‘Tutti gli DÈI’ come viaggio dell’anima: il Grand Tour secondo Ferzan Ozpetek

Come si trasforma un quadro in un film? È questa la sfida che il regista Ferzan Ozpetek è stato chiamato ad affrontare nel suo ultimo cortometraggio che trasforma un monumentale dipinto in un viaggio della mente tra le bellezze italiane. Il risultato è visibile nell’ambito della mostra Meraviglie del Grand Tour, aperta al pubblico al Museo Poldi Pezzoli di Milano fino al prossimo 4 maggio, in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York. Arriva, infatti, proprio dal museo americano un prestito del tutto speciale che ha ispirato i 5’02” che costituiscono il corto.

Il cortometraggio nasce in dialogo con Roma Antica di Giovanni Paolo Panini(1691–1765), racconto di un’Italia che nel Settecento era meta imprescindibile nella formazione di ogni nobile e intellettuale che volesse chiamarsi tale. L’enorme tela del Met ci sembra così una sorta di collage di cartoline del Belpaese con i suoi monumenti antichi più belli, un perfetto souvenir con cui ricordare il percorso compiuto.

Ozpetek trasforma quelle rovine in un teatro della memoria, dove l’antico si fa presenza viva e popola il sogno. Il suo non è più il Grand Tour del viaggiatore colto ma un viaggio tutto interiore in cui la luce del Pantheon – luogo ideale in cui si compie il viaggio – costruisce una galleria di emozioni. Dall’occhio della cupola, ci posa sul volto di una donna addormentata: è da lì che ha inizio la storia.

Foto PF

Come spiega lo stesso regista «Questa opera è, per me, l’emblema del Grand Tour. Con un solo quadro si rende omaggio a un intero museo, a tutta la memoria e la bellezza che esso custodisce. In Roma Antica di Panini c’è l’idea di un viaggio non solo geografico ma pure interiore: ogni rovina, ogni luce, ogni volto è un sentimento. Ho voluto che il film nascesse da un gesto semplice per raccontare come l’arte possa ancora oggi risvegliarci, sorprenderci, farci sentire vivi».

Il cortometraggio rappresenta il momento culminante del percorso espositivo, che celebra le raccolte del Poldi Pezzoli e la storia dei suoi donatori, in un’esperienza estetica che diventa contemporanea.

LEGGI ANCHE: — Milano celebra il Grand Tour con un capolavoro del Met e un corto inedito di Ozpetek

La lavorazione di Tutti gli DÈI

Il processo creativo che ha portato alla realizzazione dell’opera è raccontato dallo stesso Ozpetek in una lunga riflessione. «Quando mi hanno chiamato e mi hanno chiesto di fare un cortometraggio su questo quadro, ero incerto. Io ho detto: “Non lo so, da un quadro come si può fare un cortometraggio?”. Sono andato al Metropolitan e ho guardato a lungo il quadro. Dentro di me ho detto: “Non lo farò, sicuramente non la posso fare questa cosa. Non si può fare un cortometraggio su un quadro, per quanto sia bellissimo”. Sono tornato con l’idea di non fare niente».

©Fondaco Italia

Ma qualcosa cambia al rientro. «Poi sono venuto qui, ho visto il Museo Poldi Pezzoli e mi ha colpito tantissimo. Io abito a Roma e dalla mia casa si vede il Pantheon. Dentro di me dicevo: “Ma si potrà girare dentro il Pantheon?”. L’idea era da subito quello  di mettere un letto dentro il Pantheon su cui dorme una ragazza che ha visto questo museo. Volevo raccontare il Grand Tour del Poldi Pezzoli, perché io stesso non conoscevo questo museo e l’ho conosciuto grazie a questa proposta di fare un cortometraggio. È molto particolare perché c’è un tocco femminile dappertutto, soprattutto nella luce, che è meravigliosa. Mi ha influenzato molto».

«Mi sono convinto ad accettare il progetto e abbiamo girato alle cinque del mattino dentro il Pantheon, più tardi non si poteva. In mente avevo il Cristo velato che conoscevo da Napoli velata e abbiamo fatto qualcosa di simile, mettendo nel filmato l’influenza di tutti questi quadri e soprattutto dell’Antica Roma di Panini. Nella mia testa, come nei film, funziona sempre così: mano a mano vengono le idee e piano piano si sviluppano».

©Fondaco Italia

Ad accompagnare la mostra, approfondendo anche il cortometraggio, il Museo Poldi Pezzoli propone il ciclo Conversazioni sul Grand Tour, a cura di Lavinia Galli. Un palinsesto di incontri con storici dell’arte ed esperti che, dal 12 febbraio al 4 maggio 2026, svilupperanno il tema del viaggio, dei luoghi, della musica, dei souvenir e delle prime forme di racconto visivo del mondo.

Con Tutti gli DÈI, il Grand Tour torna così a essere ciò che era all’origine, ovvero un’esperienza trasformativa, capace di mettere in relazione chi guarda con ciò che guarda. E di risvegliarci dal torpore.

Immagini da Ufficio Stampa