Federico Spinas: «Non voglio insegnare nulla, solo trasmettere emozioni»

Si intitola 'NIKE V2' il singolo d'esordio di Federico Spinas feat. Ossée. Federico ce lo racconta in questa intervista.
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Si intitola NIKE V2 (Sony Music – Epic Records Italy) il primo singolo di Federico Spinas feat. Ossée. Un brano che arriva dopo anni di sperimentazione con le sette note – dalle lezioni di clarinetto al mondo dei DJ – e che racconta un momento di rottura.

«Il pezzo è nato un anno fa subito dopo l’ultimo lockdown. – ci racconta Federico – Mi trovavo a Milano e quel periodo è stato per me tosto a livello psicologico e psico-fisico. Era un periodo di rottura, la mia vita girava benissimo ma mi sentivo vuoto. Mi sono reso conto che mi mancavano tante piccole cose, sia nella vita privata che lavorativa. Ho fatto musica tutti i giorni. In questa sorta di tunnel, una sera stavo cucinando e mi è arrivata una cartella di produzioni da Cryptic, uno dei produttori con cui sto lavorando di più. È partito un beat e ho iniziato a canticchiare il ritornello della canzone. Mi son messo a registrare e dopo 15 minuti avevo già una prima bozza del pezzo. A pezzo finito l’ho riascoltato e ho capito che la mia coscienza aveva parlato da sé. È stato come andare in terapia».

Sì, perché Federico – in quel periodo di reclusione – si è sentito «spettatore delle situazioni che mi giravano attorno».

«Per me Nike rappresenta un contrasto tra ciò che sono e la persona che rappresento nella società in cui viviamo. – ci dice – Apprezzo il brand, ma in questo caso è un riferimento alla società consumista in cui viviamo e che io rappresento a pieno, dato che sono un modello. È una società che ha influenzato la mia generazione. Ti capita di incontrare gente che guarda prima le scarpe e dopo ciò che sei. Ho voluto distaccarmi dalle cose materiali e dai giudizi e pregiudizi della nostra società. Ed è ciò che sto facendo con la musica».

Federico Spinas

Federico Spinas, la musica e il surf

«Ho iniziato a fare musica quando ero piccolo, soprattutto grazie a mia mamma che mi portava a surfare». La vita di Federico è stata permeata di musica sin dall’inizio. In macchina, mentre si preparava insieme alla madre a cavalcare le onde, ascoltava e cantava i Fugees, i Red Hot Chili Peppers e i Nirvana.

«Poi alle medie ho scelto di fare il conservatorio. – ci racconta – Sognavo di suonare in una band rock, ma non ci sapevo fare molto con la chitarra. Sono finito a studiare il clarinetto, strumento che ho amato e ho odiato con tutto il cuore. Non sono mai andato di pari passo con i contesti scolastici, perché faccio sempre di testa mia. Sono autodidatta come stile di vita. Poi ho studiato il sax e dopo ho iniziato a fare il DJ. Queste due cose mi hanno dato le basi musicali che ora sto riutilizzando. Il conservatorio ha elaborato il mio orecchio. Solo dopo aver mollato la musica house e essere entrato nel mondo della moda, ho conosciuto però tanti ragazzi dell’ambiente urban e trap. Mi son ritrovato negli studi a Milano e per puro caso a provare l’autotune. Il giorno dopo ero di nuovo studio. Mi son comprato l’attrezzatura e ho iniziato a viaggiare per il mondo con uno studio di registrazione componibile».

La musica per il piacere di fare musica

Federico Spinas

Per più di un anno, ci dice Federico, ha scritto brani mai pubblicati.

«La mia filosofia era fare musica perché mi piaceva, mi faceva stare bene. Mi toglieva lo stress. Poi sono arrivato alle orecchie giuste e ho firmato con Sony. Nike V2 è il primo pezzo che ho scritto che ho pensato di voler pubblicare».

Con Ossée, di fatto, Federico si è sentito per due anni senza averlo mai incontrato. «È nata un’amicizia, ci scambiavamo le tracce e registravamo per puro piacere di farlo. – ci spiega – Lui mi ha convinto a fare qualcosa con questo pezzo».

Il videoclip, con la produzione esecutiva di Emmanuel Galli e la regia di Byron Rosero, ha come protagonisti i due rapper, in un viaggio notturno in auto, una fantasia lucida immersa in una città decontestualizzata.

«Con questo primo video ho settato un mood che poi porterò avanti per il progetto quando prenderà piede. Ci abbiamo lavorato tanto. Voglio raccontare e trasmettere delle emozioni attraverso le immagini e il sound. Non devono insegnarti necessariamente qualcosa, ma possono farti stare bene».