Il Festival delle Orestiadi 2026 celebra Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea con un’edizione speciale tra teatro, arti visive, musica e performance site specific.
Il Festival delle Orestiadi 2026 torna a Gibellina con la sua 45ª edizione, un’edizione speciale intitolata Atti di resistenza contemporanea che entra nel programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. Dal 3 luglio al 2 agosto 2026, con un’anteprima il 26 e 27 giugno 2026, il festival riunisce alcuni tra i protagonisti più significativi della scena culturale italiana tra teatro, arti visive, musica e performance site specific.
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Sotto la direzione artistica di Alfio Scuderi, il Baglio di Stefano, il Museo delle Trame Mediterranee e il Cretto di Burri diventano il palcoscenico di spettacoli, installazioni e percorsi espositivi che raccontano la scelta di Gibellina di affidare all’arte contemporanea la propria rinascita dopo il terremoto del 1968.
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Emilio Isgrò e le origini del Festival
L’edizione 2026 si apre con un’anteprima straordinaria dedicata a Emilio Isgrò, figura centrale nella storia del festival. Venerdì 26 e sabato 27 giugno il Cretto di Burri ospita una nuova versione de L’Orestea di Gibellina, l’opera che nel 1982 diede origine alle Orestiadi segnando l’incontro tra teatro e arte contemporanea. Il progetto, curato da Isgrò con la collaborazione di Alfio Scuderi, vede in scena, tra gli altri, Donatella Finocchiaro, Vincenzo Pirrotta, Giovanni Caccamo, Angelo Sicurella e Pietrangelo Buttafuoco.
Nel solco di questa memoria, il festival prosegue come spazio di sperimentazione, confronto e ricerca, confermando il dialogo costante tra teatro, arti visive, architettura e pensiero contemporaneo che fin dalle origini ha definito l’identità culturale della città.

Omaggio a Dario Fo, Arnaldo Pomodoro e Roberto Andò
Il programma degli spettacoli al Baglio di Stefano si inaugura venerdì 3 luglio con l’Omaggio a Dario Fo e il suo Francesco lu Santo Jullare. Sabato 4 luglio è la volta di una produzione inedita costruita sui monologhi scritti da Fo con Franca Rame, mentre domenica 5 luglio è previsto un laboratorio narrativo sull’arte dell’affabulazione a cura di Marco Baliani.
Un articolato Autoritratto curato da Vincenzo Trione rende omaggio a Roberto Andò, con il momento centrale sabato 11 luglio: l’installazione Qui la vita non è altrove, ideata da Andò insieme a Mimmo Paladino e con la voce di Toni Servillo. Il percorso si completa con la lettura di Diario senza date interpretata da Moni Ovadia con Marco Betta e Gianni Gebbia, e con un progetto site specific al Museo delle Trame Mediterranee con testi originali di Eduardo Cicelyn.
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Sabato 18 luglio il festival dedica una performance inedita ad Arnaldo Pomodoro, a partire dalle scene da lui realizzate per la storica Orestea. Isabella Ragonese guida il pubblico tra le parole del Pilade di Pier Paolo Pasolini, in dialogo con le coreografie di Federica Aloisio e Federica Marullo, intrecciando teatro, corpo e opera d’arte.

Tra memoria civile, partecipazione e grandi ritorni
Domenica 19 luglio il festival rende omaggio a Paolo Borsellino con la prima nazionale di Felicissima, dedicata a Felicia Impastato, interpretata da Federica D’Amore e diretta da Claudio Zappalà. Sabato 25 luglio Claudia Puglisi presenta la restituzione scenica del laboratorio con i minori stranieri non accompagnati, esito di un progetto sviluppato a Campobello di Mazara e Mazara del Vallo che conferma l’attenzione delle Orestiadi ai temi della partecipazione e dell’inclusione sociale.
Tra i ritorni più attesi dell’edizione figurano Antonio Rezza, che venerdì 24 luglio porta in scena il nuovo spettacolo Metadietro, e Marco Paolini, protagonista sabato 25 luglio con Antenati, una riflessione sull’evoluzione della nostra specie. Domenica 26 luglio chiude il programma al Baglio di Stefano Il Cimbelino, opera per musica e pupi da Shakespeare di Giacomo Cuticchio.

Come da tradizione, il Festival si conclude al tramonto nel Cretto di Burri. Venerdì 31 luglio arrivano Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura con il loro dialogo musicale tra tromba, bandoneon e improvvisazione. Sabato 1° agosto Marco Baliani presenta Kohlhaas, mentre domenica 2 agosto Antonio Dimartino chiude la 45ª edizione con un concerto solista per chitarra e voce.
Con Atti di resistenza contemporanea, il Festival delle Orestiadi conferma il proprio ruolo centrale all’interno di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, riaffermando una visione culturale che fa della città uno dei luoghi più riconosciuti a livello internazionale per il dialogo tra teatro, arti visive e spazio pubblico.
Foto: Ufficio Stampa
