MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Quando il Novecento italiano trova spazio, respiro e continuità
Arrivare al MART di Rovereto è un gesto che prepara già lo sguardo. La città è raccolta, ordinata, quasi trattenuta, e proprio per questo l’ingresso nel museo produce un piccolo scarto. La grande piazza circolare progettata da Mario Botta, con la cupola trasparente che filtra la luce dall’alto, non è un semplice atrio: è uno spazio di passaggio, un luogo che ti mette in una condizione di attenzione prima ancora di vedere un’opera. Qui il museo non si attraversa distrattamente. Ti chiede di fermarti.
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Il MART nasce con un’ambizione chiara: raccontare l’arte moderna e contemporanea non come una sequenza di mode, ma come una storia complessa, fatta di continuità, ritorni e fratture. E questa ambizione si riflette nel modo in cui le collezioni sono costruite e presentate. Il cuore del museo è il Novecento italiano, osservato senza provincialismi ma anche senza complessi di inferiorità rispetto alle grandi narrazioni internazionali.
Camminando nelle sale, si percepisce subito una solidità rara. Qui trovi Morandi, con i suoi silenzi misurati, accanto a Fontana e ai suoi Concetti spaziali, che aprono la superficie della pittura a una dimensione mentale e fisica insieme. Burri, con la materia ferita e combusta, dialoga con l’Arte Povera e con artisti come Boetti e Kounellis, in un percorso che restituisce tutta la tensione di un secolo attraversato da guerre, ricostruzioni e utopie.
Uno dei punti di forza del MART è il rapporto con il Futurismo, raccontato non come parentesi folkloristica ma come snodo cruciale della modernità italiana. La presenza di Fortunato Depero è centrale, e non solo simbolicamente. La Casa d’Arte Futurista Depero, parte integrante del sistema MART, permette di entrare nel laboratorio di un artista che ha saputo attraversare pittura, grafica, design, teatro e pubblicità con una libertà ancora sorprendente. È un’estensione del museo che arricchisce il racconto e lo rende più poroso.
Il MART funziona molto bene anche sul piano delle mostre temporanee. I progetti espositivi non cercano l’effetto evento, ma lavorano su riletture, approfondimenti, dialoghi tra artisti e periodi diversi. Le mostre spesso mettono in relazione il moderno con il contemporaneo, mostrando come molte questioni – il corpo, il lavoro, il paesaggio, l’identità – tornino ciclicamente sotto forme diverse. È un museo che non semplifica, ma accompagna.
Un altro aspetto che colpisce è la qualità degli spazi. Le sale sono ampie, leggibili, mai soffocanti. L’architettura non sovrasta le opere, ma le sostiene. La luce naturale, quando entra, è calibrata, mai invasiva. Tutto contribuisce a creare un’esperienza di visita che invita alla concentrazione, senza stancare.
Il momento ideale per visitare il MART è quando si ha tempo. Non è un museo da “mordi e fuggi”. Richiede almeno mezza giornata, magari alternando le sale alla piazza centrale, fermandosi, tornando indietro. È un museo che premia la lentezza e l’attenzione.
Ciò che rende il MART davvero speciale nel panorama italiano è la sua coerenza. Non rincorre il contemporaneo come etichetta, ma lo inserisce in una storia lunga, complessa, profondamente italiana e al tempo stesso aperta. Uscendo, resta la sensazione di aver attraversato un secolo intero, senza rumore, ma con grande chiarezza. E oggi, in un sistema culturale spesso frammentato, questa chiarezza è un valore raro.
Rovereto (TN), 38068 Ottieni indicazioni
Anselmo Bucci al Mart di Rovereto: la grande mostra
MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto Corso Bettini 43, Rovereto (TN)Al Mart di Rovereto oltre 150 opere raccontano l’universo di Anselmo Bucci, tra Parigi e Milano, guerra, Novecento Italiano, grafica e un inedito capolavoro finale.
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