Fino al 7 giugno il PAC di Milano presenta ‘THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER’ di Marco Fusinato: un percorso immersivo tra performance, rumore, serigrafie e nuovi vinili.
In questa primavera milanese, mentre la città si prepara alla Art Week, il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea dedica uno degli appuntamenti più attesi della stagione a una figura che da anni occupa una posizione singolare nel panorama internazionale della ricerca artistica contemporanea. Si tratta di Marco Fusinato, artista e musicista capace di trasformare il rumore in materia estetica, tensione fisica e costruzione visiva.
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Promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC insieme a Silvana Editoriale, la mostra THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER, curata da Diego Sileo, rappresenta la prima grande monografica europea dedicata all’artista australiano. Di cui, fra l’altro, segna il ritorno in Italia dopo la partecipazione alla 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, dove aveva rappresentato l’Australia con il progetto DESASTRES.
Per avvicinarsi al progetto milanese, partiamo dal titolo che è tratto da una battuta di Salò o le 120 giornate di Sodoma. Un passaggio che introduce immediatamente il clima concettuale del percorso. La proposta di Fusinato è, infatti, una riflessione radicale sulle strutture del potere e sul collasso dei linguaggi attraverso l’interrelazione tra suono, immagine e percezioni.

Come sottolinea l’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, «Fusinato invita il pubblico a confrontarsi con un’esperienza immersiva. […] Un progetto intenso, che conferma il ruolo del PAC come spazio dedicato alla sperimentazione più avanzata. Capace di accogliere pratiche artistiche in cui il confine tra discipline viene continuamente attraversato».
Una mostra costruita attorno al rumore: la performance DESASTRES
L’intero impianto espositivo nasce attorno a una parola chiave: noise, il rumore inteso non come disturbo ma come forma di organizzazione alternativa del linguaggio. Lo stesso Fusinato ci descrive così il percorso della mostra: «La mostra al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea è articolata in tre parti attorno al tema Noise, ovvero il rumore. La prima parte, al piano inferiore, si chiama DESASTRES e presenta una performance più una serie di serigrafie.
Al piano superiore – prosegue – c’è, invece, un progetto che porto avanti ormai da vent’anni e che si chiama MASS BLACK IMPLOSION, una serie di partiture. In un’altra sala ancora sono esposti tutti i miei dischi realizzati negli ultimi vent’anni, insieme a uno nuovo creato appositamente per questa mostra al PAC».
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La mostra mette così in dialogo tre nuclei fondamentali della sua ricerca: performance sonora, costruzione grafica e produzione discografica. Per rivelare come ogni opera non sia episodio isolato ma parte di un sistema coerente di tensioni e ripetizioni.
Elemento centrale dell’esposizione è DESASTRES, progetto monumentale già presentato alla Biennale di Venezia e qui ripensato in una nuova configurazione. «La performance si svolge ogni giorno al PAC per otto ore. Nelle ultime due ore di ogni giornata suono dal vivo, e l’ultimo suono che produco alla fine della giornata viene riprodotto il giorno successivo fino al mio ritorno», ci spiega l’artista che occupa così fisicamente lo spazio progettato da Ignazio Gardella, trasformandolo in un organismo sonoro in continua mutazione.

Two hundred day performance as installation. Australia Pavilion, 59th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia, 2022

Strumento per eccellenza è la chitarra elettrica supportata da amplificatori ad alta potenza che generano un flusso acustico che attiva simultaneamente un archivio visivo proiettato su grande schermo. «Poi ci sono circa trenta serigrafie, realizzate quasi come fossero pitture. Queste immagini fanno parte del materiale visivo della performance che ne comprende migliaia. Proprio durante la mia performance io suono la chitarra e, attraverso il suono, vengono generate immagini perfettamente sincronizzate con il suono stesso. Il suono è sempre improvvisato, mentre le immagini arrivano in modo randomizzato».
La casualità visiva è, dunque, parte integrante del lavoro e l’effetto che ne deriva è uno stato percettivo in cui il visitatore si trova immerso in una sorta di allucinazione controllata, dove il rumore diventa disorientante.
Le serigrafie, i vinili e la sezione MASS BLACK IMPLOSION
Accanto alla dimensione performativa, il PAC ospita una selezione di serigrafie. «Ne ho scelte trenta che fanno parte di questa libreria sonora. Tutte provengono dal mondo dell’arte, dalla storia dell’arte, ma anche dai mass media, dalla natura e da moltissime fotografie che realizzo semplicemente con il mio telefono. Quindi, molte sono volutamente immagini a bassa risoluzione, imperfette: anche questo fa parte del progetto».

59th International Art Exhibition of La Biennale di Venezia, 2022
Ogni serigrafia conserva il titolo originario del file digitale, mantenendo il riferimento al formato .jpg e rendendo visibile il passaggio dall’archivio digitale alla manualità della stampa. L’immagine imperfetta, volutamente fragile, perde il carattere spettacolare per assumere un valore meditativo.
Salendo, quindi, al piano superiore, la mostra entra in un territorio differente ma strettamente coerente con il lavoro sul suono: MASS BLACK IMPLOSION, progetto avviato nel 2007 e ancora in corso. Qui Fusinato interviene su partiture storiche della musica d’avanguardia – da Iannis Xenakis a Cornelius Cardew – riproducendole in scala 1:1 e alterandole attraverso un gesto grafico radicale.

Ogni nota viene collegata a un punto arbitrario del foglio, generando nuove traiettorie visive in una composizione impossibile. Così, la partitura non descrive un ordine musicale, ma visualizza la possibilità del collasso.
Infine, c’è la terza e ultima sezione con le pubblicazioni in vinile realizzate dall’artista dal 2009 a oggi. Ogni LP mantiene un preciso dispositivo visivo che propone anteriormente un’immagine proveniente dalla storia dell’arte e sul retro una fotografia tratta dai mass media contemporanei. Una costellazione che contiene anche l’ultimo LP The Horizon is a Razor, commissionato appositamente dal PAC e prodotto da Soundohm. In questo caso la copertina utilizza Incendio di un porto di mare, opera conservata presso la vicina GAM Galleria d’Arte Moderna, in un dialogo tra patrimonio storico e sperimentazione sonora contemporanea.
Marco Fusinato
THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER
A cura di Diego Sileo
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
Fino al 7 giugno 2026
Immagini da Ufficio Stampa, crediti indicati / Copertina: Marco Fusinato THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER, PAC Milano – Foto di Nico Covre da Ufficio Stampa