Cittadellarte Fondazione Pistoletto Biella: quando l’arte smette di essere solo arte
Arrivare a Cittadellarte – Fondazione Pistoletto a Biella è un’esperienza che comincia prima ancora di entrare.
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Il paesaggio cambia, la città si fa più raccolta e la presenza dell’antica vocazione industriale del territorio diventa progressivamente più evidente. Poi si arriva in via Serralunga, all’interno dell’ex Lanificio Trombetta, un complesso di archeologia industriale che oggi ospita uno dei progetti culturali più originali legati all’arte contemporanea italiana.
Qui non si entra semplicemente in un museo.
Si entra in un luogo che usa l’arte come strumento, non come fine.
È questa la prima chiave per comprendere Cittadellarte Fondazione Pistoletto: un organismo culturale nel quale arte contemporanea, educazione, ricerca, economia, politica, moda, design, nutrimento e comunicazione possono incontrarsi e produrre nuove relazioni.
Cittadellarte Fondazione Pistoletto: un progetto nato da Michelangelo Pistoletto
Cittadellarte nasce dalla visione di Michelangelo Pistoletto, uno dei protagonisti dell’Arte Povera e della ricerca artistica italiana contemporanea.
Il progetto prende forma nei primi anni Novanta, quando Pistoletto individua a Biella un opificio dismesso, l’ex Lanificio Trombetta, e decide di trasformarlo nella sede di un progetto culturale capace di superare i confini tradizionali dell’arte. Nel 1994 l’artista pubblica il Manifesto Progetto Arte; nel 1998 viene inaugurata Cittadellarte, destinata a sviluppare concretamente quella visione.
Il principio è radicale nella sua semplicità: l’arte deve entrare in relazione diretta con i diversi ambiti dell’attività umana che costruiscono la società.
Non soltanto rappresentarla.
Intervenirvi.
Da questa idea nasce una struttura che negli anni ha assunto la forma di una vera e propria comunità creativa, con artisti, curatori, ricercatori, imprese, istituzioni e persone provenienti da ambiti differenti.
Cittadellarte a Biella: l’arte come trasformazione sociale
Il concetto di arte e trasformazione sociale è probabilmente il centro dell’intero progetto.
Cittadellarte si definisce come una “fabbrica di cultura”, un hub e una comunità allargata nella quale l’arte diventa un elemento di trasformazione responsabile della società.
È una prospettiva molto diversa da quella del museo tradizionale.
Qui l’opera non è necessariamente un oggetto da osservare a distanza.
Può essere un processo.
Un laboratorio.
Un progetto condiviso.
Una domanda rivolta a una comunità.
Un modo per affrontare temi concreti che riguardano il modo in cui viviamo.
È per questo che una visita a Cittadellarte può risultare spiazzante per chi arriva aspettandosi semplicemente una sequenza di sale espositive.
Il contesto è parte dell’opera.
Dal museo al laboratorio
All’interno di Cittadellarte convivono infatti funzioni differenti.
Ci sono gli spazi dedicati alle mostre e alla collezione, ma anche attività formative, ricerca, progetti con il territorio e programmi che coinvolgono realtà pubbliche e private.
Gli spazi comprendono il Museo del Presente e la Galleria, destinati a mostre temporanee, eventi e performance, oltre alla sede permanente del Terzo Paradiso.
Questa compresenza è fondamentale.
Non c’è una separazione netta tra il luogo nel quale l’arte viene mostrata e quello nel quale l’arte viene prodotta.
Cittadellarte funziona piuttosto come un organismo nel quale le diverse attività si alimentano reciprocamente.
Durante la visita questa dimensione si percepisce fisicamente.
Gli spazi hanno una storia industriale, ma sono attraversati da persone, idee, progetti e linguaggi contemporanei.
Il Terzo Paradiso: il simbolo di Cittadellarte
Impossibile parlare di Cittadellarte Biella senza parlare del Terzo Paradiso, il progetto e simbolo ideato da Michelangelo Pistoletto.
Il progetto viene lanciato pubblicamente nel 2003 e rappresenta una delle principali direzioni della ricerca dell’artista e della Fondazione. Il simbolo nasce dalla riconfigurazione del segno dell’infinito attraverso tre cerchi: i due esterni rappresentano le polarità e le differenze, mentre quello centrale rappresenta la loro compenetrazione.
