‘Ritoccàti 2′, Gianmarco Rottaro: «Avevo un po’ paura, ma il set è come una grande famiglia»

Gianmarco Rottaro ci racconta la sua prima esperienza su un set televisivo, nello specifico quello della seconda stagione di 'Ritoccàti'.
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Sul set di Ritoccàti 2, la comedy dedicata alla chirurgia estetica prodotta da Mr Moody, c’è anche Gianmarco Rottaro. Alla sua prima esperienza sul set, Gianmarco ci racconta come ha vissuto questa esperienza indubbiamente divertente, considerando anche il personaggio che si è trovato ad interpretare.

«Devo dire che è stato stupendo. – ci dice – Essendo la prima esperienza, avevo un po’ paura. Ci sono attori di grande livello e avevo paura di non essere all’altezza. Sul set invece sono stato accolto da una vera famiglia. Conoscevo già Giancarlo (Commare, ndr) e Fede (Federico Cesari, ndr), ma ho capito che sono ragazzi come me. Hanno studiato tantissimo e sono molto bravi».

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Gianmarco veste i panni di un trapper (ricordiamo che la serie è comedy), costretto dal proprio manager a un cambiamento estetico.

«La serie è improntata sull’ironia. Vesto i panni di questo pseudo-cantante che deve far qualcosa per farsi ricordare dal pubblico, mi sono divertito».

«Sono stato due giorni sul set. – dice Gianmarco – Mi svegliavo alle 6 del mattino, ero cottissimo, la sera non facevo mai tanto tardi. Mi hanno tutti tranquillizzato. Avrei voluto più critiche, perché mi piace imparare dagli sbagli, ma è stato tutto molto veloce e bello. Pieno di emozioni».

Gianmarco Rottaro, tv ma soprattutto musica: «Scrivere mi libera»

«Il mondo della tv è diverso dal social» ci spiega subito Gianmarco. Eppure da questa esperienza, per quanto breve, ci dice di aver imparato tantissimo. «Non voglio abbandonare questa strada» precisa infatti. Ma il primo amore dell’influencer resta la musica, vera medicina soprattutto in questi mesi di pandemia.

«Sto studiando da solo, mi sto conoscendo e mi sto scoprendo. Fin da quando sono piccolo ho avuto con la musica un rapporto di salvezza. Scrivere mi libera da qualsiasi momento di tristezza. La pandemia mi sta aiutando a ritrovarmi e a parlare con me stesso. Continuo ad amarmi sempre di più. Appena mi sentirò pronto e all’altezza spero di poterla raccontare cosa sto imparando».

Il suo genere preferito è in assoluto il pop punk. Ma – sottolinea – «non sono mai stato legato a qualcosa in particolare, la musica mi piace molto perché è varia».

I Q4 e la popolarità sui social

A proposito dei Q4, Gianmarco sottolinea quanto li senta come «fratelli, perché sono due anni che siamo insieme. C’è un’amicizia alla base di tutto e tutto il resto è venuto in modo naturale».

E come gestisce i suoi numerosissimi follower?

«Sono stato fan anche io da piccolo. Sapevo quello che volevo dai miei idoli. Capisco quindi cosa si aspettano da me i miei follower. Ma non sono qui per dovere, ho iniziato per divertimento. Non mi sarei mai aspettato tutto questo. Qualche sbaglio c’è stato all’inizio, ma non mi rendevo conto di quanto potesse influire un mio pensiero. Sui social è tutto amplificato, c’è una battaglia per qualsiasi cosa. E poi c’è questa concezione dell’influencer che non può fare tutto. Ma dietro ogni cosa c’è sempre tanto studio e tanto impegno».