’esperienza diversa da quella di un museo tradizionale.
Non ci sono pareti bianche a separare le opere dal contesto. La luce cambia durante la giornata, il terreno modifica la percezione delle distanze e l’architettura antica introduce continuamente nuove prospettive.
Scolacium diventa così un museo diffuso nel paesaggio, dove la relazione tra opera e spazio è parte stessa dell’esperienza.
Anche la tecnologia entra nella visita
Il rapporto tra patrimonio e contemporaneità non passa soltanto dalle installazioni artistiche.
Negli anni il Parco ha sviluppato anche strumenti dedicati alla fruizione multimediale e alla valorizzazione del patrimonio. Il progetto “VIDE Gold. Il viaggio virtuale continua”, ad esempio, ha previsto infrastrutture tecnologiche e sistemi multimediali per acquisire, gestire e comunicare informazioni e contenuti relativi al sito.
È un altro modo attraverso cui un luogo archeologico può confrontarsi con il presente: non soltanto conservando ciò che resta, ma cercando nuovi strumenti per renderlo leggibile.
Il Museo e il Parco Archeologico Nazionale di Scolacium
All’interno del complesso si trova anche il Museo Archeologico Nazionale di Scolacium, allestito in un edificio rurale appartenuto al complesso dei baroni Mazza.
Le collezioni raccontano la storia del territorio attraverso materiali che coprono un arco cronologico molto ampio, dalla preistoria all’età greca e romana fino al Medioevo.
La visita permette quindi di alternare due esperienze: da una parte il museo, dove i reperti possono essere studiati e contestualizzati; dall’altra il parco, dove la storia torna a confrontarsi direttamente con lo spazio e con il paesaggio.
Un luogo dove il contemporaneo non è decorazione
È forse questo il punto più interessante di Scolacium.
L’arte contemporanea non arriva per rendere più spettacolare un sito archeologico. Quando funziona, diventa uno strumento per interrogare il luogo.
Una rovina non è più soltanto una testimonianza del passato. Una scultura non è più soltanto un oggetto da osservare. Entrambe entrano in una relazione che produce nuove domande sul tempo, sulla memoria e sul modo in cui abitiamo il paesaggio.
È la stessa logica che ha guidato Intersezioni: creare una relazione tra il patrimonio archeologico e l’esperienza degli artisti contemporanei, costruendo una nuova modalità di fruizione del sito.
Visitare il Parco Archeologico di Scolacium
Il Parco Archeologico di Scolacium si trova a Roccelletta di Borgia, in provincia di Catanzaro, lungo la costa ionica calabrese.
La visita comprende un patrimonio molto articolato: l’area dell’antica Scolacium, il teatro e gli altri resti della città romana, la Basilica normanna della Roccelletta e il museo archeologico.
Per una visita dedicata anche al rapporto tra archeologia e arte contemporanea è consigliabile prendersi tempo. Scolacium non è un luogo da attraversare rapidamente: la distanza tra i monumenti, il paesaggio e la dimensione stessa del parco fanno parte dell’esperienza.
Gli orari e le modalità di accesso possono cambiare, quindi è opportuno verificarli prima della partenza sui canali istituzionali del Ministero della Cultura.
Parco Archeologico di Scolacium: un dialogo ancora aperto
Scolacium dimostra che un sito archeologico può essere molto più di un luogo della memoria.
Può diventare uno spazio di produzione culturale, di ricerca e di confronto con il presente.
Qui il contemporaneo non cancella l’antico e l’antico non diventa un semplice fondale per l’arte. Le due dimensioni rimangono distinte, ma possono incontrarsi.
È proprio in questa tensione che il Parco Archeologico di Scolacium trova una delle sue identità più interessanti: un luogo in cui la storia non viene soltanto conservata, ma continua a generare nuove possibilità di lettura.
Borgia, (CZ) 88021 Italia Ottieni indicazioni
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