Il significato riguarda il rapporto tra natura e artificio, ma anche la possibilità di costruire un equilibrio diverso tra gli elementi che compongono la società.
Il Terzo Paradiso non è però soltanto un’immagine.
È diventato un progetto partecipativo e internazionale, realizzato attraverso centinaia di installazioni e una rete di Ambasciatori Rebirth/Terzo Paradiso attiva in diversi Paesi.
A Biella, Cittadellarte è la sede mondiale permanente del progetto.
La Sede Permanente del Terzo Paradiso
A pochi passi dalla sede principale si trova la Sede Permanente del Terzo Paradiso, all’interno di un altro edificio di origine industriale in via Cernaia.
Il luogo è nato attraverso un intervento di rigenerazione di una struttura dismessa e ospita la sede ufficiale del simbolo trinamico di Pistoletto.
È un altro esempio di come Cittadellarte interpreti il rapporto tra arte, architettura e territorio.
Un edificio industriale abbandonato non viene cancellato.
Viene trasformato.
La memoria rimane leggibile, ma assume una nuova funzione.
Il passato diventa materiale per costruire il presente.
Arte contemporanea e società
Uno degli aspetti più interessanti di Fondazione Pistoletto Cittadellarte è l’ampiezza degli ambiti nei quali l’arte viene chiamata a intervenire.
La Fondazione sviluppa progetti legati, tra gli altri, ad architettura, politica, educazione, moda, nutrimento, produzione, design e comunicazione.
Non si tratta semplicemente di contaminazione tra discipline.
L’idea è più radicale.
L’arte viene considerata come una pratica capace di mettere in discussione i sistemi esistenti e di costruire nuove forme di relazione.
Da qui deriva la struttura stessa di Cittadellarte, organizzata in differenti ambiti di attività, gli Uffizi, che permettono di sviluppare il progetto in direzioni diverse.
Arte, educazione e formazione
La dimensione educativa è una componente essenziale del progetto.
Cittadellarte non considera la formazione come un’attività separata dalla pratica artistica, ma come uno dei suoi strumenti principali.
Nel corso degli anni sono nati programmi dedicati alla formazione artistica, alla ricerca e alle pratiche socialmente impegnate, tra cui i percorsi collegati a UNIDEE – University of Ideas.
L’obiettivo è creare occasioni nelle quali l’arte possa essere utilizzata per affrontare questioni concrete e sviluppare nuove modalità di pensiero e partecipazione.
È una concezione dell’educazione lontana dalla semplice trasmissione di contenuti.
Qui imparare significa anche sperimentare.
Cittadellarte e il territorio di Biella
Il rapporto con Biella è una parte fondamentale dell’identità della Fondazione.
Cittadellarte nasce infatti all’interno di un territorio profondamente segnato dalla storia tessile e industriale.
L’ex Lanificio Trombetta non è soltanto una sede.
È una testimonianza concreta di quella storia.
Il recupero dell’edificio e lo sviluppo delle attività della Fondazione hanno contribuito alla trasformazione culturale e urbana dell’area, favorendo la nascita di un polo dedicato alla cultura e alle attività multidisciplinari.
Questa relazione tra arte e territorio ha contribuito anche al percorso di Biella verso il riconoscimento come Città Creativa UNESCO.
Cittadellarte, in questo senso, non è semplicemente “a Biella”.
È parte della storia recente della città.
Un luogo partecipativo
Durante la visita si ha spesso la sensazione di trovarsi dentro un organismo vivo.
Le mostre convivono con attività formative, progetti, incontri e momenti di ricerca.
Il visitatore non è necessariamente chiamato a interagire direttamente con tutto ciò che accade, ma entra comunque in uno spazio nel quale la partecipazione è parte della struttura.
È questo uno degli aspetti più interessanti del progetto.
L’arte non viene presentata come qualcosa di separato dalla vita quotidiana.
Al contrario, viene utilizzata per parlare di responsabilità, ambiente, comunità, economia, futuro e relazioni.
Non offre risposte semplici.
Apre questioni.
Cittadellarte e la sostenibilità
La relazione tra arte e sostenibilità rappresenta una delle direzioni sviluppate dalla Fondazione.
