Palmitessa: «Ci metto la faccia, nel bene e nel male»

Esce il 17 novembre l'album di debutto di Palmitessa, 'No Feat'. Un progetto senza collaborazioni e dall'anima urban e nuda.
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Si intitola No Feat l’album d’esordio di Palmitessa, fuori dal 17 novembre su etichetta One Fingerz/Polydor/Universal Music. Dopo i singoli Cool, A Tempo e Antidoto, Valeria Palmitessa presenta dunque il suo progetto di debutto: otto brani in cui troneggiano ironia e giochi di parole, oltre a produzioni differenti che regalano alle tracce varie sfumature. In prima linea c’è sempre lei, Palmitessa, e da qui anche la scelta di non collaborare con altri artisti.

«No Feat è un punto di arrivo, ma soprattutto di partenza. – ci dice Palmitessa – Mi sento piena di emozioni contrastanti. Ho un po’ di ansia perché ci metto la faccia. Mi sono raccontata a 360 gradi, parlo di amori andati male o bene. Sono me stessa».

L’album nasce in realtà un anno fa, dopo la nascita delle prime tracce (600k e A Tempo), «poi ci ho rimesso le mani» racconta l’artista, elencando la varietà di produttori che hanno contribuito al progetto, da Yves the Male a Simone Privitera e Danti (che ha prodotto Cool).

«All’inizio raccontarmi è stato strano. Ero abituata a farlo quando ero più piccola. All’epoca però avevo altro a cui pensare. Quando sono diventata autrice, ho messo da parte quel lato artistico di me e, quando l’ho ripreso, ho capito che metterci la faccia ha anche lati negativi. Fare l’artista è divertente, ma ci sono molte rotture che non immagini. Hai più responsabilità».

Oltre ai singoli già rilasciati, in No Feat troviamo 600k – un brano dove Palmitessa gioca sul concetto del tempo è denaro – e poi ancora Ballo da Sola, Bloody Mary, Fottuta Droga e infine Hai Low View, un brano che si basa sul gioco di parole tra I Love You e Hai Low View, per ironizzare sull’importanza dei numeri e delle view.

«Non penso molto quando scrivo, è un flusso di coscienza che lascio andare. Non ho problemi a parlare di me».

«In questo album ci sono due lati diversi di me, che fanno parte della stessa persona. – ci racconta ancora Palmitessa – C’è un po’ di provocazione in No Feat, dalla copertina al titolo. Ho iniziato da sola e volevo concludere questo album da sola».

«Il rap mi piace, ma ascolto di tutto. Ho diversi background. Mi piacerebbe non incasellarmi, se vogliamo definire il mio genere musicale direi urban, che ormai può voler dire qualsiasi cosa».