Firenze ha una nuova sigla museale: GAMB, acronimo di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, il nuovo istituto autonomo che dall’11 maggio 2026 riunisce sotto un’unica identità sette tra i luoghi più rappresentativi della cultura cittadina. Oltre alla Galleria dell’Accademia — custode della più importante raccolta al mondo di sculture di Michelangelo — e al Museo Nazionale del Bargello, il polo comprende Orsanmichele, Casa Martelli, Palazzo Davanzati, il Museo delle Cappelle Medicee e l’ex Chiesa di San Procolo.
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L’operazione, fortemente voluta dalla direttrice generale Andreina Contessa, punta a trasformare una costellazione di sedi sparse nel centro storico in un sistema museale coeso e riconoscibile, capace di raccontarsi come un unico “museo diffuso” invece che come singole tappe scollegate. A dare corpo visivo a questa unità è stata chiamata la milanese Migliore+Servetto, che ha ideato un pittogramma pensato come una vera mappa concettuale della città: un nucleo centrale da cui si diramano sette bracci, uno per ciascuna sede.
Anche la palette cromatica scelta per il progetto racconta la storia dei singoli luoghi: il blu cobalto di Accademia e Bargello richiama la preziosità dei lapislazzuli, il verde smeraldo di Palazzo Davanzati omaggia i decori della sua Sala dei Pappagalli, il rosso borgogna di Casa Martelli si ispira allo stemma araldico della famiglia, mentre l’oro di Orsanmichele cita lo splendore del Tabernacolo dell’Orcagna.
La presentazione, avvenuta nella Cappella dei Principi alle Cappelle Medicee, ha coinciso anche con l’avvio di un secondo progetto: il restauro “a vista” del basamento del Perseo di Benvenuto Cellini al Bargello, opera cinquecentesca decorata con protomi di caprone, mascheroni e figure di Diana Efesia, visitabile dal pubblico durante i lavori fino al 5 settembre 2026.
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