Michele Braga racconta la colonna sonora di ‘Freaks Out’: «Quasi un personaggio del film»

La colonna sonora di 'Freaks Out' - scritta da Michele Braga e Gabriele Mainetti - regala ad ogni personaggio una sua timbrica.
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Se Freaks Out ci porta per mano nel mondo di personaggi iconici e grotteschi, la sua colonna sonora rappresenta di fatto l’ultimo character della lista. Non c’è modo migliore per definire il lavoro del musicista Michele Braga e di Gabriele Mainetti,  in uscita venerdì 29 ottobre. Il 12 novembre uscirà invece il doppio vinile (Edizioni Curci & Goon Films): un doppio LP da collezione con all’interno un esclusivo pop-up a tema circense e lo spartito del brano Freaks Out.

«È una colonna scritta quasi tutta su scena. – ci dice subito Michele Braga – Sono stati registrati dei singoli punti musica. Non ci sono brani riutilizzati. La cosa interessante è che più del 90% della colonna è registrata con strumenti veri. L’elettronica è entrata in minima parte. Siamo stati molto impegnati anche dal punto di vista produttivo. È stata una sfida importante e abbiamo cercato una nostra via alla colonna sonora».

Ad ogni personaggio la sua musica

Michele Braga e Gabriele Mainetti hanno dunque lavorato per rendere la colonna sonora di Freaks Out un elemento protagonista e di assoluto rilievo all’interno del film. Ma è stato un lavoro di continua ricerca, una miscela sonora tra diversi generi musicali che rendono le musiche adatte al racconto di un film che unisce la storia con il fantasy.

«Volevamo trovare una timbrica per ogni personaggio. – ci spiega Michele – È parte del lavoro di ricerca di chi compone colonne sonore, ma non sempre avviene. Anzi, ultimamente avviene raramente. Il film però era talmente bello, che il tipo di storia ci ha permesso di fare un lavoro di ricerca accurato. Dati due tre leitmotiv principali del film, che tornano con diversi arrangiamenti, abbiamo cercato di trovare uno strumento per ogni personaggio. Matilde, una ragazzina elettrica, ha il timbro del theremin. È l’unico strumento che non deve essere toccato con le mani. Franz, il cattivo, ha 12 dita ed è il più grande pianista del mondo. Non poteva quindi mancare una sua rielaborazione di alcuni pezzi rock a cui sia io che Gabriele siamo affezionati. C’è un forte attaccamento sentimentale. La tromba racconta l’Uomo Calamita, la celesta le lucciole di Cencio, il clarinetto racconta Israel e via dicendo. Ci siamo riappropriati anche di Bella Ciao, un brano della nostra tradizione. Ora è un brano internazionale, ma noi lo abbiamo rivisto facendo un mash up con la colonna sonora originale».

La colonna sonora di Freaks Out tra orchestra sinfonica e cinema

Freaks Out

La colonna sonora di Freaks Out, in occasione della 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, si è aggiudicata anche il premio Soundtrack Stars Award 2021, che decreta la migliore colonna sonora tra i film in Concorso. Michele Braga sottolinea però che, al di là dei premi, è stato soprattutto il lavoro ad essere gratificante. Grazie soprattutto alla collaborazione con Gabriele Mainetti.

«Avere in scrittura con me il regista, produttore e co-sceneggiatore ha aiutato. – ci dice – La visione di un regista è qualcosa di importante. Mainetti è anche un musicista e ha un linguaggio musicale che ci permette di alzare l’asticella. La lavorazione del film non è stata brevissima. Per la musica, già in fase di riprese, facevamo diversi confronti. Ci raccontavamo come potesse essere. Io la vedevo più senza impianti eccessivamente importanti e hollywoodiani. Non volevo perdere l’intimità con i personaggi. Con il primo pre-montato, abbiamo capito però che il film era girato con un certo codice e la colonna sonora sarebbe dovuta essere quasi un personaggio del film. Io e Gabriele crediamo del resto che la musica sia un elemento importantissimo dell’audiovisivo».

Infine, Michele sottolinea l’importanza del contributo dell’Orchestra di Praga.

«L’orchestra è il naturale punto di arrivo per la musica che stavamo scrivendo. – spiega – Durante la lavorazione, è salito a bordo anche Emanuele Bossi che ci ha aiutato a sviluppare i brani in una declinazione sinfonica verso cui sentivamo che il film dovesse andare. Se ci pensi, questa colonna sonora potrebbe essere suonata live per il poco ricorso alla musica elettronica».