Esencial3io=: «’Invocation’, un unicum e un dialogo costante con il pubblico»

L'arte di Louis Siciliano, Giovanni Imparato e Marco Cappelli dà vita a un unicum espressivo in 'Invocation'. La nostra intervista.
- - Ultimo aggiornamento
loading

Si intitola Invocation il primo album di Esencial3io=, un trio che unisce l’arte e i suoni di tre musicisti italiani di fama internazionale: Giovanni Imparato, Marco Cappelli e Louis Siciliano. Più di un album, Invocation è in realtà la memoria del live che i tre musicisti hanno tenuto la scorsa estate al Cibaldone Music Festival 2021 sulle rive del fiume Tevere a Roma.

«La registrazione è un unicum da cui abbiamo estratto questi brani, come la discografia impone. – ci spiega Marco Cappelli – Devi immaginare il concerto come una lunga improvvisazione di un unico respiro, che passa attraverso questi vari episodi. Sul disco i brani sono staccati, e questo è un limite. Avrei fatto un brano di un’ora e mezza, ma Spotify non sarebbe d’accordo».

Giovanni Imparato

Esencial3io=, Invocation è il primo album

Invocation – nella sua totalità – è ad ogni modo un mix di elettronica, world-music, jazz e sperimentazione. Alle percussioni troviamo Giovanni Imparato. Sacerdote dei tamburi Batà (un Babalosha e un Babalawo) a Cuba, vanta collaborazioni con Ray Charles, Isaac Delgado, John Zorn, Lucio Dalla, Nccp, Stewart Copeland, Eros Ramazzotti e molti altri, unendo la Napoli popolare ai ritmi di Cuba. Giovanni ha dedicato tutta la sua vita a quella musica yoruba che si perde nella notte dei tempi e a tutte le sue derivazioni in ambito contemporaneo.

Invocation

Alle chitarre, Marco Cappelli: eclettico musicista molto attivo nella scena dell’avanguardia newyorkese che ruota attorno a John Zorn, è compositore per la White Wave Young Sung Kim Dance Company di New York, ha scritto le musiche del film Intervallo di Leonardo di Costanzo, presentato alla 69ª Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e premiato dal David di Donatello. Vanta collaborazioni con Anthony Coleman, Michel Godard, Jim Pugliese, Enrico Rava, Marc Ribot, Adam Rudolph, Elliott Sharp, Giovanni Sollima, Markus Stockhausen, Raiz.

Ai sintetizzatori, tastiere ed elettronica, Louis Siciliano: tra i pochi artisti europei a far parte della giuria dei Grammy Awards è compositore, direttore d’orchestra, ingegnere e spazializzatore del suono. Ha composto, diretto, arrangiato, mixato e prodotto musiche per Alessandro D’Alatri, Gabriele Salvatores, Sergio Rubini, Salvatore Piscitelli, Alessandro Haber e molti altri. Da sempre impegnato nella ricerca dei punti di connessioni tra la musica del Nord e del Sud del mondo, dell’Est e dell’Ovest, ha portato la sua ricerca in Mongolia, Cina, Cuba, Belize, Guatemala, Marocco, Spagna, Brasile e presso le popolazioni boscimane dell’Africa equatoriale.

Marco Cappelli

«Musica che ha senso nei live»

«Di solito questa musica vive e ha senso nel live. – spiega Louis Siciliano – Per i progetti che nascono per l’album l’approccio è diverso. La terminologia è importante, qui non si parla d’improvvisazione. Perché l’improvvisazione è quando hai una struttura e ci improvvisi sotto. Come avviene nel jazz. Hai strutture armoniche che sono l’architettura del brano, e tu ci improvvisi sopra. La nostra composizione, invece, nasce nell’istante. Il livello di concentrazione è altissimo. Non abbiamo fatto come gli anni passati dove eri totalmente nel suono e ti estraniavi nel pubblico. Qui c’è sempre la porta aperta verso il pubblico, sia per energia che con il codice. Spesso e volentieri agiamo in questo dialogo costante. E il pubblico in questo momento è fondamentale, credo ci sia voglia di condivisione e di progetti con una verità».

Foto Drummerszone.com, Alfredo Buonanno per Centro Commerciale Campania, HF4/Video per gentile concessione di Esencial3io=