Inhaler: «Siamo tornati a essere una band»

Dall'influenza di 'Get Back' alle tensioni dissipatesi col tempo: gli Inhaler ci raccontano 'Cuts & Bruises', il secondo album.
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Inhaler: «Siamo tornati a essere una band»

Il nuovo album degli Inhaler, Cuts & Bruises, arriverà il 17 febbraio, anche se nel frattempo possiamo goderci i brani Love Will Get You There e These Are The Days. Quasi un banco di prova per la band irlandese, che – dopo il primo album It Won’t Always Be Like This (2021) – ha verosimilmente sentito addosso tutta la pressione della seconda prova, come sottolineano Elijah Hewson e il batterista Ryan McMahon.

«Sicuramente è complicato realizzare un secondo album. – ci dicono i due musicisti – Hai abbastanza persone intorno che ti ricordano proprio quanto sia difficile farlo. Ci abbiamo messo ventuno anni per fare il primo e nove settimane per scrivere il secondo. Avere meno tempo a disposizione ha fatto però in modo che fossimo estremamente motivati a fare il miglior album possibile. Josh, il nostro chitarrista, ha detto di non voler mai più fare un secondo album. Speriamo non ce ne sia bisogno, comunque la pressione era tanta».

Elijah Hewson, Robert Keating, Josh Jenkinson e Ryan McMahon hanno indubbiamente dovuto fare i conti con le aspettative: non solo quelle del pubblico, ma anche quelle della band. E il titolo del nuovo lavoro, in questo senso, la dice lunga. «Abbiamo capito che far parte di una band è un po’ come essere sposati. Non si tratta solo di suonare. – ci spiegano – Abbiamo attraversato momenti difficili. Se prima suonavi per divertimento con i tuoi amici e dopo diventa un lavoro, si possono creare molte tensioni. Noi ci cantiamo su. Non sono ferite serie, ma qualcosa che ti segna e poi passa facilmente. Ecco perché Cuts (tagli, ndr) & Bruises (cicatrici, ndr)». Se il tema, a questo punto, è chiaro va detto che anche sulle musiche i giovanissimi musicisti hanno fatto un enorme lavoro. Cuts & Bruises contiene 11 brani ed è stato infatti prodotto da Antony Genn, collaboratore di lunga data degli Inhaler.

«Non sappiamo definire il nostro suono. – ci dicono – Con questo album volevamo essere attenti a dare alle canzoni più respiro. A differenza del primo album che conteneva molto rumore. Amiamo il pop perché può anche essere molto sperimentale. Quando scrivevamo le canzoni avevamo appena visto il documentario Get Back. E ci ha dato una direzione. Volevamo tornare a essere una band, a suonare in studio senza sapere cosa stesse succedendo. Tante canzoni venivano proprio da noi, ed è stato questo il processo. Il primo album è nato durante il lockdown e abbiamo lavorato molto su Zoom. È stato bizzarro e strano per noi. Questa è stata un’occasione unica per tornare in studio e lavorare insieme. Ecco una band che torna a essere una band».

Inhaler

Il nuovo rock?

Del resto, non è comune vedere una band così giovane alle prese con chitarre e rock puro. «Quando avevamo 15 anni la cosa più sfigata che potevi fare era prendere in mano una chitarra. – dicono Elijah e Ryan – Lo sapevamo, ma lo abbiamo fatto lo stesso. Ora forse l’hip hop e altri generi sono diventati ciò che la musica rock era negli anni ’80, un po’ commerciale. La gente probabilmente cerca qualcosa di più autentico». Gli Inhaler citano dunque Sam Fender e Fontaines DC per rendere l’idea. E sottolineano che son sempre stati convinti del ritorno del rock, ma che «anche se il primo album è andato bene, era importante per noi ispirare i ragazzi a prendere in mano una chitarra». È inevitabile, a questo punto, chiedere alla band se conoscono i Måneskin. «Sono le più grandi rockstar del mondo ora, no? – ironizzano – Ovviamente sono fantastici, non li abbiamo mai visti live ma abbiamo visto dei video delle loro performance. Rispettiamo tutti, il rock è una filosofia. Loro hanno abbracciato l’immagine del rock classico, molto glam. Di questi tempi sono stati bravissimi». Un assist imperdibile per chiedere del rapporto con i social.

«I social media possono rivelare tanto di te, sia personalmente che musicalmente. – commentano – Sono uno strumento, i fan li usano per abbattere la barriera tra band e pubblico. Scriviamo musica per tutti e, se riusciamo a raggiungere più persone, è fantastico. Non abbiamo paura di usare i social».

I brani del nuovo album

Tra i brani del nuovo album gli Inhaler – come favoriti – citano If You’re Gonna Break My Heart e Valentine, «anche se sono tutti figli nostri».

«Ci siamo concentrati sulla scrittura. Volevamo scrivere velocemente così che sembrasse tutto attuale e spontaneo. Con il primo album ci abbiamo messo veramente tanto. – spiegano – Sono tutti figli nostri, ma siamo orgogliosi di If You’re Gonna Break My Heart e Valentine. La prima è la migliore storia che abbiamo mai raccontato. Abbiamo scritto il brano mentre eravamo in tour. Valentine invece è la canzone più veloce mai scritta, ci abbiamo messo due ore».

Nota a margine per Dublin In Ecstasy, in memoria dei tempi in cui «suonavamo nei club a Dublino, periodo che ci ha reso ancora più uniti». Per il resto c’è tanto amore in questo nuovo progetto, anche se definire l’amore a 20 anni alla band risulta complicato. «Non sappiamo cosa sia l’amore e forse è questo che vogliamo cantare. – ci dicono – Sicuramente per noi stessi dobbiamo cantarne di più. A 20 anni l’amore non è perfetto, ma forse non lo sarà mai. Forse è questo che è interessante».

I live

La band di Dublino sarà live in Italia per tre appuntamenti organizzati da Live Nation, che si terranno rispettivamente: sabato 13 Maggio 2023 all’Estragon di Bologna, domenica 14 Maggio 2023 a Roma, Orion e martedì 16 Maggio 2023 all’Alcatraz di Milano.

«Stiamo lavorando allo show. – commentano – Speriamo di fare più uno spettacolo che altro. Vogliamo renderlo più memorabile per i fan, qualcosa di speciale. Speriamo di riuscirci».

La tracklist di Cuts & Bruises

Just To Keep You Satisfied
Love Will Get You There
So Far, So Good
These Are The Days
If You’re Gonna Break My Heart
Perfect Storm
Dublin In Ecstasy
When I Have Her On My Mind
Valentine
The Things I Do
Now You Got Me

Foto: Lewis Evans