Palazzo Poli, l’edificio su cui poggia la Fontana di Trevi, è il risultato di complesse fasi costruttive. Il nucleo cinquecentesco, iniziato da Martino Longhi il Vecchio per il duca di Ceri, passò nel 1678 a Lucrezia Colonna e al consorte Giuseppe Lotario Conti, duca di Poli, da cui deriva il nome. Sotto la loro proprietà il complesso fu notevolmente ampliato, raggiungendo i confini definitivi poco prima che Nicola Salvi avviasse, nel 1732, i lavori per la celebre mostra d’acqua.
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Nell’Ottocento il palazzo divenne un vivace polo culturale, ospitando inquilini illustri come i pittori Manno e Severn, e poeti del calibro di Peter Cornelius e Giuseppe Gioachino Belli, che qui compose gran parte dei suoi sonetti. Vi ebbe sede anche il celebre salotto della principessa Zenaide Wolkonsky, frequentato da Nikolaj Gogol’.
Dopo parziali demolizioni e lottizzazioni edilizie a fine secolo, lo storico immobile fu espropriato dal Comune di Roma per salvaguardare la fontana. La svolta definitiva giunse nel 1977 con la simbolica “Battaglia per Palazzo Poli” guidata da Carlo Bertelli, direttore del neonato Istituto Nazionale per la Grafica. Grazie alla mobilitazione degli intellettuali e all’intervento di figure come Giulio Carlo Argan e Sandro Pertini, lo Stato acquistò l’edificio, inaugurando nel 2008 la sua rinascita come centro culturale internazionale.
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