Laioung presenta l’album ‘Vox Populi’: «La cosa più difficile è essere se stessi»

Nel nuovo progetto ‘Vox Populi’, Laioung descrive attraverso se stesso anche chi lo circonda con l’impegno di sostenere una “cultura del rispetto”.
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Si intitola ‘Vox Populi’ (Planet Records / RRR Records) il nuovo album di Laïoung, disponibile a partire da venerdì 10 settembre sulle piattaforme streaming e in download. Terzo progetto discografico dell’artista, il disco è frutto degli ultimi tre anni di lavoro in cui sono maturate le ventuno tracce con cui il rapper e producer letteralmente dà voce al popolo.

“Perché ‘Vox Populi’? – spiega lo stesso Laïoung – Sono quasi cinque, sei, anni che sono tornato in Italia, prima vivevo tra Canada e Stati Uniti. È da lì che provengono le mie influenze musicali. E dal 2015 sono cambiate tante cose e la mia evoluzione si sente in questo disco: da quando sono qui vedevo che la gente ha iniziato a immedesimarsi nei pezzi della mia vita che ho portato in musica”.

“Mi sono reso conto di parlare anche a nome di persone che non conoscevo”, continua Laïoung. “Spesso mi fermano per strada non per una foto ma per una canzone che ha li toccati e questo è ciò che mi scalda di più il cuore”.

Un album, dunque, in cui l’artista si racconta e racconta il popolo, il suo popolo, sempre con un’attenzione alla costruttività. “In ‘Vox Populi’  ci sono tanti messaggi positivi e motivazionali. Cerchiamo di arrivare al cuore delle persone con questo album”, spiega ancora il rapper. “Oggi stanno scomparendo il rispetto e la vergogna, e lo noto in generale anche nell’atteggiamento di tanti giovanissimi”.

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“È quello che avviene anche nella musica: possiamo farla in italiano quanto vogliamo ma dobbiamo rispettare il rap e gli afroamericani. Voglio partecipare a un cambiamento e io cerco di portare una cultura del vero e del rispetto, in un mondo che non distingue più il falso dal vero”, ci spiega l’artista che da sempre è anche produttore di se stesso.

“Sono alieno in Italia da questo punto di vista, ma se guardiamo alla scuola americana è comune fare anche il produttore. È come se fosse l’espansione della propria visione. Anzi, io parto da produttore fin da quando avevo 12 anni e dovevo cavarmela da solo. Ho imparato presto a fare di tutto, anche mixare e girare i miei video. Così riesco a fornire al meglio la mia visione”.

“Quando vieni dalla strada devi imparare a uscirne, io ho voluto cambiare la mia vita e l’ho cambiata per focalizzarmi sulla musica”, afferma Laïoung. “E posso dire che la musica mi ha salvato la vita: mi pace scrivere, produrre, rappare”.

Foto da Ufficio Stampa Planet Records