Diecimila scrittori pubblicano un libro vuoto contro l’intelligenza artificiale

Migliaia di scrittori da tutto il mondo hanno deciso di protestare contro l’intelligenza artificiale con un gesto tanto semplice quanto simbolico: pubblicare un libro completamente vuoto. L’iniziativa, presentata durante la London Book Fair, riunisce circa 10.000 autori che hanno firmato una pubblicazione dal titolo Don’t Steal This Book (“Non rubare questo libro”), un volume senza testo che contiene soltanto l’elenco dei nomi dei partecipanti.

L’obiettivo è attirare l’attenzione sul crescente utilizzo delle opere letterarie da parte delle aziende di intelligenza artificiale per addestrare i propri modelli, spesso senza chiedere autorizzazione agli autori né riconoscere compensi.

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Il libro, volutamente privo di contenuti narrativi, vuole rappresentare ciò che potrebbe accadere al futuro della scrittura se il lavoro degli autori continuasse a essere sfruttato senza tutele. Al posto dei capitoli e delle storie compaiono soltanto i nomi dei firmatari: una sorta di manifesto collettivo che denuncia il rischio di un sistema editoriale svuotato della creatività umana.

Tra i partecipanti figurano anche scrittori di fama internazionale, che hanno deciso di sostenere la protesta per difendere il principio secondo cui le opere letterarie non possono essere utilizzate liberamente dalle aziende tecnologiche per l’addestramento dei modelli generativi.

Il nodo delle AI e dei diritti d’autore

Il gesto arriva in un momento particolarmente delicato per il dibattito sul copyright nell’era dell’intelligenza artificiale. Molti sistemi generativi vengono addestrati su enormi quantità di dati, inclusi libri, articoli e testi presenti online, spesso senza un accordo diretto con gli autori o gli editori.

Secondo i promotori della protesta, questa pratica rischia di compromettere il futuro economico della scrittura e della produzione culturale. Il timore è che le opere degli autori diventino materia prima gratuita per tecnologie capaci poi di generare contenuti simili, riducendo il valore del lavoro creativo.

Una protesta simbolica ma globale

Il libro vuoto rappresenta quindi una forma di protesta creativa contro quella che molti scrittori considerano una zona grigia del diritto d’autore. Pubblicarlo significa lanciare un messaggio chiaro: se non si riconosce e tutela la creatività umana, il rischio è quello di un panorama culturale fatto di contenuti generati automaticamente ma privo delle voci originali degli autori.

Con questa iniziativa gli scrittori chiedono regole più chiare sull’uso delle opere protette da copyright nell’addestramento delle AI, aprendo uno dei dibattiti più importanti per il futuro dell’editoria, della cultura e della creatività nel mondo digitale.