LDA, dopo ‘Amici’ il primo album: «La paura non deve frenare dal provare a volare»

Com’è tornare alla quotidianità dopo aver trascorso mesi nella casetta di ‘Amici’? Ce lo descrive Luca D’Alessio. “È stato stranissimo, cioè io mi sono emozionato quando visto il traffico! Vedere le macchine era una roba incredibile… c’è voluta una settimana per riambientarmi, adesso sono sto veramente bene. Sono gasato, ho un sacco di cose da fare e non vedo l’ora di fare tutto. È tutto troppo bello!”

Emozioni ancora molto forti, dunque, per LDA che fin dall’inizio dell’avventura nella scuola ha potuto constare sull’appoggio dei fan. “C’è tanta responsabilità addosso, perché non voglio deludere le persone che mi seguono”, ci spiega il giovanissimo talento. “Per quanto mi riguarda, in generale, vivo per non deludere e non solo dal punto di vista artistico. Non riuscirei a sopportare la delusione di un genitore, è una cosa brutta secondo me. E questo me lo porto dietro anche nella musica.

“Un po’ di peso lo sento – continua LDA – però devi non devi farti distruggere ma devi continuare a fare quello che sempre fatto, rimanere te stesso a vita. Questa, penso, sia la chiave per andare avanti. Ed è una chiave semplice che abbiamo tutti ma che pochi usano: abbiamo la chiave in tasca per entrare in casa ma non la troviamo… Quindi, un po’ di paura deve esserci ma non deve frenarci dal provare a volare”.

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L’esperienza ad ‘Amici 21’

L’occasione in cui incontriamo LDA è l’uscita dell’album di debutto che porta il suo stesso nome d’arte, disponibile dal 13 maggio. “Quando sono uscito dalla casetta mi sono mancati subito il mio letto, tutti i miei amici e la cucina perché mi ci ero affezionato dato che ci stavo sempre. E tutte le abitudini: i vocal coach, Maria, Rudy, i macchinisti… sono tutte persone che mi mancano. È stata veramente un’esperienza assurda e unica”.

Foto di Cosimo Buccolieri da Ufficio Stampa HELP

“Cosa ho messo a fuoco una volta fuori? Che è successo qualcosa”, afferma Luca. “Ovviamente finché sei dentro non hai la percezione completa, invece quando esci ti trovi con le persone che ti chiedono la foto… Quell’impatto è una roba incredibile, è bellissimo vedere il calore delle persone, i loro occhi che ti comunicano un amore una dolcezza incredibili . Come bagaglio, sicuramente, mi porto tantissime cose”.

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“Dentro ‘Amici’ – continua LDA – sono maturato soprattutto come persona, sono cresciuto veramente tanto e tutti mi sono stati di aiuto. Mi hanno fatto diventare un ometto di diciannove anni. Ero entrato bambino e ho toccato con mano cosa significa essere un cantante e un cantautore. Ho imparato a stare sul palco, a suonare il pianoforte, ho migliorato la tecnica vocale e l’interpretazione. Penso che sia la scuola migliore in Italia se vuoi fare questo mestiere. E poi non ho rimpianti di nulla, forse solo una cosa non rifarei più: la gaffe sulla Paranza. Intendo chiamare Daniele Silvestri appena avrò modo per scusarmi con lui”.

“Le esperienze fanno crescere e tu diventi cantautore quando cresci, non lo si è da bambini e il DNA non basta perché non si conosce la vita”, spiega il figlio di Gigi D’Alessio. Non mi ero creato aspettative prima di entrare ma ho vissuto giorno per giorno, mi sembrava la cosa più sensata da fare perché se ti crei delle aspettative che non raggiungici ci stai male. E, poi, senza aspettative ti godi anche di più le sorprese”.

Il primo album di LDA

“La prima reazione che ho avuto quando ho tenuto tra le mani il mio album è stata wow! Il primo album non si scorda mai”, annuncia con entusiasmo LDA. “È una raccolta di sette pezzi che ho chiamato LDA perché parla di me e della mia storia d’amore. Tutte le canzoni sono le sfumature di questa storia: quattro sono dedicate a una persona e tre una donna angelo. Si tratta di un concept album sull’amore che mi sono permesso perché ad ‘Amici’ ho avuto la possibilità di parlare veramente di tutto”.

“Dentro la scuola ho scritto Scusa e Bandana mentre le altre tracce sono nate prima che vi entrassi”, racconta ancora l’artista. “Nella scrittura noto già un cambiamento, mi vedo maturato per quanto riguarda il vocabolario non per le idee perché alla fine scrivo sempre tramite immagini, metafore e retorica. I suoni, invece, variano dal pop all’R’n’B con qualcosa di più urban”.

“Se dovessi scegliere un pezzo manifesto direi Quello che fa male per la storia che c’è dietro, per il legame che ho con quella canzone”, dice Luca. “Ci sono troppo affezionato: è la prima canzone certificata ed è quella che mi ha permesso di entrare ‘Amici’, è stata la mia compagna di viaggio. Me la porterò ancora con me per lungo tempo”.

In occasione dell’uscita di LDA, Luca si prepara a un intenso tour instore di nove appuntamenti in cui incontrerà i fan. Ma già, ci confida, pensa al futuro: “C’è tanta nuova musica nel cassetto, ti dico solo che è un cassetto molto grande”.

Foto di Cosimo Buccolieri da Ufficio Stampa HELP