‘Mix & Match’, Carmine Del Grosso: «Sono un crocevia tra boomer e Generazione Z»

Parlare di videogiochi sottolineandone il lato più educativo è la missione di 'Mix & Match' e ce la racconta Carmine Del Grosso.
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Si intitola Mix & Match powered by Monster Energy, il nuovo originale interactive show con Carmine Del Grosso nei panni del padrone di casa. Il format partirà il 1° giugno e sarà on air – da giugno a novembre – alle 21:30 ogni martedì sul canale Twitch di MGX_X. Il tema principale saranno i videogiochi – anche perché lo scopo è fare compagnia agli utenti fino alla Milan Games Week & Cartoomics 2021 – con ospiti pronti a mettersi in gioco.

«Mix  & Match coniuga il mondo dei videogame con altre realtà. – ci dice Carmine Del Grosso – L’anello di congiunzione è il tema della puntata. Ad esempio, nella prima puntata il tema sarà quello del viaggio dal punto di vista dei videogiochi. Ne parleremo con varie personalità che ruotano intorno al viaggio».

«L’idea è intrattenere, utilizzando i videogiochi come leva principale. La mia conduzione sarà molto irriverente. Sarò un po’ un pesce fuor d’acqua. Cercherò non di intervistare le persone, ma di imparare qualcosa. Mi definisco una sorta di crocevia tra boomer e Generazione Z. Non sono né l’amico nerd né il papà. Sono lo zio che si appassiona a qualcosa del nipote e diventa ancora più bambino».

Il confronto – anche su temi di attualità – avviene passando dal bancone di un arcade bar a una postazione da gaming, dove i protagonisti potranno immergersi in sessioni di gioco. E sarà un confronto ad armi pari, perché Carmine – stand-up comedian e speaker radiofonico – non ha alcuna pretesa di dare lezioni.

Carmine Del Grosso

«Vengo da un paese in provincia di Benevento. Ho avuto la fortuna di nascere lì e i primi svaghi sono stati proprio i videogiochi. – ci racconta – Sono stato uno dei primi ad avere la PlayStation nel 1995. Costava come la Ferrari all’epoca e in Italia era vista come un ufo. Fino ai 18 anni ho vissuto una fase immersiva. Poi ho mollato. Ogni tanto la passione per i videogiochi è tornata, soprattutto con i miei amici in università. Ora che ho quasi 35 anni, ogni tanto faccio sessioni da 10 ore».

Insomma, per Carmine il troppo – come in ogni ambito – stroppia. Ma l’approccio blando ai videogiochi gli permette di vedere e commentare i lati più light, più educativi del mondo videoludico.

«Non sono un nerd – ribadisce – ma una persona che vuole scoprire quali sono le diverse prospettive e portare i videogiochi a un piano di fruibilità allargato».

Appassionato di Metal Gear Solid («Lo considero il mio primo amore» dice), Carmine Del Grosso sottolinea quanto infatti «i player professionisti» sviluppino «skill importanti, che ti aiutano a risolvere anche problemi quotidiani».

Mix & Match, un format variabile

Nato dalla creatività di Fandango Club Creators, con la collaborazione di Federico Nejrotti e Giulia Trincardi, Mix & Match sarà uno show divertente e stimolante. Il videogioco diventa così il pretesto per rompere il ghiaccio e mettere a proprio agio gli ospiti, per creare un confronto culturale.

Gli ospiti a puntata saranno tre «ma possono variare».

«La prima fase sarà sperimentale. – ci dice infatti Carmine – Il pubblico parteciperà. L’idea è mettere alla prova anche chi non è esperto di videogiochi».

«Avremo sei date di avvicinamento, poi ci sarà un break estivo, e poi ricominciamo fino ad arrivare alla Milan Games Week. Speriamo di farla live. La gente ha voglia di assembrarsi, di avere contatto umano».

Carmine Del Grosso, comicità e podcast

Da stand-up comedian, Carmine ci dice subito – del resto – di aver sentito molto la mancanza del pubblico durante la pandemia.

«I comici si sono dati molto da fare, è stato un periodo pessimo per la creatività. Sul palco io racconto ciò che vivo e vivere in un perimetro è difficile. – commenta – Mi sono dedicato ad altre cose. Ai podcast prima di tutto. Essenza è un podcast sulla meditazione ovviamente fake. Con Francesco Arienzo per Audible abbiamo invece letto la storia di una squadra di calcio inventata».

E gli show su Zoom? «Personalmente non li amo, l’ho fatto una volta ma non mi piace. – risponde Carmine – Mi son dedicato molto alla scrittura e alla tv. Collaboro a CCN con Michela Giraud, sono stato inviato a Quelli che il calcio e ho curato lo special su Netflix del Divin Codino. Sono felice perché ho incanalato la creatività in ciò che si poteva fare durante la pandemia».

Il politicamente corretto e i casi di Michela Giraud e Aurora Leone

Ma come vive un comico la nuova e rinnovata spinta verso il politicamente corretto?

«Un comico secondo me ha una funzione sociale vera, quella di dissacrare e andare pure un po’ più in là. Per fare qualcosa di nuovo devi correre dei rischi. Se ci pensi, quelli che hanno fatto grandi imprese sono stati tutti un po’ pazzi. I comici per funzione sociale devono avere la facoltà di andare un po’ più in là. Anche per creare una controparte. Se inscatoliamo tutto nel politicamente corretto non riusciremo mai a sviluppare un senso critico. Oggi è complicatissimo, dobbiamo capire bene i limiti. Altrimenti non potremo più dire niente e creeremo una società che non sviluppa senso critico. Non è solo la morte della comicità, ma la morte dell’intelligenza».

«Guarda il caso dei The Jackal e di Aurora Leone. Siamo alla follia. Non c’è un minimo di equilibrio. Esistono le persone a prescindere dal sesso. Lì non siamo nel politicamente scorretto, ma non totale errore. – conclude Carmine – Dall’altra parte, però, c’è Michela Giraud costretta a cancellare un tweet. Credo che accusarla sia stato pretestuoso per alzare la voce inutilmente. Alcune persone vogliono alzare le voce per essere protagoniste. Non bisogna dare modo a queste persone di essere protagoniste».