Carlo Francini: «I musei devono essere memoria viva del presente»

Fino al 29 marzo la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio ospita Rotta, il progetto site specific dell’artista Giuseppe Lo Schiavo a cura di Serena Tabacchi. Un’installazione immersiva che affronta il tema delle migrazioni nel Mediterraneo attraverso immagini, suono e scultura. Ne abbiamo parlato con Carlo Francini, Direttore dei Musei Civici di Firenze.

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«L’idea di ospitare un’installazione immersiva in Palazzo Vecchio, e in particolare nella Sala d’Arme, viene quasi spontanea. – spiega Francini – È uno spazio che nel tempo è stato adattato proprio per accogliere progetti di questo tipo. Ma soprattutto è importante creare collegamenti e stimoli che coinvolgano la cittadinanza».

Secondo il Direttore, il ruolo dei musei oggi non può limitarsi alla conservazione del patrimonio. «I musei civici devono riuscire a creare attenzione anche su tematiche scottanti e problematiche. – commenta – Il museo non è soltanto un luogo di raccolta di opere d’arte, ma uno spazio in cui entrare in empatia con questioni che riguardano tutti noi. E questi temi possono essere affrontati con forza proprio attraverso il linguaggio dell’arte».

In questo senso Rotta diventa uno strumento di riflessione collettiva. «L’opera di Giuseppe Lo Schiavo utilizza un linguaggio vicino alla contemporaneità e ci invita a riflettere profondamente. – continua Francini – Attraverso la musica, le immagini e un gesto simbolico che richiama quasi una forma di riparazione, l’installazione rende omaggio a chi ha perso la vita in mare».

Il Mediterraneo, conclude, è al centro di questa narrazione. «Il nostro mare è da sempre testimonianza di rotte e migrazioni, talvolta forzate, spesso imposte da un quadro internazionale complesso. Per questo i musei devono essere non solo luoghi di conservazione, ma memoria viva e attuale della società».