Vincenzo Cairo: «’Dimmi’ è malinconica felicità»

Vincenzo Cairo ci racconta la sua passione per la musica e ci rivela che presto ascolteremo cose nuove. La nostra intervista.
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Dopo Come lo Spieghi, Vincenzo Cairo è tornato con nuova musica. Dimmi è arrivata in radio il 12 febbraio e – se Come lo Spieghi era intrisa di speranza – in Dimmi c’è più una sorta di melanconica nostalgia, non necessariamente negativa.

«Questa canzone parla della fine di una relazione, ma non ti fa entrare in un mondo troppo triste. – ci racconta Vincenzo – Ti descrive benissimo la situazione, ma nello stesso tempo non ingrigisce. Ha un’aria malinconica e per questo, secondo me, è una malinconica felicità».

Dimmi è di fatto un pezzo che nasce da un sentimento vero. In sole due notti di scrittura. L’intento iniziale era proprio quello di esprimere sotto forma di versi e melodia, tutto ciò che girava nella testa di Vincenzo in quelle notti in cui, travolto da miliardi di pensieri non riusciva a dormire.

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«La prima bozza è nata in due notti. Ero uscito con dei miei amici, non riuscivo a dormire e mi sono messo a scrivere. Era una cosa fresca all’epoca, era diretta. – racconta Vincenzo Cairo – Dimmi poi è rimasta lì nelle note del cellulare e ho scritto altro. Più per me che per far uscire le canzoni. Verso ottobre l’ho portata in studio da Manuel Finotti e abbiamo aggiustato alcune parole e la melodia».

Vincenzo promette, non a caso, che presto ascolteremo musica nuova. Ma sulle intenzioni iniziale non lascia adito a dubbi.

«Come lo Spieghi nasce come progetto in sé. Ha avuto una certa risonanza e ho deciso di continuare. Così è nata Dimmi. Le due canzoni sono molto legate. Parlano dello stesso tema, ma da una parte c’è la speranza e la parte bella di una relazione, dall’altra la fine. L’amore è fatto di cose belle e cose brutte e credo che i due brani si completino».

E su TikTok? «TikTok è un ottimo mezzo per far conoscere un lato di sé. Da chi è bravo a ballare alla musica, TikTok ti mette davanti a un sacco di persone. Non credo sia un punto di arrivo, ma un palcoscenico per far vedere cosa sai fare. Nel mio caso è importante come mezzo per veicolare e comunicare alle persone che mi seguono cosa faccio».