EXMA Cagliari: quando un ex mattatoio diventa spazio per l’arte contemporanea
A Cagliari ci sono luoghi in cui la storia dell’architettura e quella della cultura contemporanea si incontrano in modo quasi naturale. L’EXMA – Centro Comunale d’Arte e Cultura è uno di questi.
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Nel quartiere Villanova, quello che un tempo era il mattatoio comunale è oggi uno spazio dedicato alle arti contemporanee, alle mostre, alla ricerca e alla produzione culturale. Non un museo nel senso tradizionale, ma un centro dinamico nel quale esposizioni, spettacoli, concerti, festival e attività educative convivono all’interno di un complesso storico recuperato.
Il risultato è interessante soprattutto per un motivo: l’EXMA non nasconde la propria origine. La storia dell’edificio continua a essere parte dell’esperienza.
EXMA Cagliari: la storia dell’ex mattatoio
L’edificio dell’EXMA nasce nella metà dell’Ottocento come mattatoio comunale di Cagliari. Il complesso venne progettato da Domenico Barabino e costruito tra il 1845 e il 1852, quando l’area si trovava ancora ai margini della città.
La struttura comprendeva un edificio centrale, un grande cortile e altri fabbricati destinati alle diverse funzioni del mattatoio. Ancora oggi alcuni elementi architettonici, compresi i bucrani presenti sul portale e sulle mura, ricordano la destinazione originaria del complesso.
Il mattatoio rimase in funzione fino agli anni Sessanta. Dopo un periodo di utilizzi differenti e di progressivo abbandono, negli anni Ottanta il Comune decise di trasformare il complesso in un nuovo spazio culturale.
Il progetto di recupero venne affidato all’architetto Libero Cecchini e all’ingegnere Arturo Gentili Spinola. Dopo i lavori, l’EXMA aprì al pubblico nel 1993, diventando il primo dei centri comunali d’arte e cultura della città.
Dall’ex mattatoio al centro d’arte contemporanea
La trasformazione dell’EXMA è interessante perché non coincide con una semplice riconversione architettonica.
Il vecchio mattatoio viene trasformato in un luogo destinato alla cultura, mantenendo leggibile la struttura originaria ma attribuendole funzioni completamente nuove: sale espositive, spazi per conferenze, laboratori, attività didattiche e una corte centrale utilizzabile per eventi e spettacoli.
È un esempio di come un edificio nato per una funzione produttiva possa diventare uno spazio pubblico dedicato alla creatività.
Ed è proprio questa storia di trasformazione a rendere l’EXMA particolarmente coerente con il linguaggio dell’arte contemporanea.
EXMA e arte contemporanea a Cagliari
L’EXMA è oggi un centro dedicato alla promozione delle arti contemporanee e non soltanto uno spazio espositivo.
La programmazione può comprendere mostre, installazioni, performance, teatro, concerti, festival, incontri e attività formative. La vocazione del centro è quindi interdisciplinare e mette in relazione differenti linguaggi della cultura contemporanea.
Questa dimensione è importante anche nel rapporto con la città. L’EXMA non nasce per essere un luogo isolato, ma come uno spazio culturale aperto alla comunità, nel quale l’arte può incontrare la musica, lo spettacolo, la formazione e la ricerca.
Uno spazio per produrre cultura, non solo per esporla
Uno degli aspetti più interessanti dell’EXMA è proprio il suo carattere di luogo di produzione culturale.
Secondo la rete ministeriale Luoghi del Contemporaneo, il centro svolge sia una funzione espositiva sia una funzione produttiva, con attenzione alla ricerca e alla didattica. Le attività comprendono inoltre eventi performativi e teatrali, festival e concerti.
Questa impostazione allontana l’EXMA dal modello del museo tradizionale.
Qui il pubblico non entra soltanto per osservare opere già definite. Può incontrare artisti, partecipare a laboratori, assistere a performance o vivere il complesso durante eventi e iniziative culturali.
L’arte diventa così una pratica che attraversa lo spazio e la comunità.
