La ‘Golden Hour’ di Tancredi: «Non combatto con il mondo, ma con me stesso»

Tancredi ci racconta 'Golden Hour', il nuovo Ep frutto di una ritrovata serenità, ma anche di sfoghi liberatori.
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Ci aveva anticipato – in occasione del lancio in Italia di Wallapop – l’arrivo di nuova musica, e Tancredi ha mantenuto la parola. Venerdì 21 gennaio è infatti il giorno di Golden Hour, il nuovo EP di inediti dell’artista, anticipato dai singoli Wah Wah e Paranoie. Golden Hour è una dichiarazione di serenità, ma anche un progetto liberatorio. Lo si evince sin dalla prima traccia, Groovy.

«Ho voglia di pubblicare Groovy da quando l’ho scritta un anno e mezzo fa. – ci dice Tancredi – L’ho sempre ritenuta una canzone molto forte, tanto che volevo metterla nell’Ep precedente. Solo che avevo scritto Iride che mi sembrava un’introduzione più accurata per quel progetto. Quando sono arrivato a questo disco, sapevo di voler usare questa canzone come introduzione. Golden Hour nasce da sensazioni e emozioni negative per poi arrivare ad una sorta di serenità e dualismo. Groovy racchiude una parte di dualismo».

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Groovy è però solo la prima tappa di un percorso in otto tracce, che va seguito in ordine. Non a caso, Tancredi invita i suoi ascoltatori a «non skippare neanche una traccia, tanto non c’è nessun feat».

«È nato tutto da come stavo vivendo negli ultimi mesi. – racconta – Alla fine la mia musica si rispecchia sempre nei miei stati d’animo. Quando vado in studio, l’ispirazione la trovo sempre da un pensiero che ho in quel giorno. È una cosa che prima non facevo, non stabilivo prima un tema e poi scrivevo. Da quando ho iniziato a ragionare in questo modo, anche il metodo di scrittura è più semplice perché so cosa voglio dire. Non ho fatto caso all’utilizzo delle rime, volevo che passasse il messaggio. Che fosse come un discorso tra due persone che si conoscono. È questa la visione di Golden Hour. La scelta della tracklist in questo senso è stata naturale. Sapevo che Groovy e Golden Hour sarebbero state la prima e l’ultima canzone. Paranoie è invece uno stacco tra la presa male e la presa bene».

Tancredi, Golden Hour e la battaglia con se stesso

«Due settimane fa – racconta Tancredi – una persona mi ha detto che non mi ha mai visto come una persona negativa. Mi ha detto Semplicemente ti fai troppe domande e combatti troppo con te stesso. In effetti la mia non è una battaglia che devo fare col mondo, ma con me stesso».

Anche per questo, ci dice Tancredi, Golden Hour non meritava «un finale tragico», per «trasmettere positività».

Tancredi

«Da situazioni che ti fanno stare male si arriva sempre a un momento in cui ti senti bene. L’idea del titolo mi è venuta a Roma. Volevo un titolo con due parole, e ne avevo trovati tantissimi. Chiedevo pareri e secondo me ci stavano tutti. Poi quando ho pensato a Golden Hour si sono uniti tutti i fili. Ha reso ancora più forte il racconto. Io avevo le canzoni, ma nella mia testa era tutto in confusione».

A cambiare, per Tancredi, è stata anche la prospettiva. «So che so fare canzoni catchy. – ci spiega – Penso che nell’Ep precedente si sia vista meno introspezione. In Golden Hour volevo soprattutto far vedere questa mia caratteristica di saper spiegare sensazioni interne. Arrivato allo standard di Las Vegas pensavo di dover fare solo quello. Poi ho switchato mentalità. Del resto non ho iniziato a fare musica per le hit, ma perché volevo dire qualcosa».

I live

Sono state intanto riprogrammate a maggio le date inizialmente previste per febbraio. Tancredi si esibirà quindi lunedì 2 maggio ai Magazzini Generali di Milano e martedì 3 maggio al Largo Venue di Roma.

«Sto sognando queste canzoni nuove dal vivo. Voglio urlarle come un pazzo. Voglio fare un live con la band, suonato».

Chiediamo, infine, cosa si augura Tancredi da questo 2022.

«Mi auguro di continuare a vivere con questa leggerezza che mi sta aiutando ad apprezzare le piccole cose. – risponde – Anche prima, quando uscivo con gli amici, avevo sempre in sottofondo questo brusio che non mi faceva godere tutte le cose».