Il Museo Nazionale Romano celebra il Natale di Roma con rievocazioni storiche alle Terme di Diocleziano e un concerto corale a Palazzo Altemps, tra mito fondativo e creatività dei giovani.

Per il Natale di Roma il Museo Nazionale Romano, diretto da Federica Rinaldi, trasforma i propri spazi in un palcoscenico dove mito, storia e creatività contemporanea dialogano in modo diretto. Il 21 aprile 2026 le Terme di Diocleziano e Palazzo Altemps diventano il fulcro di un programma che unisce rievocazioni storiche e musica corale, con il contributo del Gruppo Storico Romano e del Liceo Cavour di Roma.

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L’iniziativa, pensata all’insegna dell’accessibilità e della partecipazione, mette al centro la rievocazione del gesto fondativo dell’Urbe e una delle sue festività più antiche, i Palilia, affiancandole a un momento musicale che coinvolge direttamente le giovani generazioni.

Rilievo con Romolo e Remo e la lupa conservato al Museo Nazionale Romano

Il Solco Primigenio e i Palilia alle Terme di Diocleziano

Alle Terme di Diocleziano il Gruppo Storico Romano propone due rievocazioni altamente simboliche: il Tracciato del Solco Primigenio, con due repliche alle ore 11.30 e 14.30, e i Palilia alle ore 15.30. Il Solco Primigenio richiama il gesto attribuito a Romolo che, con l’aratro, segna il confine sacro della città, il pomerium, sancendo idealmente la nascita di Roma.

I Palilia, o Parilia, rievocano invece una delle più antiche festività della religione romana, originariamente dedicata alla divinità Pale, protettrice di greggi e pastori, celebrata proprio il 21 aprile. Nel tempo questa festa pastorale si è intrecciata con il mito della fondazione, diventando parte integrante delle celebrazioni del Natale di Roma e contribuendo a costruire l’immaginario dell’Urbe tra rito, culto e identità civica.

Le rievocazioni alle Terme sono pensate come un’esperienza immersiva, con ricostruzioni dei rituali antichi che permettono al pubblico di avvicinarsi alla Roma delle origini. Come sottolinea l’On. Federico Mollicone, la rievocazione storica, oggi riconosciuta dalla Legge 152 del 2024 come fattore di sviluppo culturale, sociale ed economico, diventa uno strumento di diplomazia culturale e un modo per restituire i riti alla comunità, trasformando i musei in luoghi vivi di partecipazione.

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Musica corale a Palazzo Altemps con il Liceo Cavour

Nel pomeriggio, le celebrazioni si spostano a Palazzo Altemps, dove alle ore 17.30 va in scena un concerto di musica corale legato ai Palilia. Nell’ambito dell’Accordo di Partenariato tra il Museo e il Liceo Cavour di Roma, diretto da Carlo Scognamiglio, le studentesse e gli studenti del coro dell’istituto, guidati dal M° Olivia Calò e dal M° Simone Sartori, danno vita a un momento musicale di grande partecipazione.

Coro del Liceo Cavour in concerto a Palazzo Altemps

Il coro, composto da 35 ragazze e ragazzi ed attivo da cinque anni, fa parte del progetto “Un coro in ogni scuola” promosso dall’Associazione Culturale Decanto, che punta a favorire inclusione, crescita personale e sviluppo delle relazioni interpersonali attraverso l’educazione alla musica corale. Il repertorio spazia dal colto del Cinquecento al popolare italiano e straniero, fino al pop arrangiato per sole voci a cappella, mostrando come la tradizione possa dialogare con linguaggi musicali diversi.

Per la Direttrice Federica Rinaldi l’appuntamento conferma la volontà del Museo Nazionale Romano di essere uno spazio aperto e inclusivo, capace di coniugare memoria storica e creatività contemporanea. Da un lato le rievocazioni restituiscono concretezza alla storia antica, dall’altro la presenza del coro studentesco porta la voce delle nuove generazioni dentro le sale museali, rafforzando il legame con il territorio e con le istituzioni scolastiche.

La partecipazione alle rievocazioni alle Terme di Diocleziano e al concerto di musica corale a Palazzo Altemps è gratuita, con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite. Il Natale di Roma nell’arte, tra rituali fondativi e musica, trova così nel Museo Nazionale Romano un luogo privilegiato dove la città può riconoscere e condividere le proprie radici.

Foto: Ufficio Stampa

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