Al Negozio Olivetti di Venezia, Leandro Erlich presenta ‘Hybrids’, evento collaterale della Biennale Arte 2026: circa venti sculture tra natura, architettura e tecnologia in dialogo con lo spazio di Carlo Scarpa.

loading

Una farfalla con ali-orecchie, un cervello che si fa lumaca, coralli che ricordano metropoli contemporanee: sono alcune delle immagini che compongono Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti, evento collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Dal 9 maggio al 22 novembre 2026 lo storico Negozio Olivetti in Venezia ospita circa venti sculture dell’artista argentino, molte delle quali inedite, in un percorso che mette in cortocircuito natura, corpo, architettura e linguaggio tecnologico.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

La mostra, curata da Marcello Dantas e promossa da Associazione Arte Continua in collaborazione con FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e con il supporto di Galleria Continua, nasce per dialogare con uno spazio che è già di per sé un’icona dell’architettura moderna firmata Carlo Scarpa. Qui l’arte non è semplice ornamento, ma forza che continua la creazione del mondo, agendo sul nostro modo di percepire gli spazi condivisi.

Installazione ibrida di Leandro Erlich nella mostra Hybrids al Negozio Olivetti a Venezia
Leandro Erlich The Cloud LEspoir 2024 Courtesy the artist Photographer Duccio Benvenuti

Un dialogo ravvicinato con lo spazio di Carlo Scarpa

Intervistato da Revenews, Leandro Erlich racconta la sfida di progettare una mostra in un luogo così caratterizzato: «È stata una grande sfida pensare a questa mostra qui al Negozio Olivetti, un posto iconico, un posto elegantissimo e rivoluzionario nel senso dell’architettura moderna. Ma è stata una bella avventura». Non si tratta, sottolinea, di lavorare in un classico cubo bianco, ma di far convivere le opere con l’ambiente, creando una vera conversazione visiva.

L’artista insiste proprio su questo scambio continuo tra opere e luogo: «Questo dialogo, questa narrativa con le macchine da scrivere, in uno spazio che è stato pensato e disegnato per esporre proprio le macchine da scrivere non è stato facile, ma molto, molto interessante». Il Negozio Olivetti, nato per valorizzare gli oggetti di design industriale, diventa così teatro di nuovi ibridi formali, in cui la storia dell’azienda e la sua vocazione etica e culturale si intrecciano con la ricerca contemporanea.

LEGGI ANCHE: Mostre a Venezia aprile 2026: le migliori da vedere

Farfalle, coralli, alberi digitali: gli ibridi di Erlich

Al piano terra si incontrano alcune delle opere chiave del progetto. In Papillon (2021), una farfalla in bronzo dispiega ali che sono al tempo stesso orecchie, suggerendo che la comunicazione è prima di tutto un fenomeno biologico. In Caracol – The pace of evolution (2021), scolpita in marmo di Carrara, un cervello si trasforma in lumaca, evocando un’idea di evoluzione lenta e stratificata.

HYBRIDS.LEANDRO ERLICH AL NEGOZIO OLIVETTI Foto di Luca Chiaudano C FAI 2026

Con Chou (2023) un cavolo-architettura in ceramica mette in relazione natura, agricoltura e abitare, mentre White Coral (2025) e Concrete Coral (2025) stabiliscono un parallelo tra crescita corallina e morfologia urbana, facendo emergere l’affinità tra processi geologici e costruzione metropolitana. In Pies Tronco (2021) un tronco termina in piedi umani calzati, cortocircuitando organismo vegetale e presenza antropomorfa, e opere come Serpent (2021), Quartz (2023) o Draft – Bozza (2026) insistono sulla metamorfosi continua e sulla dimensione processuale della scultura.

Venezia come città ibrida

Il percorso prosegue con lavori che intrecciano ancora di più natura e artificio: The Cloud – Bell (2024) trasforma una nuvola in oggetto architettonico, Maison Fond (2022) suggerisce un’architettura che si scioglie, Pulled by the Roots (2015) rende visibile uno sradicamento fisico e concettuale. In Pixel Tree (2026) l’albero si scompone in unità digitali, mentre La Carte (2026) introduce una geografia luminosa e instabile. Chiude il progetto Soprattutto (2020), grande opera tessile in lana, insieme a una serie di fotografie che estendono l’indagine sulle ibridazioni tra spazio e percezione.

Erlich lega fortemente questi lavori al contesto urbano che li ospita: «Venezia è affascinante perché è una costruzione che nasce nell’immaginario dell’umano… in un posto dove la convivenza con la natura è molto particolare, le strade d’acqua… diciamo che questa è una città dove le case, i palazzi sono nell’acqua, un po’ in sé stessa un’entità surreale. Vorrei anche pensare a Venezia come una città ibrida». Una definizione che risuona con il cuore di Hybrids, dove, come ricorda anche il testo di Emanuele Coccia, l’arte mescola identità diverse e visualizza una metamorfosi intima e spirituale.

Info pratiche per la visita

Hybrids. Leandro Erlich al Negozio Olivetti è visitabile dal 9 maggio – 22 novembre 2026 al Negozio Olivetti, in Piazza San Marco 101. Il biglietto intero costa 10 euro, con riduzioni per bambini, studenti e residenti nel Comune di Venezia, oltre a formule famiglia e ingresso gratuito per iscritti FAI e National Trust. La mostra è aperta da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.30, con ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura.

Foto: Ufficio Stampa

Revenews