La Collezione Nicola Valle
All’interno dell’EXMA è inoltre legata al centro la Collezione Nicola Valle, composta da una raccolta di stampe di artisti sardi, italiani e stranieri.
La collezione venne donata al Comune di Cagliari dalla famiglia di Nicola Valle nel 1997 e rappresenta un ulteriore elemento del rapporto tra l’EXMA e la storia della grafica.
La presenza della collezione introduce una dimensione più raccolta all’interno di un centro caratterizzato soprattutto dalla varietà della programmazione contemporanea.
È un altro esempio della vocazione dell’EXMA a tenere insieme patrimonio, ricerca e produzione culturale.
L’architettura dell’EXMA: il passato resta visibile
Visitare l’EXMA significa anche confrontarsi con un’architettura che conserva tracce molto evidenti della propria storia.
Le volte a botte, i cortili, gli edifici disposti intorno agli spazi aperti e alcuni elementi decorativi dell’antico mattatoio sono parte integrante del luogo. Il progetto di recupero non ha cancellato completamente la memoria dell’edificio, ma l’ha trasformata in una nuova possibilità d’uso.
È un’architettura che funziona bene proprio perché non pretende di essere neutra.
Le opere e gli eventi entrano in dialogo con muri, volumi, cortili e tracce del passato. Lo spazio diventa quindi una componente della narrazione culturale.
EXMA e la città di Cagliari
La posizione dell’EXMA, nel quartiere storico di Villanova, contribuisce a renderlo parte integrante della geografia culturale di Cagliari.
Il centro si trova in via San Lucifero 71, non lontano da alcuni dei luoghi storici della città. La sua presenza dimostra come la cultura contemporanea possa essere inserita all’interno del tessuto urbano senza necessariamente creare nuovi edifici.
Il riuso dell’ex mattatoio diventa così anche una forma di rigenerazione urbana: un edificio pubblico che cambia funzione senza perdere completamente la propria identità.
EXMA: un modello di rigenerazione culturale
La storia dell’EXMA racconta una trasformazione che riguarda contemporaneamente architettura e cultura.
Un edificio nato nell’Ottocento per una funzione completamente diversa viene recuperato e trasformato in uno spazio per l’arte contemporanea. Il suo valore non dipende quindi soltanto dalle attività che ospita, ma anche dalla capacità di dimostrare come un patrimonio architettonico possa continuare a vivere attraverso nuove funzioni.
In questo senso l’EXMA appartiene a quella geografia di spazi culturali contemporanei nati dal riuso di edifici esistenti, dove la memoria dell’architettura diventa parte del progetto.
Visitare l’EXMA a Cagliari
L’EXMA – Centro Comunale d’Arte e Cultura si trova in via San Lucifero 71, Cagliari.
La programmazione e le modalità di accesso possono cambiare in relazione alle attività in corso, per cui è consigliabile verificare prima della visita gli aggiornamenti ufficiali. Il centro dispone di spazi espositivi, aree per attività culturali e una corte utilizzata anche per eventi.
Più che una visita esclusivamente museale, l’EXMA va considerato come un luogo da vivere attraverso la sua programmazione: una tappa interessante per chi vuole conoscere la Cagliari dell’arte contemporanea e, allo stesso tempo, scoprire un esempio significativo di recupero dell’architettura storica.
EXMA Cagliari: quando il passato diventa spazio per il presente
L’EXMA racconta una storia fatta di cambiamenti.
Prima mattatoio, poi edificio abbandonato, infine centro comunale d’arte e cultura. La sua identità contemporanea nasce proprio dalla capacità di non cancellare completamente ciò che è stato.
Oggi l’EXMA è uno spazio in cui arte contemporanea, architettura, formazione e cultura urbana possono incontrarsi.
Ed è forse questa la sua caratteristica più interessante: non trasformare il passato in un oggetto da contemplare, ma utilizzarlo come struttura sulla quale costruire nuove esperienze.
A Cagliari, l’arte contemporanea trova così casa in un luogo che continua a portare con sé la memoria della città.
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