Palazzo Farinosi Branconi torna a far parte della vita culturale dell’Aquila dopo il lungo intervento di restauro seguito al terremoto del 2009. Situato tra piazza San Silvestro, via Garibaldi e via Gignano, l’edificio è stato riaperto al pubblico il 3 settembre 2026 come nuovo Polo Culturale de La Galleria BPER, nell’anno in cui il capoluogo abruzzese è Capitale italiana della Cultura.
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La storia del palazzo risale alla prima metà del Seicento, quando l’abate Girolamo Branconio acquistò diversi fabbricati preesistenti e li riunì in una residenza signorile. Dal 1639 l’edificio divenne la dimora ufficiale della famiglia Branconio, uno dei casati più influenti della città. Dopo il terremoto del 1703 fu ricostruito e ampliato, assumendo progressivamente la configurazione attuale. La denominazione Farinosi Branconi venne riconosciuta con un Regio Decreto del 1874.
Il restauro e il nuovo percorso culturale
Nel corso dei secoli il palazzo ha avuto numerose destinazioni, passando da residenza privata a caserma, scuola e sede della Presidenza della Giunta Regionale d’Abruzzo. Il sisma del 2009 provocò danni rilevanti agli ambienti, ai soffitti lignei e agli apparati decorativi, rendendo necessario un complesso lavoro di consolidamento e recupero.
Particolare attenzione è stata dedicata alla Sala di San Clemente, decorata da un ciclo pittorico sulla vita del santo. Il restauro ha richiesto la ricomposizione di migliaia di frammenti di affresco recuperati dopo il terremoto e conservati in circa 270 cassette.
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