Ji-Young, il primo personaggio asiatico (di origine coreana) di ‘Sesame Street’

È di origine coreana Ji-Young, il primo personaggio asiatico di 'Sesame Street'. Una rivoluzione necessaria.
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Sesame Street (in italiano Sesamo Apriti) è pronto a una piccola ma significativa rivoluzione. Nella celebre serie statunitense – famosa soprattutto per la presenza dei Muppet creati da Jim Henson – sta per arrivare il primo personaggio asiatico della storia. O meglio asioamericano, e per la precisione coreano.

Il suo nome è infatti Ji-Young e, come scrive il Los Angeles Time, «è un chiaro segno del perché fosse destinata a vivere in Sesame Street». Durante una recente intervista, la stessa Ji-Young ha spiegato che in coreano le due sillabe hanno un diverso significato.

«Ji significa intelligente o saggio. Young significa coraggioso e forte. Ma abbiamo comunque cercato e indovinate? Ji significa anche sesamo».

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Ji-Young in Sesame Street e il suo ruolo di sostenitrice

Cos’altro sappiamo di Ji-Young? Sono note due sue grandi passioni: suonare con la sua chitarra elettrica e andare in skateboard. Negli USA il suo personaggio arriverà in occasione del giorno del Ringraziamento su HBO Max, in un episodio speciale dal titolo See Us Coming: Together: A Sesame Street Special. Creata da Kathleen Kim (statunitense di origine coreana), Ji-Young nasce proprio in risposta ad alcuni eventi tragici del 2020: la morte di George Floyd e le aggressioni ai danni di cittadini asiatici.

«Quando abbiamo capito di voler lavorare con un focus sulle esperienze degli asiatici e degli abitanti delle isole del Pacifico – ha dichiarato Kay Wilson Stalling, vice presidente esecutivo di Creative and Production per Sesame Workshop – sapevamo ovviamente che dovevamo creare anche un muppet asiatico».

Il ruolo di Ji-Young andrà, per queste ragioni, ben oltre l’intrattenimento. I suoi creatori la definiscono una sostenitrice.

«Significa che farà notare quando le cose sono sbagliate e gli atteggiamenti negativi nei confronti degli altri, per il colore della pelle o la lingua che parlano. O per il luogo da cui provengono. – dice la Stalling – Vogliamo far capire al nostro pubblico che ciascuno di noi può essere un sostenitore».