Dal palco del Comicon ai cunicoli della Galleria Borbonica: Catalina Sandino Moreno e Scott McCord di ‘From’ esplorano il sottosuolo di Napoli insieme a LDA e Aka 7even, tra horror, musica e storie nascoste sotto la città.

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Cosa hanno in comune la serie From e le Poesie clandestine di LDA e AKA 7even? Sicuramente l’entusiasmo del pubblico, che ha accolto con eguale intensità sia l’ingresso degli attori Catalina Sandino Moreno e Scott McCord — qui per presentare la quarta stagione dell’acclamata serie Paramount+ — sia quello di LDA e Aka 7even, apparsi a sorpresa per interpretare il brano sul palco.

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C’è un verso di Poesie clandestine che recita «sei la mia Napoli Sotterranea» ed è una dichiarazione precisa: c’è intrigo, ma anche meraviglia. In effetti, Napoli sotterranea è nascosta, ma stupefacente. A quella dimensione torniamo tra poco. In From, la clandestinità è invece tutt’altro che romantica. La serie horror – creata da John Griffin e sviluppata da Jack Bender e Jeff Pinkner, già produttori di Lost – eccelle nel tenerti incollata allo schermo, infliggendoti traumi saltuari tra scene splatter e morti inattese.

È ambientata in una cittadina da cui nessuno può fuggire e che, al calare della notte, si popola di mostri. Come predatori attendono gli esseri umani intrappolati al varco, in un gioco al massacro degno del miglior thriller psicologico.

La quarta stagione di From tra nuovi misteri e inquietudine

Ha avuto lo stesso effetto sui due artisti partenopei. «Mi ha messo ansia. – ci rivela AKA 7even – mentre prima mi addormentavo mentre guardavo i film horror». «Io sono più tipo da film d’azione e commedie. – aggiunge LDA – Però From mi ha tirato proprio dentro, capito? Ho visto il primo episodio, mi è piaciuto una cifra. Ho dovuto continuare la serie per forza e per tre giorni non ho dormito».

In effetti, From fa il suo: fa paura. Nella quarta stagione – è da poco uscito il terzo episodio su Paramount+ – gli abitanti della cittadina sembrano avvicinarsi sempre di più alle risposte che cercano, ma ogni scoperta porta con sé qualcosa di ancora più inquietante. Emergono nuovi misteri — a partire dalla figura dell’Uomo in Giallo — mentre Jade e Tabitha continuano a inseguire una possibile via d’uscita da quel luogo apparentemente impossibile da lasciare. E, a modo suo, anche Napoli Sotterranea ha la sua dose di storie spaventose.

Dentro la Galleria Borbonica con il cast di From

Siamo al Comicon, nella bellissima Napoli. Se esiste un luogo in questa metropoli che rappresenta la clandestinità sono sicuramente i suoi sotterranei. Un infinito reticolo di cunicoli, gallerie e cavità si estende sotto la città, scavato nel tufo nel corso dei secoli: prima cave greche, poi acquedotti in epoca romana, rifugi antiaerei durante la Seconda guerra mondiale. Un sottosuolo stratificato, che conserva tracce di ogni epoca e restituisce una Napoli diversa, lontana dalla luce e dal rumore della superficie.

In particolare, il nostro giro con Catalina Sandino Moreno, Scott McCord, LDA e AKA 7even si svolge a partire dalla Galleria Borbonica. Non un luogo casuale, considerando che è qui che i due cantautori hanno girato il video di Poesie Clandestine. «Siamo molto felici, perché comunque è parte della nostra crescita e delle nostre radici. – ci dice AKA 7even – Da un lato c’è Napoli e, dall’altro, due ragazzi giovani che portano un aspetto di Napoli che nella musica, sotto tanti punti di vista, non è molto riconosciuto. Siamo molto contenti di onorare questo aspetto culturale di Napoli e le radici effettive di quella che è la rappresentazione della città».

In fondo, è assurdo pensare che tutto sia nato «come un gioco». «Quando abbiamo scritto quel verso – racconta LDA – è uscito di getto. Solo dopo abbiamo ragionato su quello che poteva succedere. Siamo andati a girare il video alla Galleria Borbonica e siamo venuti a conoscenza del fatto che lì ci andava poca gente. In realtà è uno spettacolo! Sapere che alcune persone vanno lì, dopo che hanno sentito la canzone, e che oggi porteremo il cast di una serie internazionale come From ci inorgoglisce. Perché se ce l’hanno fatta due ragazzi, ce la possono fare tutti».

La storia della Galleria Borbonica tra Borbone e guerra

La Galleria Borbonica si estende sotto la collina di Pizzofalcone, a pochi passi dal Palazzo Reale, ma la sua storia è molto più complessa di quanto si possa immaginare. Il sottosuolo esisteva già da secoli, attraversato da cave, cisterne e cunicoli dell’antico acquedotto Carmignano. Fu nel 1853 che Ferdinando II delle Due Sicilie commissionò all’architetto Errico Alvino la realizzazione di un traforo sotterraneo pensato come via di fuga militare per la famiglia reale e collegamento rapido con le caserme di Chiaia. Durante gli scavi, però, il progetto si scontrò continuamente con la natura stratificata della città: cave preesistenti, cisterne ancora attive, morfologia irregolare del colle. Più che costruire un nuovo spazio, i Borbone finirono quindi per adattare e collegare ambienti che Napoli custodiva già sotto terra.

Ed è proprio questa sovrapposizione continua di epoche a rendere il luogo così impressionante. Nel percorso si incontrano ancora oggi i ponti sotterranei realizzati da Alvino per superare le antiche cisterne senza interrompere il flusso dell’acqua, considerati all’epoca un piccolo prodigio ingegneristico. Poi la storia cambia ancora: durante la Seconda guerra mondiale, questi stessi ambienti diventano rifugi antiaerei, attrezzati con brandine, cucine e latrine per ospitare la popolazione durante i bombardamenti. Nel dopoguerra, invece, il tunnel viene trasformato in deposito giudiziario e riempito di moto, auto sequestrate e materiali abbandonati. Oggi, grazie al lavoro dell’Associazione Borbonica Sotterranea e dei volontari che hanno riportato alla luce gli ambienti dal 2005 in poi, la Galleria è diventata uno dei luoghi più affascinanti e stratificati da visitare a Napoli.

I luoghi di Napoli consigliati da LDA e Aka 7even

Prima di salutarci, chiediamo a LDA e AKA 7even un ultimo consiglio per chi vuole scoprire una Napoli meno scontata. «Dobbiamo dire la chicchetta: la Gaiola», risponde subito LDA, riferendosi al Parco Sommerso di Gaiola, tra mare cristallino, rovine e leggende. AKA 7even rilancia invece con i Bagni della Regina Giovanna, tra Sorrento e Vico Equense: «Un posto con un mare clamoroso». Poi arriva un altro suggerimento quasi inevitabile, simbolo di una città che continua a sorprendere anche nei suoi luoghi più conosciuti: il Cristo velato.

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Se From racconta un luogo da cui sembra impossibile uscire, Napoli compie l’operazione opposta: ti spinge a entrare sempre più dentro le sue meraviglie (anche quando raccontano antiche storie d’orrore).


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