A Roma presentato “La lingua del mare”, il progetto dell’Accademia della Crusca e della Lega Navale Italiana che digitalizza dizionari, documenti storici e lancia una video-serie per raccontare il lessico del mare.

Alla Biblioteca Centrale della Marina Militare di Palazzo Marina, a Roma, è stato presentato “La lingua del mare”, progetto promosso dall’Accademia della Crusca in collaborazione con la Lega Navale Italiana. L’iniziativa punta a raccogliere, studiare, digitalizzare e rendere accessibile il patrimonio linguistico legato alla marineria, alla navigazione, alla pesca e agli sport nautici.

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Presentazione del progetto La lingua del mare dell’Accademia della Crusca e Lega Navale Italiana a Roma

Il sito linguadelmare.it e gli archivi nautici

Cuore del progetto è il portale linguadelmare.it, liberamente consultabile, che rende disponibili materiali editi e inediti, dizionari storici e documenti relativi a diversi secoli di cultura marittima italiana. Attraverso queste fonti è possibile ricostruire l’origine e l’evoluzione delle parole del mare, insieme alle tecniche, ai mestieri, alle tradizioni e alle conoscenze che hanno segnato la storia della navigazione e della pesca.

Incontro tra Accademia della Crusca e Lega Navale Italiana per il progetto La lingua del mare

Il contributo del Centro Studi Tradizioni Nautiche

Tra le fonti messe a disposizione figurano anche i materiali del Centro Studi Tradizioni Nautiche (CSTN) della Lega Navale Italiana, struttura nazionale con sede a Napoli dedicata alla raccolta, alla conservazione e alla valorizzazione della cultura marinaresca. Il Centro custodisce oltre 10mila volumi, le annate di circa 250 testate periodiche e la raccolta completa, dal 1897 a oggi, della rivista “Lega Navale”, oltre a fotografie, documenti e altre testimonianze sulla marineria e sugli sport nautici.

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Dai dizionari storici alla divulgazione digitale

“La lingua del mare” non è pensata solo per specialisti, ma per studiosi, insegnanti, studenti e appassionati. Come ha spiegato l’Accademica Segretaria Annalisa Nesi, il progetto affianca alla ricerca scientifica una forte dimensione divulgativa: sul sito sono già disponibili schede lessicali e schede letterarie che approfondiscono storia e uso di singole parole, accompagnate da ampie citazioni di testi in prosa e poesia dove compaiono termini marinareschi.

La video-serie “Le parole del mare”

A dare un volto contemporaneo al progetto è la video-serie “Le parole del mare”, dodici puntate realizzate dall’Accademia e dalla Lega Navale Italiana e diffuse sui canali social delle due istituzioni e sul portale. Condotta da Giulia Fava, velista e responsabile sport della Lega Navale Italiana, la serie racconta l’origine, la storia e il significato di termini fondamentali della navigazione come albero, armare-disarmare, boma, canoa, mezzomarinaio, orzare-puggiare, poppa, prora-prua, scafo, scuffia, timone e vela.

Un lessico vivo tra storia, lingue e culture

Le puntate mettono in relazione la storia linguistica delle parole con oggetti, tecniche, manovre e vissuto concreto della vita in mare, mostrando come il lessico marinaresco racconti secoli di incontri tra lingue, popoli e culture. Termini come canoa, arrivata in italiano da una voce caraibica tramite lo spagnolo, o boma, entrata passando dal francese ma di origine olandese, testimoniano la circolazione di conoscenze e tecniche che ha sempre accompagnato la navigazione.

Il mare come cultura condivisa

Per il presidente della Lega Navale Italiana Donato Marzano, conoscere le parole del mare significa comprenderne storia e valori e contribuire a farne parte della cultura quotidiana degli italiani. Grazie alla collaborazione tra le due istituzioni, il patrimonio lessicale e documentale esce dalle sole pagine dei dizionari per diventare uno strumento digitale, vivo e accessibile, pensato per avvicinare soprattutto i giovani al mare attraverso sport, formazione e conoscenza.

Foto: Ufficio Stampa

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