Al Prologis Park di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, la street artist Ale Senso firma Antropìa, una grande installazione di arte urbana che avvolge un serbatoio antincendio e un prefabbricato tecnico, trasformando il polo logistico in un paesaggio narrativo dedicato all’umanità.
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L’opera si sviluppa su 630 metri quadrati di superficie industriale e racconta, attraverso immagini e simboli, la capacità dell’uomo di costruire bellezza e, al tempo stesso, di incrinare ciò che ha creato. Sul cilindro del serbatoio scorrono dieci storie della tradizione orale provenienti da tutti i continenti, chiuse da un’undicesima voce moderna: La Statistica di Trilussa in romanesco.
Un percorso tra miti, antenati e migrazioni
Una crepa dipinta attraversa il serbatoio dall’alto al basso, interrompendo il fregio geometrico che unisce le storie: è la figura dell’“antropìa”, la contraddizione interna all’essere umano. Accanto, il prefabbricato diventa l’Ara degli antenati, con figure danzanti ispirate a graffiti rupestri, divinità egizie e Tiki polinesiani, a evocare il legame originario tra uomo e natura.
Le tubazioni dell’impianto si trasformano in traiettorie di piante e radici, metafora delle migrazioni che hanno portato la specie umana dall’Africa al resto del pianeta e delle connessioni che oggi uniscono i poli logistici del mondo.
Visitare Antropìa
Antropìa è visitabile gratuitamente presso il Prologis Park di Castelnuovo di Porto (SDA3 – terzo polo di smistamento SDA), durante gli orari di apertura del centro. Un’occasione per scoprire come arte urbana e logistica possano dialogare, dando nuova vita a un’infrastruttura quotidiana.

