‘La festa’ di Brando Madonia: «Quel bisogno forzato di apparire»

Inizio estate pieno di novità per Brando Madonia, in radio con ‘La festa’ e sul palco in apertura ai concerti romani di Max Gazzè. La nostra intervista.
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Catanese figlio d’arte, Brando Madonia è cresciuto a pane e musica e, dopo l’esperienza in una band, torna da solista con il singolo La festa. Il brano, a dispetto di quanto il titolo potrebbe suggerire è tutt’altro che il racconto di un momento felice: c’è evasione, certo, ma che diventa motivo di alienazione e isolamento.

La traccia è in radio e digitale a partire da venerdì 3 luglio e arriva dopo il precedente singolo di debutto I pesci non invecchiano mai. L’etichetta del giovane artista è la prestigiosa Narciso Records fondata da Carmen Consoli ed è sempre la Sicilia a fare da sfondo al videoclip de La festa. Ma non c’è solo Catania nei piani di Brando Madonia.

Nelle serate del 2, 3 e 5 luglio, infatti, il cantautore è stato scelto per aprire i concerti romani di Max Gazzè alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Un importante appuntamento per la ripresa di un intero settore; ne abbiamo parlato direttamente con Madonia.

La festa è il titolo del nuovo singolo, dal 3 luglio: un titolo all’apparenza leggero per un brano che va più in profondità. È così?

Sì, esatto. Il brano vuole raccontare quel bisogno forzato di apparire, di fare determinate cose anche se non ne abbiamo voglia e non ci appartengono. Quasi un obbligo sociale dal quale non riusciamo a liberarci. Ma siamo tutti liberi di scegliere.

Il tema dell’alienazione e dell’isolamento, dagli altri ma anche da noi stessi, suona quanto mai attuale. Pensi che l’emergenza degli ultimi mesi possa aver acuito questo sentimento?

Purtroppo il periodo appena trascorso è stato molto buio e sicuramente ha colpito emotivamente tanta gente. Sono solo pochi fortunati che sono riusciti a prendere solo cose positive.

E in che modo il videoclip affronta e approfondisce il testo del brano?

Con il video clip abbiamo voluto dare anche un lato ironico alla situazione. Perché mi piace comunque sempre dare un lato positivo e non lasciare mai tutto nero.

Dal punto di vista musicale e produttivo, invece, come è stata lavorata la traccia?

Con la Narciso Records mi sono trovato benissimo. Abbiamo lavorato senza fretta come si faceva una volta, ricercato i suoni e la produzione giusta. Sono soddisfattissimo del risultato.

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Il 2, 3 e 4 luglio sali sul palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ad aprire i concerti di Max Gazzè: come ci si sente a tornare live dopo una stagione così difficile?

Notizia stupenda. E sono doppiamente felice perché non solo torno a suonare live ma in più lo faccio aprendo i concerti di Max Gazzè. Sono onorato, emozionato e non vedo l’ora di salire su quel palco.

Siamo all’inizio di un’estate inedita, soprattutto per il comparto musicale: che tipo di impegno pensi sia necessario per far ripartire realmente questo settore?

Penso semplicemente che tutti debbano essere trattati allo stesso modo. E quindi tutte le persone che lavorano nel mondo della musica e nell’arte in generale non devono restare indietro.

Tornado a La festa, il singolo anticipa il secondo disco solista: che tipo di direzione artistica hai in mente o stai già percorrendo? Il lockdown ha inciso creativamente sul progetto?

Questo per me è il primo progetto solista. Il lavoro è stato già fatto prima del lockdown e rappresenta il mio mondo musicale e mi rispecchia.

E dopo i live di inizio luglio, che estate ti aspetta?

Spero un’estate diversa ma con tanta voglia di ripartire, da parte di tutti.

Foto da Ufficio Stampa Red & Blue Music Relations