Ying Li, dalla Cina a Milano: «Affascinata dal potere della musica»

Si è esibita a Milano Ying Li, giovane pianista cinese che ci racconta come vive la musica (anche per aiutare gli altri).
- - Ultimo aggiornamento
loading

Dalla Cina a Milano, passando per gli Stati Uniti. Ying Li, giovanissima pianista, si è esibita mercoledì 23 febbraio presso la sala Verdi del Conservatorio di Milano per la Fondazione Società dei Concerti. Vincitrice del Premio Internazionale Antonio Mormone 2021, con l’esecuzione del secondo concerto di Rachmaninov al Teatro alla Scala lo scorso 11 luglio, Ying Li – dopo due mesi – ha confermato il suo talento vincendo anche a New York lo Young Concert Artists Audition.

«Per me è importante tornare in Italia. – ci dice Ying Li – Soprattutto perché suono presso la Sala Verdi, dove tutto è iniziato. Ho molti ricordi, ma questa volta non avrò la pressione. Ci sarà solo il piacere di tornare e suonare i pezzi che amo ai miei amici italiani. Ormai sono un po’ di volte che vengo in Italia e mi piace scoprire sempre cose nuove, dal cibo alla cultura. Recentemente mi ha affascinato anche la moda. Avendo vissuto a New York amo la moda e i brand che amo sono italiani. Dell’Italia amo i musei, ma c’è un aspetto molto moderno nella vita degli italiani che ho compreso venendo qui più volte».

Il programma milanese è iniziato con due autori molto vicini a Ying Li, Bach e Schumann. E, a proposito di moda, la pianista ha indossato per il concerto i capi di Francesca Liberatore, giovane stilista italiana che ha sfilato anche durante la settimana della moda.

«Non sono mai stata a una Fashion Week. – ci spiega Ying Li – Sono emozionata. La moda e il design sono arti. Forse sono arti visual rispetto alla musica che è da ascoltare. Quando queste cose si combinano è ancora meglio. Penso che queste collaborazioni siano necessarie per fare dei passi avanti in questo secolo. Siamo pronti. 50 anni fa non c’erano molte pianiste donne. Ce n’erano due o tre, ma non facevano tanti concerti come gli uomini. Oggi sono tante. Il mondo cambia e possiamo indossare ciò che vogliamo. Francesca Liberatore è fantastica, ha tante idee creative e i suoi vestiti sono pezzi d’arte. Come se fossero quadri. Credo che il vestito possa aiutare la musica e viceversa».

Ying Li

Ying Li e la scoperta del pianoforte

Nata in una famiglia cristiana in Cina, Ying Li ha iniziato a suonare vedendo suo zio che accompagnava al piano le funzioni religiose. Ha poi studiato in tre delle scuole più prestigiose al mondo: Central Conservatory di Pechino, Curtis Institute di Philadelphia, Julliard School di NY.

LEGGI ANCHE: Shinwook Kim, il fotografo sud coreano in mostra a Milano

«Le orecchie per me sono una guida. – ci dice – Capiamo subito che ciò che sentiamo ci piace. Per le canzoni pop, ad esempio, può piacerti un ritmo o un beat. Le tue orecchie, in breve, sanno cogliere ciò che ti piace. Per me è così con la musica classica, mi piace la musica che faccio o fanno altri con il pianoforte».

Ma in che modo – chiediamo a Ying Li – la musica classica può arrivare a chiunque (proprio come il pop)?

«Ormai con i social media e gli influencer perdiamo traccia di cosa è veramente importante nella nostra società. – ci risponde – Con la cultura pop è facile fare promozione. Ma come si fa con la cultura tradizionale, classica, storica? Non è semplice. Con la musica classica serve tempo. E credo vada bene così. Le canzoni di Buon Compleanno sono musica classica, anche Twinkle Twinkle Little Star è musica classica. I bambini cantano la musica classica, ma non la conoscono. Prima o poi chiederanno chi l’ha scritta e non credo che i social media possano aiutare in questo, se non creando fraintendimenti. Ovviamente anche la musica classica ha bisogno di promozione, ma non in quel modo. Credo che gli artisti debbano sponsorizzarsi, ma non sul web. Dobbiamo mostrare ciò che facciamo. Abbiamo una responsabilità in questo».

Ying Li

La musica per tutti

Oggi Ying Li è anche responsabile di un programma a Philadelphia per aiutare con la musica i malati di Alzheimer. In questo risiede, fondamentalmente, il suo concetto di responsabilità artistica.

«Un concerto di musica musica classica dura tanto. È utile secondo me che il pubblico abbia delle note o che l’artista parli tra due pezzi e anche durante le performance. Io amo, quando suono negli USA, chiedere agli organizzatori quali sono le scuole e i centri anziani dei dintorni, così posso portare loro la mia musica. E creare una connessione. Questo aiuta anche a me a sperimentare diversi setting».

«La musica è per tutti» ci dice del resto Ying Li, mentre «i concerti sono limitati».

«Sono affascinata dal potere della musica. – commenta – Ho scoperto che la musica riesce a svegliare la memoria assopita. La musica realmente aiuta, in base alla mia esperienza. Come crei una famiglia dove non c’è una famiglia? Con la musica. Mi sento di aver conquistato tanto come essere umano, e non come pianista. C’è una grande differenza tra queste definizioni. Io suono pezzi semplici, parlo con loro e il cuore mi si riempie».