La seconda stagione arriva su Paramount+ il 18 settembre. Abbiamo incontrato Lara Pulver, Johnny Flynn, Teddie Allen, Anson Boon e Mandeep Dhillon per parlare di una famiglia in cui la verità può diventare un’arma.
Nella famiglia Harrigan, sapere troppo può essere pericoloso. Dire la verità, forse, ancora di più. Nella seconda stagione di MobLand, dal 18 settembre su Paramount+, l’impero criminale degli Harrigan è sempre più diviso. Le rivalità crescono e Harry Da Souza cerca di tenere insieme la famiglia, ma i conflitti più difficili da gestire sono quelli dentro casa: tra genitori e figli, nipoti e nonni, persone legate dal sangue che non sanno più di chi fidarsi.
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«Molti di questi personaggi cambiano continuamente. – racconta Lara Pulver, che interpreta Bella Harrigan – Dicono davvero quello che pensano? Dove troviamo le loro lealtà? Stanno dicendo la verità? E qual è il segreto che non rivelano?». Per un’attrice, spiega, questa incertezza offre una libertà rara: una scena può prendere direzioni diverse tra una ripresa e l’altra, seguendo ciò che accade tra gli interpreti in quel momento.

Johnny Flynn entra nella serie nei panni di Frankie Cooper. Arrivare in un mondo già costruito, dopo aver visto la prima stagione, lo ha entusiasmato. Frankie, però, non gli ha reso le cose semplici: «È imprevedibile. Non sapevo niente di lui finché non mi sono ritrovato a recitare una scena». Lo descrive come un uomo intelligente, colto, inquietante, capace di usare ogni aspetto di sé per adattarsi alla persona che ha davanti: «È estremamente sicuro di sé», precisa. Una sicurezza che, ammette Flynn, era intimidatoria anche da interpretare entrando in scena con attori che non aveva ancora incontrato.

Il suo arrivo promette di portare agitazione tra personaggi che il pubblico conosce già. Bella, intanto, attraversa tempi più bui. Pulver racconta di una donna che «indossa la sua armatura» e decide di andare avanti per sé e per suo figlio. «È un po’ stanca di aspettare che siano gli altri a farsi avanti: questa volta è disposta a guidare».

Anche per i più giovani il rapporto con la famiglia cambia forma. Anson Boon è rimasto colpito da quanto Eddie Harrigan sia disposto a spingersi oltre per fiducia nella nonna, persino quando lei lo manda in situazioni sospette. «Torna da lei ogni volta», dice. Forse perché è stata l’unica a raccontargli la verità sulle bugie che circondano la sua famiglia e le sue origini. È un legame che può risultare frustrante, ma che per Boon è stato molto divertente da interpretare.

Per Teddie Allen, la sorpresa è stata esplorare il rapporto di Gina Da Souza con entrambi i genitori: «È molto diverso con sua madre e con suo padre». Mandeep Dhillon, invece, descrive Seraphina Harrigan come una persona che, pur avendo una famiglia, è sempre stata «un po’ un lupo solitario». Ha i propri affari e una vita al di fuori degli Harrigan. A cambiare, ora, è soprattutto il peso di ciò che ha vissuto.

La frattura tra i personaggi ha permesso anche di avvicinarne alcuni. Eddie e Gina finiscono per fare squadra: quando la nonna manda lui in missione, raccontano Boon e Allen, Eddie porta con sé la sua fidata complice. «È stato bello esplorare quella relazione», dicono, lasciandosi sfuggire appena il gusto di andare insieme incontro ai guai. «È una partita a scacchi molto veloce»: in MobLand, spiegano gli interpreti, rivelare troppo di sé significa dare a qualcun altro qualcosa da usare contro di te. Una verità emerge, poi viene rimessa in discussione. La scrittura di Jez Butterworth segue questi continui cambi di direzione e lascia al pubblico il compito più difficile: decidere, settimana dopo settimana, a chi credere.
