Colapesce e Dimartino, ‘I Mortali’: «Il nostro disco d’autore pop»

I cantautori Colapesce e Dimartino pubblicano ‘I Mortali’, dieci tracce in cui giovinezza e mortalità umane si incontrano in terra di Sicilia. La nostra intervista.
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Nato a quattro mani e due penne, I Mortali è il nuovo album dei cantautori Colapesce e Dimartino, progetto completato a inizio febbraio che possiamo ascoltare a partire dal 5 giugno. Date, queste, che solo il caso ha fatto quasi coincidere con il blocco e la ripresa della vita per il nostro Paese ma che con la trama del disco non hanno nulla a che vedere. Perché I Mortali è tutt’altro che un album della staticità, dell’immobilità, della chiusura.

Il progetto, con le sue dieci tracce, è infatti una celebrazione della vita umana mortale, nel momento esatto in cui quell’esistenza la si percepisce come immortale, svelando così bellezze e fragilità. L’adolescenza è l’età della scoperta, del movimento, della crescita, dello stupore; è la stagione dell’immortalità percepita e dell’attimo che fugge da vivere a mille.

Colapesce e Dimartino raccontano, attraverso la lente del ricordo ma anche con spunti che arrivano dalla letteratura e dal cantautorato, quell’età così dirompente e spesso dolente che è la giovinezza. A fare da sfondo, ma non certo solo paesaggistico, è la Sicilia, terra d’origine di entrambi gli artisti ed elemento fondante dell’immaginario narrativo de I Mortali.

Il lavoro del cantautore: scrittura e compromessi

Autori per Sony/ATV, Dimartino e Colapesce hanno condiviso il processo di scrittura quasi a mo’ di dialogo. “Quando scrivi per altri è quasi lavoro di sartoria – ci spiega Lorenzo Urciullo (vero nome di Colapesce) – e usi i vocaboli in base anche all’interprete che poi canterà quel brano. In questo caso abbiamo avuto la possibilità di scrivere in maniera diversa, con un vocabolario che ci appartiene di più.”

“Rispetto, invece, ai nostri rispettivi lavori solisti viene forse meno la parte più autobiografica, viene meno l’io… – continua l’artista – Per questo spesso cerchiamo di trovare un pretesto esterno per parlare di quell’argomento. È il caso del brano Rosa e Olindo per un tema come l’amore, oppure peschiamo dall’adolescenza. Ci sono, insomma, dei trick narrativi che sono diversi: c’è più pancia qui e non di rado le canzoni diventano una sorta di dialogo a due. Spesso i protagonisti sono due personaggi che si confrontano, come ne Le cicale.”

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Puntualizza, poi, a questo proposito Antonio Dimartino: “Abbiamo sperimentato anche sul linguaggio, usando parole che magari io non avrei usato in canzoni mie. Abbiamo pensato di scrivere quasi per una terza entità che non esisteva ma stava facendo un disco.”

È vero che l’io è venuto meno ma è quasi impossibile farlo sparire del tutto: qualcosa, istintivamente, viene fuori all’improvviso (Dimartino)

Dalla loro terra di Sicilia, i due artisti giocano anche con il loro ruolo di cantautori, snocciolando appositamente cliché e frasi fatte ne Il prossimo semestre. Il brano che apre la tracklist quasi a fare da dichiarazione d’identità, è una sorta di versione aggiornata de Il merlo di Piero Ciampi e apre alla riflessione sul ruolo del cantautore oggi.

“Non ho mai avuto paura di cadere nei compromessi – dice Dimartino – piuttosto, all’inizio poteva esserci la paura di non capire certe cose del business musicale ma ultimamente non c’è più. Sia io sia Lorenzo abbiamo seguito strade autonome, non voglio dire indipendenti, ma siamo due lavoratori autonomi nel senso che non dobbiamo conferme a nessun altro che a noi stessi. E per fortuna abbiamo un pubblico che segue quello che facciamo e viene ai concerti.”

“Forse il rischio del compromesso viene fuori più nel lavoro d’autore, inteso come operaio della musica, ma non a livello commerciale per quanto mi riguarda non c’è mai stato”, chiosa Colapesce.

Spazio e tempo: la Sicilia e l’adolescenza

“Quando si scrive non si può prescindere dal posto da dove si proviene e nel caso della Sicilia può essere quasi un cappello ingombrante, con le sue storie, leggende e dominazioni che si avvicendano”, spiega Dimartino a proposito della “sicilianità” de I Mortali.

Insieme abbiamo cercato di trovare un linguaggio con riferimenti indiretti alla Sicilia, che non facesse diventare l’isola una macchietta (Colapesce)

E in questo innesto geografico si inserisce il tempo, quello della giovinezza e della sua vivacità come motivo che ispira l’album. “Il tema dell’adolescenza è una delle colonne del disco, intesa come apice della mortalità quando ti senti immortale per antonomasia. – racconta Lorenzo – È un periodo storico in cui tanti mondi raccontano quella fase, forse perché è quella più energica, rappresenta il momento che racchiude tante sfumature ed esaspera tante cose.

“Spesso nell’adolescenza è come se fosse già accaduto tutto, 5 anni valgono come 50 – continua Dimartino –  Vivi talmente a fondo le cose che è come se avessi una vita da raccontare. È per questo anche gli adolescenti hanno vissuto lockdown come se avessero perso di continuo gli appuntamenti della vita.”

La produzione e il live movie

Sono tanti i nomi che hanno lavorato alla produzione delle diverse tracce dell’album, cosa che ha richiesto a un certo punto quasi un colpo di mano da parte dei due cantautori. “Volevamo fare un disco che suonasse attuale e contemporaneo ma con una parte cantautorale. – dice Antonio – Chiamiamolo disco d’autore pop. Ci sono vari riferimenti oltre a quello di Ciampi con la sua metacanzone, e ci sono ascolti personali che, spesso a livello inconscio,  confluiscono nella scrittura.”

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Il risultato di questo viaggio è diventato un album ma anche un itinerario on the road con I Mortali Live Movie, evento unisce la performance dal vivo al racconto, in streaming dalle 21.30 del 4 giugno. “Per ovviare all’assenza promozionale ci hanno chiesto un contenuto che inizialmente doveva essere un live in teatro – spiegano Colapese e Dimartino – Ci siamo inventati questo format.

Siamo in giro per l’isola, parliamo di cose anche assurde in maniera ironica e su questo dialogo innestiamo le tracce del nostro disco suonate dal vivo.” Solo un piccolo assaggio di quello che potrà essere uno show in futuro, magari a teatro, là dove le prove si sono interrotte lo scorso febbraio.

Foto da Ufficio Stampa MN COMM