Voodoo Kid: «La morte di un amore è l’inizio di una rinascita»

Esce venerdì 20 novembre 'amor, requiem', il primo album ufficiale di Voodoo Kid. Qui ci racconta il suo debutto.
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Si intitola amor, requiem il primo album ufficiale di Voodoo Kid, fuori il 20 novembre 2020 in streaming e nei digital stores per Carosello Records. Il disco, anticipato dai singoli domino e non è per te, vede la collaborazione di alcuni tra i più talentuosi e ricercati producer italiani, da Renzo Stone (Ghali, Mike Lennon) ai 2nd Roof (Salmo, Marracash…), passando per i Mamakass (Coma Cose), Dario Bass (metà di LNDFK) e Emanuele Triglia.

«L’ordine della tracklist non è casuale. – ci racconta Voodoo Kid – Il titolo dell’album originariamente era solo requiem, ma a scanso di equivoci ho aggiunto la parola amor, perché requiem per me non è la morte dell’amore, ma la parte prima della rinascita».

Sono otto le tracce in cui Voodoo Kid racconta l’evoluzione di una storia d’amore, tracciandone tutte le fasi, dalla nascita alla sua lenta fine.

«La tracklist è in ordine – ci dice la cantautrice – sia per ciò che significano i pezzi sia per l’ordine dell’evoluzione delle cose in amore. Il pezzo più vecchio è proprio requiem. Avevo in mente da un po’ di fare un album con questo tema. Il più fresco è invece non è per te. All’inizio si chiamava scarface, ma poi mi sono concentrata più sul topic del confronto tra le generazioni. È il senso del pezzo».

Ma c’è ogni sfumatura in amor, requiem. Persino i lati più malsani di una relazione, trattati ad esempio nella traccia foxbury ave. interlude, in cui «una delle due parti rappresenta lo stalking e l’altra è la persona che viene stalkerata».

«Ho lasciato molto all’interpretazione, per me la musica è questo. Parlo della mia storia, ma chi ascolta può contestualizzare e rendere questa storia personale. requiem è un pezzo quasi onirico, una poesia. Rappresenta ciò che sono riuscita a raggiungere alla fine di un percorso. Sono arrivata alla fine di una relazione e, guardandomi indietro, non ero pentita. Sono contenta di ciò che c’è stato».