Matteo Macchioni e lo spettacolo dal vivo: «Riflettere per progettare la ripartenza»

A dieci anni dal debutto nell’opera, Matteo Macchioni condivide alcune riflessioni su come poter far ripartire in sicurezza lo spettacolo dal vivo. La nostra intervista.
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Nelle ultime settimane, in pieno lockdown, sono state parecchie le voci che si sono sollevate per portare all’attenzione dei più la situazione dei lavoratori dello spettacolo. Una categoria formata da migliaia di persone che operano a luci spente per far sì che ogni show – concerto, programma, pièce teatrale – possa andare in scena. E tra gli artisti che sono schierati pubblicamente c’è Matteo Macchioni, tenore italiano che ha lanciato un appello social alle istituzioni.

Conosciuto dal grande pubblico per aver portato la musica classica nella scuola di Amici, il giovane artista ha infatti firmato una lettera aperta rivolta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro Dario Franceschini, ai quali ha chiesto risposte precise per tutelare il settore musicale e culturale.

“Ho cercato di portare alcune idee e alcune riflessioni in merito alla ripartenza dello spettacolo dal vivo – ci ha spiegato Macchioni – Credo che portare consigli possa essere qualcosa di positivo per chi poi deve prendere decisioni e ha l’onere di guidarci, decidere le tappe.”

“La situazione si sta evolvendo, è iniziata la fase 2 e comincio a leggere sui giornali riflessioni che contemplano la ripartenza anche dello spettacolo dal vivo. – ha quindi continuato Matteo nella nostra intervista – E questo mi fa ben sperare per quanto riguarda le modalità e i tempi; l’importante è essere prudenti e farlo in sicurezza ma il fatto di parlarne mi fa essere positivo.”

Nelle riflessioni che ho scritto, ho parlato dell’ottica temporale dell’autunno e di un momento in cui serve riflettere per progettare bene la ripartenza. Spero che questo stia succedendo.

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Uno dei passaggi più interessanti della lettera di Matteo Macchioni riguarda un concerto che ha visto sul palco proprio il nostro tenore. “In una parte della lettera ho cercato di portare un’esperienza personale diretta – ci ha spiegato – A marzo ero impegnato in una produzione abbastanza importante in Danimarca e in una fase iniziale dell’emergenza, prima del lockdown, in una delle repliche il pubblico è stato contingentato. In teatro sono entrate 1.000 persone rispetto alle circa 1.700 del sold out.”

Al di là dei numeri, credo che misure di contingentamento del pubblico siano qualcosa di intelligente in una fase di ripartenza graduale.

E sono davvero tanti i temi toccati da Macchioni, che non ha dimenticato i lavoratori a contratto e le tipologie di compensi per le varie figure coinvolte. Dicono che siamo un Paese di cantanti ma forse il calcio vale più dell’arte, abbiamo provocato noi il tenore? “Credo che l’Italia sia un Paese meraviglioso – ci ha risposto – con tantissimi colori e ambiti diversi, tutti meritano rispetto dallo sport alla cultura.”

Dieci anni di carriera per Matteo Macchioni: da Amici ai prossimi impegni

E Matteo ha ricordato anche la partecipazione ad Amici esattamente dieci anni fa, a cui seguì l’esordio nell’opera: “È un’esperienza che porto nel cuore con tanti bei ricordi e tanta gioia. È stata una bella opportunità in un momento in cui non ero ancora un cantante ma solo un giovane studente con la passione per il canto. Poco dopo ho debuttato ne L’elisir d’amore a Salerno e ho continuato a studiare, facendo tanta gavetta. A giugno sono dieci anni: speriamo che in quel momento ci troveremo già in una fase più avanzata della ripartenza per poter festeggiare al cento per cento.”

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Fra poco in concerto a Mosca…

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Ad Amici non avevo steccati culturali, ho potuto spaziare e divertirmi nell’esplorare un mondo particolare come quello della tv.

E da questa emergenza, Macchioni si augura che tutti “torniamo a camminare, a correre, facendo tesoro di questa esperienza e pensando all’ambiente. Abbiamo capito che siamo fragili e dobbiamo avere amore per la nostra terra che è la nostra madre. Spero che ci sia sempre di più un futuro bilanciato e sostenibile, in cui la risorsa ambientale sia valorizzata e protetta e dove noi saremo più preparati e consapevoli, pronti ad affrontare le emergenze.”

Tuteliamo noi stessi e l’ambiente che ci circonda.

Ora si guarda al futuro: “Se tutto andrà bene in autunno sarò in Inghilterra, per diversi progetti e concerti importanti, e anche in Italia. Vedremo cosa succede. Il palco del cuore? Quello del Teatro alla Scala che mi ha dato grandi emozioni ma anche quello del debutto a Salerno ha un posto speciale.”

Foto da Ufficio Stampa Parole & Dintorni