Dal 9 giugno 2026 i Musei Capitolini – Villa Caffarelli dedicano una grande retrospettiva a Diego Rivera, cuore pulsante della modernità artistica messicana. La mostra Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo, aperta al pubblico fino al 13 dicembre 2026 a Roma, riunisce oltre 140 opere per raccontare la nascita di un linguaggio visivo capace di intrecciare tradizione, avanguardia e impegno sociale.
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Trenta lavori firmati da Rivera dialogano con dipinti, disegni e fotografie di protagonisti come Frida Kahlo, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, Saturnino Herrán e molti altri, in un percorso che restituisce la ricchezza di una stagione in cui l’arte diventa strumento di costruzione identitaria per il Messico indipendente.
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Il percorso ripercorre le radici dell’arte moderna messicana a partire dal 1821, anno dell’indipendenza, quando si afferma l’esigenza di un’identità culturale capace di rappresentare un Paese nuovo e plurale. Nella prima metà del Novecento, l’arte guarda al retaggio precolombiano, alle culture popolari e alle istanze sociali del periodo post-rivoluzionario, trovando nel movimento muralista uno dei capitoli più influenti: promosso da José Vasconcelos nel 1921 e consolidato da Orozco, Siqueiros e Rivera, il muralismo democratizza l’arte e costruisce una narrazione epica della storia nazionale.