Il riferimento al Terzo Paradiso porta infatti con sé una riflessione sul rapporto tra natura e artificio e sulla necessità di ripensare comportamenti e modelli di sviluppo.
Questa ricerca entra in diversi progetti di Cittadellarte e nei rapporti con imprese, istituzioni, associazioni e comunità.
L’arte diventa così uno strumento per affrontare questioni che normalmente appartengono ad altri ambiti.
È proprio questa trasversalità a rendere Cittadellarte difficile da classificare.
È museo, ma non soltanto.
È fondazione, ma anche scuola, laboratorio, centro di ricerca, luogo di produzione e rete internazionale.
Visitare Cittadellarte Fondazione Pistoletto
Una visita a Cittadellarte Fondazione Pistoletto richiede un po’ più di tempo rispetto a quella di un museo tradizionale.
Gli spazi vengono visitati attraverso percorsi accompagnati da mediatori che raccontano la storia della Fondazione, la visione di Michelangelo Pistoletto, le attività e i progetti sviluppati con i diversi partner. Le visite per il pubblico generale sono attualmente organizzate nel weekend in specifiche fasce orarie; per gruppi e scuole sono disponibili visite anche durante la settimana.
La Sede Permanente del Terzo Paradiso di via Cernaia è invece liberamente accessibile ogni giorno, secondo gli orari indicati dalla Fondazione.
Per orari, tariffe e modalità di accesso è comunque consigliabile verificare sempre le informazioni aggiornate sul sito ufficiale.
L’indirizzo della sede principale è via Serralunga 27, Biella.
Quanto tempo dedicare a Cittadellarte?
Il momento migliore per visitare Cittadellarte è quando si ha voglia di prendersi una giornata con un ritmo diverso.
Non è necessariamente un luogo da attraversare in fretta.
Alcune opere parlano immediatamente.
Altre richiedono contesto.
E qui il contesto è fondamentale.
Conoscere la storia dell’ex Lanificio Trombetta, il percorso di Pistoletto, il Manifesto Progetto Arte e il significato del Terzo Paradiso permette di leggere il luogo non come una semplice sequenza di opere, ma come un progetto complessivo.
Per questo Cittadellarte funziona meglio quando si lascia spazio alla curiosità.
Cittadellarte, oltre l’idea di museo
Uscendo da Cittadellarte, resta una sensazione precisa: quella di aver visitato qualcosa che va oltre l’idea stessa di museo.
Qui l’arte non è soltanto un oggetto da ammirare.
È un metodo.
Una possibilità di relazione.
Un modo per interrogare il presente.
La Fondazione Pistoletto ha costruito a Biella un modello nel quale memoria industriale, arte contemporanea, formazione, ricerca e trasformazione sociale convivono nello stesso spazio.
È proprio questa complessità a rendere Cittadellarte diversa da una tradizionale istituzione espositiva.
Non ti chiede semplicemente di guardare.
Ti chiede di pensare.
E, forse, di chiederti quale possa essere il tuo ruolo dentro ciò che accade fuori dalle sue mura.
Cittadellarte Fondazione Pistoletto Biella: quando l’arte diventa azione
Il motivo per cui vale davvero la pena arrivare fino a Biella è forse tutto qui.
Cittadellarte non propone soltanto arte contemporanea. Propone un modo diverso di pensare il rapporto tra arte e società.
L’eredità di Michelangelo Pistoletto non viene trattata come qualcosa da conservare sotto una teca.
Viene continuamente rimessa in discussione, ampliata, condivisa.
Il Terzo Paradiso diventa un simbolo internazionale.
Gli spazi dell’ex Lanificio Trombetta diventano un laboratorio.
Le attività educative costruiscono nuove relazioni.
Le reti internazionali portano la ricerca di Cittadellarte fuori da Biella.
E il territorio diventa parte integrante del progetto.
In un momento nel quale spesso all’arte viene chiesto soltanto di essere spettacolare, Cittadellarte ricorda che può fare anche altro.
Può creare connessioni.
Può generare domande.
Può entrare nella vita quotidiana.
E, soprattutto, può provare a trasformarla.
Biella, (BI) 13900 Italia Ottieni indicazioni
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