‘You’re Not Alone’, Minzy: «Credo che la musica possa guarire le persone»

Minzy e gli altri artisti da ogni parte del mondo commentano il progetto 'You're Not Alone' di Meredith O'Connor.
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‘You’re Not Alone’, Minzy: «Credo che la musica possa guarire le persone»

Al progetto You’re Not Alone di Meredith O’Connor ha partecipato anche Minzy, oltre a tantissimi artisti da ogni parte del mondo. Il singolo è uscito il 29 gennaio ed è una canzone corale che ha visto gli sforzi uniti di Meredith O’Connor (cantante e attivista statunitense) e NAMI (National Alliance on Mental Illness) per raccogliere fondi e sensibilizzare il pubblico sul tema della salute mentale.

«Mi sono interessata per tanto tempo ai problemi legati alla salute mentale. – ha commentato Minzy – Così ho deciso di rivelare alle persone i miei personali problemi mentali. Due anni fa ne ho parlato con Billboard ed è stata la prima intervista in cui ho parlato apertamente di quanto mi stava accadendo. Nello stesso tempo, ho sentito parlare di NAMI e del fatto che Meredith e il suo team stessero preparando questo progetto. Sono molto felice di farne parte. La musica è il messaggio. Anche se non ho il tuo numero di telefono o non so chi sei. La musica ci rende una persona sola. Amico, famiglia, mentore. Credo che la musica possa guarire le persone».

«Sono felice di far parte di questo progetto con artisti incredibili da tutto il mondo. – ha aggiunto la star di Bollywood Asees Kaur – L’iniziativa di Meredith, usare il suo successo nell’intrattenimento per diffondere consapevolezza sulla salute mentale, sicuramente aiuterà tantissime persone con gli stessi problemi ad affrontarli. Mi sono divertito a registrare la traccia e non vedo l’ora di vedere la reazione della gente».

Kwaw Kese, musicista del Ghana, ha raccontato di essere stato molto felice di «aver ricevuto la mail per partecipare al progetto You’re Not Alone». «Ho deciso di dare al progetto più attenzione e di metterci più energia, perché è una causa per cui ho sempre combattuto. Penso che la musica possa curare le persone perché ha un linguaggio universale che tutti possono capire. In tempi come questi, la musica come linguaggio universale è ciò che ci serve per guarire il mondo».

«Condividere una canzone con artisti di tutto il mondo è stata un’esperienza fantastica. – commenta il libanese Abbass Jaafar – Per me è stato un piacere lavorare con tutti questi artisti. Essere uniti per una causa è stato magnifico. Partecipare a questo progetto e rappresentare il mio paese è stato un successo».

«Penso che la musica sia sempre stata una medicina per l’anima – conclude Iuliana Beregoi – e anche per i nostri corpi. Soprattutto ora dovremmo essere connessi alla musica e pensare positivo».